Martedì, 23 Gennaio 2018

TORRAZZA COSTE "RICCAGIOIA POTEVA OSPITARE TRANQUILLAMENTE L'ENOTECA REGIONALE"

Sembra non trovare pace il destino del centro, ormai ex E.r.s.a.f., di Riccagioia, nel comune di Torrazza Coste. Il complesso, di origine cinquecentesca, era giunto in possesso del Pio Istituto Gallini in seguito ad un lascito della famiglia Annovazzi. È passato sotto le insegne del Civifruce prima, e dell'E.r.s.a.f. poi, diventando quindi di competenza regionale. Dispone di 50 ettari di terreno, di una cantina, di un laboratorio enologico, e di serre speciali dedicate alla sperimentazione in viticoltura. Ospita inoltre una grossa collezione di varietà viticole.

Perché è diventato un problema? Il centro era gestito da una Società consortile, con capitale misto pubblico (60% delle azioni) e privato (40%). Dopo le prime crepe manifestatesi nella componente privata della compagine, nell'agosto del 2015 si è defilata dalla gestione del centro anche la parte pubblica, in capo ad E.r.s.a.f., a causa di un sopraggiunto vincolo legislativo, e la società è finita in liquidazione. Regione Lombardia ha deciso di assegnare il centro ad un nuovo gestore e a tal fine ha pubblicato un bando, al quale hanno risposto due società. Ma nessuna delle due offerte è stata reputata adeguata dalla commissione chiamata a valutarle. Ora, probabilmente, si giungerà ad un nuovo bando, per il quale tuttavia passeranno altri mesi.

L'Amministrazione comunale di Torrazza Coste ha osservato il susseguirsi degli eventi da una posizione privilegiata, cercando di esprimere le proprie istanze, tuttavia mantenendo un profilo lontano dagli strepitii che, invece, hanno caratterizzato altri interlocutori. E anche dopo le ultime evoluzioni mantiene una posizione equilibrata, aperta ad ogni possibile soluzione. Il Sindaco, Ermanno Pruzzi, non nasconde il suo sconforto, ma si dichiara fiducioso in un felice esito della querelle.

Una vicenda, quella di Riccagioia, che sa di sconfitta per tutto l'Oltrepò. Cosa può dire al riguardo?

"Quello che posso esprimere è sicuramente un forte rammarico per il fatto che la Regione abbia escluse le due cordate che hanno presentato domanda per riqualificare Riccagioia. Questa è un'ulteriore occasione persa, perché a mio avviso va a danneggiare tutto l'Oltrepò e non solo. Riccagioia doveva rappresentare un centro di eccellenza per il settore vitivinicolo, e in realtà le prospettive all’inizio c’erano tutte".

Quali erano i punti di forza della struttura?

"Voglio ricordare la presenza di un laboratorio all’avanguardia, per qualsiasi tipo di analisi. C’era una collaborazione con l’Università di Piacenza e con la Statale di Milano; si è tenuto a Riccagioia il terzo anno del Corso di Laurea in Viticultura ed Enologia. Poi il salone per le conferenze, cucine attrezzate… È un centro pieno di risorse".

E come è avvenuto lo stop?

"Si è fermato un po' tutto quando l'Ersaf è uscito dal Consiglio di Amministrazione. C’è stata la messa in liquidazione del Centro e quindi sono state attivate tutte le procedute per poter costituire un qualcosa di nuovo".

Attualmente cosa resta in funzione?

"In questo momento ci sono ancora tre o quattro dipendenti della Regione, in attesa di vedere come si evolve la situazione. Alcuni uffici sono stati ceduti in affitto. Poi c’è sempre il Consorzio Tutela Vini dell'Oltrepò Pavese, diretto da Emanuele Bottiroli".

Ma davvero non si poteva fare di più per valorizzare questa risorsa? Quale avrebbe potuto essere un futuro tangibile?

"Posso dire che questo centro poteva ospitare tranquillamente l’Enoteca Regionale, che è stata realizzata a Cassino. Riccagioia è posizionata proprio in mezzo ai vigneti, quindi a mio avviso era la sede più titolata. Si sarebbe potuti entrare senza bisogno di lavori di particolare entità, perché la struttura è già funzionante sotto tutti i punti di vista. Poi è stata fatta un'altra scelta, e va bene così".

Cosa ci si aspettava quando la nuova società di gestione di Riccagioia aveva visto la luce?

