Giovedì, 21 Giugno 2018

MENCONICO - SANTA MARGHERITA STAFFORA - BRALLO - ROMAGNESE - «LE AREE INTERNE NON FINANZIANO I PROGETTI CHE POSSONO PORTARE SVILUPPO»

Per ottenere i finanziamenti del progetto Aree Interne il comune di Menconico entra in unione con i vicini di Santa Margherita Staffora, Brallo e Romagnese, ma il sindaco Donato Bertorelli non nasconde la delusione per un’iniziativa che, a scapito delle grandi attese e speranze suscitate in fase di approvazione, non sembra avere i connotati del maxi progetto destinato ad invertire il destino di una vallata ricca di problemi, messa sotto scacco (ormai quasi matto) dalla mannaia dello spopolamento.

Sindaco, si era parlato di una pioggia di milioni che avrebbero dovuto salvare l’Oltrepò montano e le sue aree disagiate. Il tempo passa e i progetti importanti non si vedono. Che succede? Cosa l’ha delusa?

«Mi ha deluso il fatto che i 16 milioni che si vanno ad investire in Oltrepò non serviranno a finanziare quei progetti che secondo me sarebbero veramente importanti per invertire una tendenza negativa. Per fare qualcosa di veramente incisivo bisogna creare sviluppo economico e occupazione, altrimenti nessuno tornerà a vivere e lavorare qui. L’obiettivo del progetto Aree Interne doveva essere quello di far ritornare la nostra vallata quella che era trent’anni fa, quando Varzi e la Valle Staffora erano un polo attrattivo importante. Il gruppo Lavezzari con i suoi tre stabilimenti, i maglifici e i tre caseifici davano lavoro a tutta la popolazione e le case costavano più qui che a Voghera, da dove si veniva per lavorare».

Perché secondo lei con le Aree Interne non si può andare in questa direzione?

«Perché i progetti che potrebbero se non risolvere il problema almeno muovere le acque in una certa direzione non vengono finanziati. Noi uno ce l’avevamo e per noi era importantissimo».

Di quale progetto si trattava?

«La nostra intenzione era creare una filiera completa legata alla produzione e alla lavorazione del tartufo, per cui le nostre colline, anche se in pochi lo sanno, sono una zona vocata e vantiamo il primato per la produzione in Provincia di Pavia. Si parlava di coltivazione assistita attraverso le cosiddette tartufaie coltivate, dei vivai realizzati con piante autoctone micorizzate con tartufo nostrano. Con l’aiuto di un adeguato supporto scientifico si poteva uscire dall’amatorialità per passare ad una produzione professionale e redditizia. L’idea poi era creare un prodotto unico da questi tartufi, qualcosa che solo noi abbiamo e che possa diventare un simbolo, come è avvenuto in altre regioni italiane, si pensa ad esempio all’Umbria».

E invece?

«Invece questo progetto è stato bocciato. Hanno risposto che non è possibile finanziarlo in quanto si tratterebbe di un aiuto di Stato ai privati. Peccato che ormai in campagna elettorale ci si riempia la bocca dicendo che la priorità è il lavoro e che vanno finanziati innanzitutto gli investimenti produttivi. Non era forse quello che volevamo fare noi? Eppure non ci è stato permesso».

Quindi? Non se ne fa nulla?

«Non mi arrendo. Entro il 2018 ci riproveremo con i fondi a disposizione per il Piano di Sviluppo Rurale. Non ingenti come quelli a disposizione per le Aree Interne, ma comunque sufficienti e soprattutto, a disposizione anche dei privati. Sono loro che, se sostenuti, possono creare lavoro e sviluppo. Sarà il mio impegno più importante di fine mandato (scadenza 2019 ndr), perché voglio lasciare qualcosa di importante per la comunità».

Attraverso il bando Aree Interne quindi cosa sarà finanziato?

«Dei percorsi per le mountain bike con segnaletica, il potenziamento dei trasporti pubblici, servizi di assistenza agli anziani come l’infermiera a domicilio o il maggiordomo rurale. Per carità, tutte cose utili, non voglio essere frainteso, però non cambieranno il futuro della Vallata».

Parliamo dell’Unione dei Comuni che avete appena costituito insieme a Santa Margherita, Brallo e Romagnese. C’è stata qualche polemica perché inizialmente non siete riusciti ad approvarla, con la contrarietà persino del suo vice… Che cosa è accaduto?

«Trovo che quel consiglio comunale sia stato semplicemente mal preparato e ci siano stati dei fraintendimenti: qualcuno ha confuso l’Unione con la Fusione, che sono cose diverse. La situazione poi è rientrata».

Come mai si è deciso di procedere con questa Unione? Che benefici porterà?

«Era una delle condizioni per ottenere i finanziamenti per le Aree Interne e dovevamo adempiere a questa promessa. In secondo luogo porterà per noi alcuni vantaggi: attraverso la condivisione dei servizi potremo avere qualcosa che non avevamo prima, come il servizio di polizia locale e di protezione civile. Dal punto di vista economico gli incentivi statali per il Comune saranno di circa 50mila euro annui, arrivano a chi prende parte alle Unioni».

Per i cittadini cambierà qualcosa?

«No, gli uffici resteranno a Menconico, si andrà dove si è sempre andati».

C’è chi ha storto il naso per il fatto che Romagnese, in realtà si trova in Val Tidone…

«Semplicemente abbiamo preferito privilegiare l’omogeneità del territorio. Infatti l’Unione si chiama Terre montane dell’Appennino. Per noi sarebbe stato naturale farlo con Varzi, ma ha rifiutato. Ha più di 3mila abitanti e preferisce la totale autonomia».

A Roma vedono di buon occhio le Unioni come anticamera delle fusioni. Lei cosa ne pensa?

«è un discorso complesso. Non è solo un fatto di campanilismo, si tratta di questioni pratiche e concrete: a Menconico i conti sono a posto e siamo il paese con le tasse più basse in tutta la Valle. Se ci fondessimo bisognerebbe trovare aliquote uniche per tutti e allo stesso modo i debiti degli altri potrebbero ricadere sui nostri cittadini. Non sono contrario a priori, ma si tratta di un percorso da soppesare molto attentamente».

agierre-marzo buscone-intera-GENNAIO-2018-(2) consorzio2.JPG INTERA-IMM-OLTREPO-MARZO RC-garden_intera-copia RALLY4 quarto-serteca consorzio-1-copia BIRRIFICCIO-GRAVANAGO-QUARTO food-e-wine-menu-copia pagina-intera-GALATI-copia pagina-intera-pascal pagina-sveglia-copia

  1. Primo piano
  2. Popolari