Martedì, 18 Dicembre 2018

OLTREPÒ PAVESE - «LA RACCOLTA DIFFERENZIATA È UN TRAGUARDO DA RAGGIUNGERE AD OGNI COSTO»

Veronica Bianco, classe 1996, studentessa vogherese di Ingegneria Civile Ambientale all’Università di Pavia. Da sempre impegnata politicamente, tesserata ANPI, Legambiente e ARCI. Candidata di “Liberi Uguali” sostiene Onorio Rosati alla presidenza della Regione.

Nel caso venisse eletta il problema salute e il problema assistenza medica è particolarmente sentito e anche di attualità in Oltrepò. Che si chiamino tagli, che si chiamino ottimizzazioni si stanno riducendo le guardie mediche e l’Oltrepò con i suoi presidi di Voghera, Stradella, Varzi e Broni è in bilico tra speranze di potenziamento, tagli e carenze di personale. Quale sarà concretamente il suo impegno in Regione per migliorare la situazione?

«Negli ultimi anni il lavoro di politici e tecnici non ha avuto molte ricadute positive sul territorio. Oggi la situazione si è aggravata ulteriormente, perché lo Stato e le Regioni, con la scusa delle ottimizzazioni e del risparmio sono andati a toccare un argomento molto sensibile come quello del Presidio Sanitario, la cui sola presenza sul territorio tranquillizza la popolazione. Io sono molto favorevole a mantenere e rafforzare la qualità professionale dei Presìdi medici esistenti perché sono utilissimi per la popolazione locale. A parte le Urgenze che devono essere trattate “subito”, noi dobbiamo garantire alle persone che vivono lontane dal grande Ospedale la certezza che il dottore è presente sul territorio. Questo vale per tutti, ma soprattutto per i più indifesi come gli anziani. Fra le mie proposte ci sarebbe l’istituzione di un servizio di elisoccorso posteggiato nelle zone più montagnose. La qualità della vita comincia dalla salvaguardia della vita stessa». 

Il pericolo inceneritore di Retorbido sembra ormai quasi scongiurato, molti sono i siti di rifiuti speciali in Oltrepò che da un recente controllo risultano per la stragrande maggioranza non in regola. L’Oltrepò è anche uno dei fanalini di coda nella raccolta differenziata che alcuni Comuni stanno cercando di attuare tra mille difficoltà e proteste. Qual è il suo impegno per i siti rifiuti speciali e qual è la sua soluzione concretamente per migliorare ed ottimizzare la raccolta differenziata?

«La raccolta differenziata è un traguardo da raggiungere ad ogni costo. Certamente è difficile modificare le abitudini dei Cittadini ma questo deve essere l’impegno dei Sindaci. Poiché la raccolta differenziata rientra negli obiettivi Nazionali e Regionali, proporrò di chiedere risorse aggiuntive per dotarsi delle attrezzature più adeguate per la riuscita del progetto. Il discorso rifiuti speciali è complesso, perché dentro questa categoria ci sta di tutto. Andrebbe affrontato caso per caso. Inoltre bisognerebbe commissionare una corretta indagine sugli inceneritori e sui termovalorizzatori. È una tematica complessa, purtroppo sottoposta a troppi scontri politici ed a troppe speculazioni tra presunti tecnici. Il mio impegno, visto che voglio laurearmi in ingegneria ambientale, sarà quello di approfondire la questione in tutti i suoi risvolti e solo dopo ed a ragion veduta, proporre una soluzione».

Sempre più spesso in Oltrepò ci sono emergenze dovute ai “capricci” climatici. I sindaci oltrepadani sempre più a corto di risorse dopo ogni frana, temporale di forte intensità, e dopo ogni grande freddo invocano lo stato di emergenza. Alcuni dicono che emergenza non è ma mancanza di prevenzione. Quale sarà il suo impegno su questo tema? Cercare di inviare ulteriori risorse per affrontare le emergenze o inviare risorse  solo nel caso in cui i sindaci reinvestano in prevenzione?

«La prevenzione delle frane e degli smottamenti rientra nei progetti della Protezione Civile. Una delle maggiori cause è il disboscamento selvaggio e la mancanza di canalizzazione delle acque piovane. È un problema economico e non di impossibile soluzione. La soluzione andrebbe posta in mano ai tecnici e non ai politici. Abbiamo un’ottima Università con ottimi tecnici, perché non la sfruttiamo? Partendo da un ottimo progetto esecutivo, si trovano più facilmente le risorse, che devono essere nazionali o Regionali e non certamente comunali».