"Probabilmente Riccagioia era partita con altri scopi, all’epoca in cui c’era come direttore Panont. Le prospettive erano molto buone, tant’è che noi, come comune, avevamo esposto dei cartelli con scritto 'Torrazza Coste sede dell’università del vino e della vite' all’ingresso del paese".

Adesso bisognerà toglierli…

"Non voglio togliere i cartelli. Mi auguro che agli inizi del prossimo anno si riesca a trovare una soluzione per far sì che Riccagioia ridiventi quel centro di eccellenza che era. Se si rimette in moto non è detto che non torni anche l'Università. Da un punto di vista didattico, ritengo che Riccagioia sia il massimo. Gli studenti escono dalle lezioni teoriche, e sono direttamente nel vigneto. Comunque, il lascito dalla famiglia Annovazzi prevedeva che Riccagioia doveva essere un centro legato al settore vitivinicolo. Poi se vogliono qualche altra cosa lo vedremo, ma l’indirizzo specifico deve rimanere quello".

Cosa può dirci delle due cordate che avevano manifestato interesse all’acquisizione?

"Una cordata era formata da una serie di società, con il coinvolgimento della Camera di Commercio. Dall'altra parte un Consorzio vitivinicolo piemontese-lombardo-veneto. Ho incontrato questa seconda cordata, che mi ha evidenziato alcune cose: io li ho ascoltati, c'era un interesse concreto. Delle due ha chiesto di incontrarmi solo questa seconda, ma entrambe certamente avevano intenzione di fare qualcosa di buono. Non riesco a capire perché nessuna è riuscita a raggiungere il punteggio richiesto nel bando…".

Sul fronte strettamente amministrativo, cosa sta realizzando il Comune di Torrazza Coste in questo periodo?

"Abbiamo programmato alcuni interventi e li stiamo portando a termine entro il 2017. Per quanto riguarda le strade, abbiamo asfaltato parte del territorio comunale e ripristinato alcuni movimenti di terra. Questo grazie anche a finanziamenti importanti dalla Regione: 250mila euro dalla Protezione civile di Simona Bordonali. In particolare siamo intervenuti sulla strada degli Amaretti, su quella per le frazioni Trebbio Sant’Antonino. Poi abbiamo concluso il marciapiede di via Emilia e abbiamo asfaltato un tratto di strada in località Mancapane. Un’altra cosa certa è l’avvio del procedimento per una variante al Piano di Governo del Territorio. La tutela, la valorizzazione, lo sviluppo armonico e compatibile del territorio comunale, sono principi ed elementi irrinunciabili, inderogabili, ed essenziali per assicurare e mantenere a Torrazza Coste un’alta qualità di vita".

Sono previste aree di espansione?

"Direi di no. Le direttive regionali sono quelle di mantenere il territorio com’è . Qualche area edificabile può anche starci, ma dobbiamo cercare di mantenere il territorio com’è. 10/15 anni fa ci sono state tante costruzioni, tanto è vero che adesso siamo a 1700 abitanti, quando partivamo da 1500. La nostra popolazione rimarrà tale"

Altri interventi in programma?

"Abbiamo approvato il piano cimiteriale. È uno strumento di settore finalizzato ad organizzare e risolvere la molteplicità delle problematiche attinenti alla materia cimiteriale. L’amministrazione ha approvato questo piano per i cimiteri di Torrazza, Pragate e Sant’Antonino, prevedendo la realizzazione di 60 nuovi loculi nel cimitero del capoluogo"

E per il 2018?

"Si prevede di realizzare opere di manutenzione straordinaria per alcune vie del nostro comune, e in particolare delle frazioni. Tenendo presente la disponibilità di bilancio che abbiamo, la nostra intenzione è intervenire su tratti di via Castellaro, via Cadelazzi e via Nebbiolo. Per quanto riguarda la viabilità, l’intervento che andremo a fare a breve è un dissuasore di velocità in via Riccagioia, che obbligherà le vetture a rallentare garantendo sicurezza ai pedoni e ai bambini, in un punto critico dove è situato un parco giochi".

In tutti i comuni dell'Oltrepò questi "dissuasori" o "dossi" stanno sorgendo in quantità industriale. Come mai a Torrazza ne avete in programma soltanto uno?

