Domenica, 20 Maggio 2018

MONTEBELLO DELLA BATTAGLIA - «LE DICHIARAZIONI FATTE DAL SINDACO CREDO SIANO FRUTTO DI VISIONI ONIRICHE»

In seguito all’intervista rilasciata dal sindaco di Montebello della Battaglia, Andrea Mariani, e pubblicata sull’ultimo numero de Il Periodico News, il capogruppo di minoranza Guglielmo Bruni, già candidato sindaco e politico locale di lungo corso, commenta le dichiarazioni del suo collega in Consiglio Comunale.

Bruni, il suo sindaco definisce Montebello un paese “ricco”. È d’accordo con questa affermazione?

«È difficile definire ricco Montebello, in quanto da parecchi anni negli uffici comunali ad ogni richiesta rispondono: “No, non possiamo perché non abbiamo soldi”. Si pensi che in un incidente stradale, avvenuto nel 2015 in via Don Orione, è stato abbattuto il cartellone delle affissioni ed ancora non è stato sostituito perché mancano i fondi. Le dichiarazioni fatte dal Sindaco credo siano frutto di visioni oniriche».

Può essere più preciso? In che cosa Montebello non sarebbe “ricco” ma piuttosto “povero”?

«Per quanto concerne il sociale si investono solo gli introiti provenienti, a tale scopo, da altri enti. Gli sportelli per IMU e TASI, così come lo Sportello Lavoro, sono a costo zero e sono stati attivati con ritardo. In campo culturale, si sostiene con somme ingenti la sola biblioteca; in compenso sono stati tolti i piccolissimi contributi a quelle associazioni che lavorano per fare conoscere il nostro paese nella sua ricchezza di storia e di bellezze naturali.

La motivazione è stata che non si potevano fare sovvenzioni per mancanza di risorse…».

Come commenta, invece, il programma di lavori pubblici?

«Le opere pubbliche non sono state fatte e non si fanno per non accendere i mutui! Il sindaco ha citato gli investimenti per la manutenzione sul reticolo idrico minore: forse non ricorda che è costituito da Roggia dei Gamberi, Roggia Torbida, Roggia Molinara, Rio delle Rose, Rio Guarnasola e Fosso Moglie. Sono stati eseguiti interventi per una lunghezza di circa 400 metri nel tratto dal Rio delle Rose all’attraversamento della ex S.S. 10 della Roggia dei Gamberi. La zona del Fosso Moglie è completamente abbandonata e i pochi lavori sono stati eseguiti a cura e spese dei privati».

E la programmazione urbanistica?

«Qualche tempo fa si era previsto di fare una piccola revisione del PGT, come da diverse richieste dei cittadini, poi tutto si era arenato per mancanza di fondi. Alla faccia della ricchezza, c’è l’impossibilità di spendere “l’astronomica” cifra di circa 5.000 euro. Finalmente si procede, lentamente, al rinnovo del succitato strumento urbanistico ed alla creazione di un regolamento cimiteriale con i fondi introitati da piccoli interventi edilizi fatti dai privati».

Parliamo di raccolta differenziata. Qual è la situazione a Montebello?

«Mancano i cassonetti per la raccolta delle potature e del verde, la discarica è aperta per pochissime ore settimanali e manca il servizio gratuito del trasporto dei materiali ingombranti, come nei comuni confinanti. I cassonetti interrati sono stati tolti e giacciono abbandonati in un angolo della discarica».

Il cimitero e la sua gestione è stato uno dei suoi cavalli di battaglia. Trova soddisfacente la situazione attuale?

«Per le festività del 1° novembre sono apparsi dei volantini in cui si chiedeva ai proprietari di contattare l’Ufficio Tecnico. Questo consigliava di effettuare interventi sulle tombe di famiglia per il decoro del luogo. Ho chiesto delucidazioni e mi è stato risposto: “Non vedi in che condizioni è il Cimitero”?

Questa affermazione mi ha fatto rabbrividire: io che da anni, a mezzo manifesti e stampa, ho evidenziato lo stato pietoso in cui versa questa struttura. Ora apprendo del progetto di manutenere ed ampliare il camposanto. Speriamo si provvedano a rifare i viali interni e le tubazioni di deflusso delle acque piovane, per evitare gli allagamenti che si formano dopo ogni pioggia».

Avete considerazioni in merito all’arredo urbano e alla viabilità?

«L’arredo urbano è ancora in pessime condizioni. Si può constatare che molte panchine sono divelte, vedasi in piazza Ciro Barbieri. Poi la piazzetta Dante, con la pavimentazione sempre più sconnessa, la piazza e la salita alla Chiesa con nuovi cedimenti del lastricato in sasso. Il piano stradale è sconnesso in parecchie vie dell’alto paese e la segnaletica orizzontale è solo un ricordo».

E il verde pubblico?