L’agricoltura è una delle risorse principali dell’Oltrepò e la viticoltura la punta di diamante. Semplificando il concetto espresso dall’Assessore regionale Fava, di soldi in  Oltrepò ne sono arrivati molti e purtroppo in futuro ne arriveranno sempre meno causa un’eccessiva  litigiosità tra i vari soggetti agricoli e vitivinicoli oltrepadani in campo. Qual è la sua strategia per far sì che l’Oltrepò sia meno litigioso  alla luce del fatto che comunque ad oggi ogni confronto, ogni tavolo organizzato e ogni cabina di regia è fallita? Quale può essere il suo impegno per promuovere la sua terra?

«Ho già avuto modo di dire che noi, nel Pavese, abbiamo due motori agricoli: il riso e la vite. Entrambi vanno profondamente rivisti. Il riso: qualificando la produzione e uscendo dalla palude del riso originario comune, che non rende agli agricoltori. L’Uva ed il vino dovrebbero essere l’altro asso nella manica. In alcuni casi andrebbe migliorata la qualità. è inoltre indispensabile la creazione di una Autority Provinciale dedicata al vino, che sia in grado di dare consigli tecnici utili, che gestisca i rapporti con l’estero, che suggerisca dei percorsi di estetica delle bottiglie e delle etichette e che sappia diventare la piattaforma della produzione vinicola Pavese. Una giusta presentazione del prodotto ed una comunicazione efficace sono certezza di successo. Io sono sicurissima che noi, nel Pavese, abbiamo le Professionalità per realizzare questo percorso. Ho avuto modo di parlare con alcuni enologi di grandi case vinicole; mi hanno descritto tutti i percorsi per raggiungere un vino di qualità. Dallo studio del sole, al controllo dello zuccherino prima della vendemmia. Dal controllo del tannino allo studio dell’acidità. Nonché la differenza fra gusto e retrogusto. Il vino è un prodotto stupendo, antico e divino».

Turismo: Salice Terme era e purtroppo non lo è più, la capitale turistica dell’Oltrepò. Le Terme di Salice erano il polo attrattivo per attirare una grande parte di turisti, ma l’Oltrepò è anche altro: castelli, borghi, enogastronomia, percorsi guidati… Soldi dalla regione e da altri entri ne sono arrivati molti e una parte sembrano essere a detta di molti, investiti in modo discutibile, un esempio su tutti i sentieri della Comunità Montana, un enorme numero di sentieri realizzati come si suol dire alla meno peggio. Qual è la sua idea di turismo in Oltrepò e secondo lei cosa manca in Oltrepò?

«Turismo: è vero, il Pavese ed il suo Oltrepò sono un coacervo di ricchezze ambientali, Paesaggistiche, architettoniche, religiose. Per queste ragioni ritengo sia necessario un Commissario ad acta per prendere in mano la situazione e mettere in evidenza tutte le bellezze di questo stupendo territorio, ricco di storia. Io studierei un percorso a tappe sul restauro dei siti antichi e sulla valorizzazione dei piccoli borghi della nostra provincia. Un simile progetto farebbe rifiorire il turismo. Facendo accordi con la Regione, istituirei degli incentivi per costruire una rete di accoglienza nelle località dal più alto potenziale turistico. Creando una rete ricettiva a basso prezzo, comprensiva non solo di “letti” ma anche osterie con piatti locali, prodotti della terra, birre, vini, salumi, noi potremmo portare milioni di turisti. Non abbiamo nulla da invidiare a Toscana o Veneto. Questo è un argomento che mi appassiona molto e mi ci butterei anima e corpo. Conosco decine di giovani laureati in Beni Culturali che creerebbero volentieri una cooperativa fra loro con il fine di valorizzare il territorio».

La parte alta dell’Oltrepò si sta spopolando sempre di più. La parte bassa invece ha problemi di lavoro e molto spesso quando c’è, lo stesso presenta delle problematiche a livello di condizioni e di retribuzione economica. Sono poche le aziende che funzionano, molte in difficoltà, altre chiudono. Cosa fare contro lo spopolamento dell’alto Oltrepò e cosa fare per aiutare le aziende presenti sul territorio?

«La risposta a questa domanda si svuota di contenuto nel momento in cui si riesce ad attuare quanto detto alla precedente».

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