Martedì, 12 Dicembre 2017

SCHIAFFO UE AL GOVERNO ITALIANO: LA SEDE DELL’EMA SARÀ AMSTERDAM, NON MILANO, IL GOVERNO IMPRECA CONTRO LA MALASORTE MA È IL SOLO RESPONSABILE

Figuraccia del governo italiano, che non ha saputo sostenere adeguatamente la candidatura di Milano a sede dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco. Dopo tre votazioni, infatti, malgrado Milano fosse stata sempre in vantaggio, la città designata per ospitare l’agenzia, che non poteva più rimanere a Londra dopo la Brexit, è stata Amsterdam. Al termine del secondo round delle votazioni, infatti, Milano e Amsterdam erano andate al terzo turno. Il capoluogo lombardo ha ottenuto 12 voti, Amsterdam nove. Nel terzo turno vinceva chi prendeva  più suffragi, ma alla fine c’è stato un sorteggio, una monetina che ha deciso i destini di tremila posto di lavoro. “Con il nostro impegno Milano supera il primo round di votazioni per l’Ema. Lavoriamo, con grande fiducia, per il secondo turno”, aveva malauguratamente commentato Beatrice Lorenzin, ministra della Salute.

Dopo l’incoronazione di Amsterdam a nuova sede dell’Agenzia europea del farmaco Ema, è il tempo di fare le valigie per i quasi 900 dipendenti dell’ente, e per le loro famiglie che includono anche 600 figli in età scolare. Dopo la Brexit sarà infatti l’ora dell’addio a Londra, per una nuova casa sulla riva dei canali della capitale olandese. Ma l’Ema porterà con sé molto di più. Non solo persone, ma anche business che si accenderà intorno al nuovo quartier generale dell’agenzia. Con la sconfitta al sorteggio del capoluogo lombardo, candidato a ospitarla, va in fumo un tesoro che era stato stimato in circa 1,7 miliardi di euro annui da un’analisi dei possibili impatti economici del trasferimento di Ema, condotta tra la fine dell’anno scorso e l’inizio del 2017 da Alberto Dell’Acqua, docente della Sda Bocconi e direttore del master in Corporate finance, e colleghi.

Intanto il governo se la prende contro la sfortuna e la malasorte, ma il centrodestra è di opinione ben diversa: ”Tavecchio, per l’esclusione dai mondiali dopo la sconfitta con la Svezia, si è dimesso. Ora chi si dimetterà per la sconfitta di Milano per la sede Ema? Bisognava vincere prima con un’adeguata azione politico-diplomatica. Non ridursi al sorteggio”, dichiara il senatore Maurizio Gasparri (Fi). In realtà la sconfitta per Ema arrivata dopo il sorteggio è il “paradigma di un’Europa che non sa decidere”, come dice Roberto Maroni, presidente di Regione Lombardia, in una conferenza stampa dopo l’assegnazione dell’agenzia del Farmaco Europeo ad Amsterdam ai danni di Milano.

Gli fa eco Matteo Salvini: “Pazzesco che una scelta che riguarda migliaia di posti di lavoro e due miliardi di indotto economico venga presa in Europa tramite sorteggio con lancio di una monetina, ennesima dimostrazione della follia con cui è governata l’Unione Europea. Prioritario per il prossimo nostro governo sarà ridiscutere i 17 miliardi all’anno che gli italiani versano a Bruxelles”, ha detto il segretario della Lega Nord. Da parte sua Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, dice: “L’ Ema va ad Amsterdam e non a Milano? Europa vaff… Perché dopo aver dato così tanto all’Europa in questi anni e non aver ricevuto vederci dire no anche nell’unica occasione che chiediamo qualcosa è veramente troppo. Per cui cari amici europei andate tutti aff…”.

Furiose le associazioni di categoria così come i Paesi dell’Est Europa, che denunciano il fatto che lì non vi sia la sede di nessuna agenzia europea.

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