«Già con le precedenti amministrazioni evidenziavo la carenza di cura del verde pubblico. Con il mio manifesto “Verde addio” avevo fatto intervenire anche una televisione locale per un servizio sullo stato d’abbandono delle piante. Devo dare atto che il dottor Mariani ha finalmente recepito le mie lamentele ed ha provveduto ad installare una bella illuminazione al monumento “Bella Italia” ed al circostante parco. Suggerisco di intervenire ancora sulla piantumazione, in quanto sono evidenti piante ormai secche e altre ormai bisognose di cure e potature».

Trovare le risorse finanziare è senza dubbio il problema di ogni Amministrazione. Certo, se andasse in porto la nascita di una qualche nuova area commerciale, le casse comunali troverebbero nuovo ossigeno…

«È dall’autunno del 2013 che le amministrazioni comunali di Montebello sperano in una nuova struttura commerciale, nella ex area Bellomi – Scania, per incassare gli oneri di urbanizzazione. Già nel Consiglio Comunale con cui hanno approvato il progetto ho espresso dubbi sulla struttura, ora dopo varie traversie e passaggi di proprietà sembra che la Galleria del Centro Commerciale si appresti ad investire nella costruzione di nuovi edifici. Speriamo in bene».

Passiamo al tema della sicurezza. Cosa pensa dei programmi della maggioranza?

«Il piano “Città sicura” mi sembra misero. Nel febbraio 2016 avevo fatto una mozione che prevedeva il servizio di videosorveglianza nel paese: regolarmente respinta. Nella discussione il Sindaco aveva espresso scarsa fiducia in sistemi con telecamere. Sollecitato più volte dalla Minoranza ad aderire ai contributi regionali erogati allo scopo, ha affermato che non vi è possibilità di ricevere i finanziamenti perché il Comune non è associato con nessuno».

Bruni, la vostra lettura del paese è completamente opposta a quella che ne dà il Sindaco. Come è possibile?

«Certamente non ricordiamo lontanamente una cittadina svizzera. Se vogliamo fare paragoni, ci avviciniamo meglio alla figura dei Lanzichenecchi!».

Cambiando argomento, ci dica qualcosa della diatriba che la oppone alla società Pavia Acque…

«Pavia Acque si è comportata in modo indegno: non è stata fatta alcuna comunicazione agli utenti al momento della sua istituzione. Si è avuta notizia, soltanto a mezzo stampa, di quelli che sembravano essere solo dei giochi di potere… non è stato spiegato il patto, il rapporto fra clienti e società».

Andiamo con ordine. Quando e perché ha preso forma la sua critica?

«Lo scorso 8 agosto è stata recapitata una bolletta che ha conguagliato gli ultimi tre anni (fra l’altro, con l’ultima Finanziaria sono stati vietati i conguagli oltre i due anni). La lettura di questa fattura non è chiara ai cittadini. Sono state fatte rimostranze per questo motivo sia a Montebello, sia nei comuni vicini; ma le Amministrazioni dicono di non saperne nulla».

Quindi a chi spetta dare risposte?

«Diversi hanno provato a contattare gli uffici di Pavia Acque al fine di chiedere spiegazioni, in particolare con riferimento ad una voce denominata “Addebiti e crediti diversi”. Ma con scarsa fortuna, visto che non lo chiarivano mai. Dopo aver pestato i piedi, scritto e riscritto, il Servizio Gestioni ha spiegato che si tratta di un deposito cauzionale, stabilito, secondo loro, da un non meglio precisato provvedimento dell’Autorità competente. Ma la vicenda dei conguagli non è stata ancora chiarita adeguatamente».

In quali condizioni versa l’acquedotto di Montebello?

«L’impianto è vetusto, sarebbe da rifare quasi tutto. Ci sono ancora tubazioni in eternit! Non sappiamo che acqua beviamo. Le analisi non le conosciamo, ma sembrerebbe ci siano alte concentrazioni di manganese di cui si ignora la provenienza. E poi sabbia e sporcizie varie, che arrivano direttamente all’utenza».

Ha segnalato anche questo a Pavia Acque?

«Certamente, ho esposto che non viene adempiuto quanto previsto dall’AEEG, secondo cui, in merito potabilizzazione e adduzione, “l’acqua raccolta viene sottoposta a trattamenti specifici per assicurare i requisiti di qualità per l’uso umano previsti dalla legge”. Ho spiegato che qui non viene effettuato alcun tipo di depurazione e di filtrazione, visto che il pozzo è collegato direttamente alla rete.

Mi hanno risposto: “Il Comune di Montebello della Battaglia risulta servito da impianto di depurazione. Le acque vengono raccolte e, tramite collettore intercomunale, confluiscono al depuratore di Casteggio”. Io parlavo dell’acquedotto e loro mi hanno risposto sulla fognatura! Voglio credere che essendo il sottoscritto un povero ragazzo di campagna, non si sia espresso in modo chiaro e convincente. Non so davvero, altrimenti, se si tratti di impreparazione o di inefficacia».          

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