Martedì, 12 Dicembre 2017

VOGHERA – “INVISI ALLA STAMPA LOCALE"

A girare per le vie di Voghera di questi tempi capita di incrociarli sempre più spesso. La sezione pavese del movimento di estrema destra Casa Pound da alcune settimane sta diventando una presenza costante in città. Alcune settimane fa erano in piazza San Bovo con un presidio di protesta contro il degrado di quella zona. Oggi preparano un'azione per difendere il commercio del centro dell'assalto della grande distribuzione. Del loro ruolo politico nella destra radicale non parlano volentieri, mantengono un atteggiamento "bipartizan" e si dicono "vicini alla gente, stanca di questa situazione".

Dopo tre anni di attività sul territorio pavese Casa Pound Italia conta circa 100 tesserati in provincia, metà dei quali vengono proprio da Voghera e Oltrepò. Lorenzo Cafarchio, del movimento, è il responsabile provinciale.

Cafarchio partiamo dall'analizzare la situazione vogherese, con il presidio del 7 ottobre in piazza San Bovo. Avete manifestato contro il degrado in quella zona, d'accordo. Ma se dipendesse da voi quali soluzioni pratiche bisognerebbe mettere in atto per risolvere il problema?

"Innanzitutto bisogna partire dalla 'creazione' di una cittadinanza attiva. Per farlo esiste un solo modo, incentivare le attività commerciali con fondi specifici da destinare agli esercenti, in modo da rendere viva non solo Piazza San Bovo, ma Voghera nella sua interezza. Gli spazi aggregativi sono il primo presidio di sicurezza all'interno delle città. In seconda istanza intensificare i controlli, proprio come richiesto nella petizione popolare da noi protocollata in comune lo scorso febbraio. Il Sindaco, Carlo Barbieri, nei giorni successivi al nostro quarto presidio ha dichiarato che l'amministrazione comunale interverrà 'in maniera severa per la sicurezza della città'. Siamo contenti di questo, perché Palazzo Gounela ha dimostrato che seguendo le nostre indicazioni si possono ottenere risultati concreti".

C'è stata qualche polemica soprattutto sui social, per il fatto che l'azione di CasaPound non sia stata neppure riportata da qualche organo di stampa locale. Vi sentite discriminati?

"Siamo invisi alla stampa locale, questo è palese. Ma ci sono tanti professionisti della parola che ascoltano le nostre istanze. La voce che portiamo per le strade è quella dei pavesi, dei vogheresi, degli oltrepadani e degli italiani stanchi. In questo senso l'utilizzo dei social network ci aiuta. Laddove i media chiudono gli occhi, discriminandoci nel calderone della politica locale, ci sono migliaia di cittadini che ci seguono sulle nostre piattaforme elettroniche".

Qual è la vostra posizione sul fenomeno migratorio? Non credete che alimentare la xenofobia possa essere come soffiare su un fuoco pericoloso? Non si rischia di muoversi in una direzione che in qualche modo possa riportare sulle orme di un passato quantomeno "scomodo"?

"Condanniamo, senza mezze misure, il fenomeno globalizzante dell'immigrazione, non l'immigrato in quanto tale. La vicenda di Mafia Capitale è maestra in questo, ci sono centinaia di persone pronte a speculare sui flussi che regolano gli sbarchi. L'accoglienza è business. In troppi dal Governo alle Ong, passando per l'Unione Europea, hanno le mani sporche. Sono quest'ultimi a soffiare sul fuoco della guerra civile. Gli unici discriminati sono i nostri connazionali. Conosciamo bene il passato dell'Italia e sappiamo che per costruire l'avvenire, di una nazione, serve custodire il fuoco della propria identità".

Un altro tema caldo a Voghera è il gioco d'azzardo. Qual è la Vostra posizione in merito e quali contro misure vorreste vedere attuate dal Comune?

"Ad inizio 2016 posizionammo, su tutto il suolo cittadino, alcune finte slot, correlate da un volantino con la dicitura 'Fuori dalla mia città', per denunciare la vergognosa situazione del gioco d'azzardo a Voghera. Nel centro abitato ci sono una macchinetta mangia soldi ogni 93 abitanti. La spesa, annuale, lambisce i 79 milioni di euro ed ogni singolo vogherese spende in media 2.005€ all'anno nelle sole slot. Una follia. A fine novembre organizzeremo un convegno sull'argomento, con specialisti e psicologici affronteremo il problema dal lato umano e sociale. Il territorio deve essere bonificato, rendendo impossibile la vita a questo cancro della società odierna. La prevenzione, partendo dai più giovani, è il primo passo".

Qual è, complessivamente, il vostro giudizio sull'operato di questa giunta comunale?

"La giunta comunale è insipida. Si barcamena tra proclami ed eventi, atti a dare lucentezza alla mancanza di un solido disegno politico. A Palazzo Gounela non esistono linee guida, ogni componente della maggioranza naviga a vista, pensando all'immediato. Ma la politica, sopratutto sul territorio, deve essere lungimirante. Dobbiamo pensare alla Voghera e all'Oltrepò che lasceremo ai nostri figli. Per contro la minoranza latita. Possiamo dire, senza peccare di presunzione, che gli unici a fare politica sul territorio, occupandosi del sociale, siamo noi di CasaPound".

In quali settori credete la politica non intervenga con sufficiente attenzione (parlo di Voghera e Oltrepò?

"L'Oltrepò va rivisto innanzitutto sulle politiche giovanili, la nostra terra si sta spopolando e non offre possibilità per il futuro. Bisogna costruire posti di lavoro, partendo dal comparto enogastronomico motore della zona, per affrontare il domani senza il terrore di trasformare questa regione in una landa desolata. In passato si pensava che Voghera potesse diventare una città da 60-70.000 abitanti, ma sono numeri rimasti sulla carta. Oggi si preferisce vivere nella periferia di Milano, capace di offrire più servizi, rispetto a questa terra, nonostante tutto, ancora a misura d'uomo".

Che tipo di azioni avete in programma per l'immediato futuro?

"Qualche giorno fa abbiamo lanciato, attraverso la nostra pagina Facebook, un video in difesa del commercio locale. L'amministrazione comunale pende tutta in favore della grande distribuzione, dimenticandosi delle piccole e medie attività commerciali sparse sul territorio. Basta farsi un giro in via Emilia per rabbrividire davanti alle decine di vetrine sfitte. Il nostro slogan, Difendi Voghera, nasce per dimostrare che la città di San Bovo ha bisogno di uomini e donne incorruttibili pronte a tutelare il centro abitato ad ogni costo. Giornalmente siamo sul territorio, senza dimenticare il nostro impegno in quel di Stradella, a tutela degli italiani".

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