Sabato, 18 Gennaio 2020

OLTREPO PAVESE «TUTTI PENSANO DI ESSERE COLONNELLI E GENERALI, E DI SOLDATI NON CE NE SONO PIÙ»

Il 24 Gennaio 2018 cadeva il secondo Anniversario della scomparsa dell’On. Gian Carlo Abelli, una delle maggiori ed indimenticabili personalità della Politica oltrepadana, Regionale e Nazionale. Alle soglie della prossima Kermesse elettoral-politica del 4 Marzo prossimo venturo, ci ha ricevuti nella splendida dimora bronese la donna che con lui ha condiviso tutto: la Cosa significa far Politica?

«Il politico deve avere alcune caratteristiche indispensabili per trasformare in concerto la voce del suo territorio. Bisogna avere credibilità spirito di sacrificio ed appartenenza. Lavorare in prospettiva, non volere il riconoscimento immediato compiacendo questo e quello… un po’ come l’educazione che si da ai figli, per il loro futuro; e non sempre dire “si” !».

Parlando proprio d’immediato: il Centro-Destra lombardo sembra aver privilegiato, per le prossime elezioni regionali, la parte est dell’Oltrepò, a discapito della parte ovest. Barbieri e Ferrari fuori dai giochi, Rovati e Quaroni candidati…

«è vero, inutile nasconderlo, ci voleva un rappresentante dell’Oltrepò Occidentale. Mi dicono che all’ultimo momento qualcuno, per motivi personali (che sono indiscutibili), si è ritirato».

Secondo lei, Rovati o Quaroni ce la possono fare?

«Dipende dagli elettori… Certo è che Invernizzi è molto conosciuto, avendo fatto per tanti anni l’Assessore Provinciale».

Avrà quindi bisogno, Invernizzi, di una vera e solida Campagna Elettorale?

«Conosco le campagne elettorali, le ho sempre fatte con buoni risultati, ma il candidato era persona che si è sempre spesa sul territorio e per il suo territorio! Certamente bisogna coinvolgere il maggior numero di elettori ed essere credibili, soprattutto cercare di convincere coloro che non vogliono più votare, che credo, siano numerosi…».

In questo la Politica ha grandi colpe?

«Diciamo che le colpe derivano dal fatto che tanti non sono preparati per questo mestiere. Prima il candidato arrivava ad essere tale dopo una sorta di selezione naturale, ora viene messo in lista, dimenticando che queste persone faranno parte di commissioni che decideranno il futuro del nostro Paese. La disponibilità è buona cosa, ma va associata alla capacità… sennò cade tutto nel vuoto!».

Come giudica il lavoro svolto dalla Dott.ssa Gelmini, coordinatore regionale Lombardia?

«Non posso giudicarla, essendo Lei Coordinatrice di tutta la Lombardia. Per equilibri che io non conosco, capita di dover trascurare qualcuno… e Pavia è stata un po’ poco considerata… Questi frazionamenti e dissidi interni non hanno aiutato. Bisogna arrivare ad un compromesso, in senso positivo. Qui ci vuole un po’ di tolleranza ed una maggiore volontà per trovare un giusto equilibrio. Mi pare che tanti si sentano Generali e Colonnelli; Soldati non ce ne sono più».

Il suo pensiero sulla candidatura di Alessandro Cattaneo?

«Cattaneo è un buon candidato. E’ giovane, gradevole ed intelligente. Certo, qualche errore l’ha commesso ma, penso, abbia fatto parte “del fattore di crescita”. Potrà essere un buon Deputato».

Le infrastrutture sono il tallone d’Achille dell’Oltrepò: si riuscirà a risolvere qualcosa?

«Una buona parte l’ha già fatta Poma, da ottimo amministratore quale è, cedendo, date le inesistenti risorse economiche, la manutenzione dei ponti e di alcune strade, considerando anche l’opportunità di un nuovo casello autostradale sulla MI-GE che toglierebbe dalle nostre strade, già malmesse, il traffico pesante… Le infrastrutture danno la possibilità di essere agganciati al resto del mondo (vedi i ponti!!!): l’unica possibilità di arricchimento della nostra Provincia che oggi io vedo è il turismo. L’Oltrepò potrebbe diventare una seconda Toscana. L’autostrada porterebbe nuovi insediamenti industriali lungo il percorso, e quindi nuovi posti di lavoro, così da non costringere tanti a fare i pendolari… Certo che tutto si vanificherebbe senza infrastrutture!».

Richiederebbe però grandi investimenti, molti soldi…

«Chiariamo questo punto: l’autostrada non si fa con i soldi pubblici, ma di privati! I soldi pubblici entrerebbero in gioco in caso di una penale, che la Regione dovrebbe pagare, in virtù della non esecuzione del progetto… Queste cose vanno spiegate alla gente che, a tutt’oggi, è disinformata! Non dimentichiamo anche che saremmo certi di avere un nuovo ponte agibile… E’ una grande possibilità, l’unica offerta oggi! E non mi sembra poca cosa!».

di Lele Baiardi

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