Mercoledì, 21 Febbraio 2018

CASTEGGIO - "SORVEGLIANZA DI QUARTIERE, IL PROGETTO NON HA NULLA A CHE VEDERE CON RONDE IMPROVVISATE"

Dopo le dichiarazioni del vicesindaco Lorenzo Vigo, apparse sul numero scorso del nostro giornale, il consigliere di maggioranza Salvatore Seggio ha qualche perplessità e parecchie dichiarazioni da rilasciare in merito alla vicenda furti, che in città sono diventati un grosso problema con la gente sempre più spaventata.

Consigliere Seggio, cosa si sente di dire in merito a questa situazione?

"La situazione furti a Casteggio è ormai al limite della sostenibilità. Un'ondata senza fine che sta travolgendo Casteggio con le numerose segnalazioni di potenziali tentativi di furto sul nostro territorio e i continui malumori manifestati da parte dei residenti circa un impegno superficiale da parte di questa amministrazione nel contrastare il fenomeno con carenza di idee chiare e azioni decise. È passato un anno da quando denunciai ripetutamente il problema al Sindaco Callegari che definì la mia sensazione pretestuosa e allarmista".

Ad oggi come ritiene la questione?

"Temo che questa amministrazione, oltre ad non avere idee e competenze sufficienti in materia di prevenzione per contrastare il fenomeno, non abbia avuto e non abbia anche adesso percezione sulla reale situazione che man mano si presenta sul territorio favorendo inconsciamente la radicalizzazione degli eventi. È impensabile sostenere di risolvere il problema implementando la video sorveglianza e prevedendo l’installazione di luci led nelle zone meno illuminate, perché sicuramente si tratta di buoni deterrenti ma non si può parlare certamente di contromisure risolutive. La vigilanza notturna tanto voluta da questa amministrazione temo non abbia portato i risultati sperati, di conseguenza si prospetta la necessità immediata di  pensare ad altre contromisure. Ritengo che l’amministrazione Callegari abbia perso una grande occasione".

A cosa si riferisce?

"In particolare mi riferisco al fatto di non aver aperto un dialogo in  quel momento di calma apparente dove si è registrato un lieve calo nelle azioni di furto, all’unica vera proposta concreta, nonché contromisura adottata in molte realtà, presentata dal sottoscritto e dalla sezione Lega Nord".

Può spiegare nel dettaglio di che cosa si tratta?

"Certo, mi riferisco al progetto 'sorveglianza di quartiere' applicabile in ambito sicurezza urbana e che non può prescindere dalle direttive della Legge Regione Lombardia n°6 del 1° aprile 2015. La normativa traccia in modo chiaro ed inequivocabile le linee guida da seguire per creare una struttura nei limiti di legge da ritenersi idonea a limitare il sorgere ed il proliferare della microcriminalità. Purtroppo gli organi preposti alla gestione della sicurezza (Carabinieri e Polizia Locale) si trovano a dover contrastare situazioni alquanto difficoltose con un numero limitato di risorse sia umane che economiche pertanto si rende indispensabile l'unione delle forze fra le predette, gli Enti Locali ed i privati. Ogni progetto, o piano di studio, non potrà prescindere dalla citata normativa che andrà assunta quale riferimento primario e principale allo scopo di non cadere nell'equivoco delle ronde o delle iniziative private illegittime e del tutto inutili. L'analisi della legge n°6/2015 comporta l'inevitabile coinvolgimento della Polizia Locale in quanto ente titolato alla gestione ed al coordinamento di ogni iniziativa. A tal proposito, ed in via preliminare, si ritiene opportuno tracciare una linea che possa evidenziare le ipotesi operative ed il coinvolgimento di eventuali soggetti interessati".

Pensa che possa essere realizzabile?

"è evidente che si renderà necessario stilare un elenco dei cittadini disponibili che, previo accertamento di compatibilità da parte degli organi titolati, verrebbero a far parte di un'associazione riconosciuta da considerarsi funzionale ed ausiliaria alle Forze dell'Ordine senza aver alcuna facoltà di iniziativa e operatività diretta. I soggetti autorizzati farebbero parte così di un gruppo di supporto alle Forze dell'Ordine e potrebbero monitorare il territorio percorrendo tratti da concordarsi con la predetta e sotto il coordinamento della medesima. I gruppi non avrebbero alcuna facoltà di intervento ma sarebbero in stretto contatto con gli organi preposti avvisandoli in caso di necessità mentre la costante turnazione e la percorrenza di tratti senza schemi fissi e con auto anonime, renderebbe meno prevedibile e anticipabile la stessa attività posta in essere dalle pattuglie della Polizia Locale e dai Carabinieri".

Secondo lei potrebbe funzionare?

"Sicuramente tale iniziativa non eliminerebbe la microcriminalità alla fonte, ma il fatto di non poter prevedere il numero dei passaggi e la tipologia dei mezzi autorizzati a segnalare eventuali irregolarità o anomalie, a differenza della facile visibilità e del numero limitato dei transiti dei mezzi di servizio, comporterebbe maggior rischio per i malintenzionati che, auspicabilmente, potrebbero scegliere altre aree urbane per l'esercizio della propria attività. Tale soluzione non è certamente l'unica nel contesto di un piano di sicurezza da considerarsi valido ed effettivamente incidente nella lotta alla microcriminalità. L'attività operativa 'sul campo' dovrebbe avere l'ausilio ed il supporto di società di difesa e controllo private peraltro già presenti nel territorio comunale".

L'attuale amministrazione accetterà?

"Il perfezionamento di un piano sicurezza valido ed efficace non può prescindere dal coinvolgimento della Polizia Locale al fine di garantirne la legittimità e l'operatività globale così come non può risultare estraneo all'interessamento ed alla condivisione con l'Ente Comunale, per cui si confida una volta per tutte la presenza e l'apertura ad un tavolo di lavoro da parte del Sindaco Callegari. In tal senso tengo a ribadire che il progetto non ha nulla a che vedere con ronde improvvisate e stigmatizzarlo è solo un alibi per non ascoltare e non affrontare il problema".

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