"Avevamo pensato di prevederli anche in strade provinciali che attraversano il nostro territorio, per esempio la via principale di Torrazza, e via Schizzola che attraversa Pragate, anche su richiesta di molti cittadini. Tuttavia la Provincia può realizzare solo dissuasori che secondo noi sono di scarsa utilità, che non rallentano certamente la velocità perché troppo bassi. Soluzioni diverse come autovelox sono impraticabili perché queste strade non sono classificate come pericolose, ma non siamo d’accordo con questo e continueremo ad insistere perché si trovi il modo di rendere questi tratti più sicuri".

Avete valutato se far passare alla gestione comunale questi tratti di strade provinciali, così da poter intervenire liberamente, come fatto, per esempio, dal comune di Bressana Bottarone?

"Non ci penso proprio. Il nostro territorio di estende su 16 chilometri quadrati. Una parte consistente si trova in alta collina, dove abbiamo ben undici frazioni… Non possiamo andare ad assorbire altre strade come quelle provinciali. Riusciamo a malapena a farci carico delle strade che già abbiamo. Anche se mi è stato proposto in passato".

Altro tema largamente diffuso nei comuni dell'Oltrepò: l’illuminazione pubblica. Avete intenzione di cambiare qualcosa?

"Nel 2018 andrà in porto anche la riqualificazione dell’illuminazione pubblica con delle nuove lampade led. Queste consentiranno un notevole risparmio innanzi tutto. Inoltre nell’ambito di questa operazione andremo a posizionare anche dieci telecamere sul territorio".

Come sta andando la raccolta differenziata porta a porta? Siete stati fra i primi ad introdurla su alcune porzioni del territorio, già diversi anni fa.

"Stiamo pensando di allargarlo anche alla frazione Pragate. Il primo obiettivo è sensibilizzare sempre di più tutti in nostri concittadini che il porta a porta deve essere portato avanti nell’interesse di tutti, tenendo presente che in futuro aggiungeremo a questo sistema anche la raccolta dell’indifferenziato. A mio avviso si deve fare gradatamente. Si dovrebbe avere anche un risparmio sulla bolletta. Noi in questi anni abbiamo avuto un risparmio di circa 10 euro, ma la prospettiva è di aumentare la percentuale di differenziata e quindi anche il risparmio".

Di recente lei ha fortemente voluto che a Torrazza nascesse un gruppo corale, che portasse avanti un repertorio di musica popolare. È riuscito questo esperimento?

"Ho sempre pensato che le tradizioni dei nostri paesi, dei nostri padri e dei nostri nonni, non devono essere disperse. Anche i canti popolari fanno parte della nostra storia. Qui a Torrazza abbiamo la fortuna di avere ottimi fisarmonicisti e chitarristi, e una serie di persone che cantano e sono bravi, con esperienze in vari cori… e allora perché non metterli insieme? Così si è formato questo gruppo, che si chiama 'Torrazza Folk'. Sono otto donne e otto uomini, coordinati da Sabrina Cattaneo. Tutti i giovedì fanno le prove, e sono disponibili per quando organizziamo qualche manifestazione. Il 10 dicembre, di domenica, abbiamo in programma un incontro con i cittadini in sala SOMS, anche per scambiarci gli auguri di natale. Loro ci saranno e allieteranno l’evento".

Non è l’unico modo con cui avete valorizzato la cultura del vostro territorio…

"La Commissione Scuola e Cultura si è impegnata, con la collaborazione dei cittadini (circa una settantina), per la realizzazione di un libro che è stato presentato il 26 novembre. Il titolo è 'Cooperazione e solidarietà dal xix secolo ai giorni nostri a Torrazza Coste'. In molti hanno collaborato portando racconti, fotografie… e leggendo questo libro si può conoscere in modo approfondito la storia del nostro comune, che parte con la fine del 1700 ed arriva ai giorni nostri. Noi comunque cerchiamo sempre di valorizzare sempre di più il territorio, facendo conoscere le nostre attività e i nostri prodotti. Abbiamo chi produce ottime carni e salumi, abbiamo un’azienda che produce formaggi di capra, sono tutte molto importanti. Stiamo valorizzando anche i nostri paesaggi, per cui abbiamo posizionato alcune segnaletiche. Qualche cosa che ci affascina sono gli Orridi di Sant’Antonino, ma non si possono dimenticare le nostre bellissime colline. Dobbiamo preservarle e valorizzarle".

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