Mercoledì, 22 Novembre 2017

CIGOGNOLA "C’È UNA GRANDE COLLABORAZIONE CON LA FAMIGLIA MORATTI"

Marco Ruggeri è stato sindaco di Cigognola dal 2004 al 2009. Il suo impegno politico è inizio nel 1995 e da allora si è sempre occupato di cultura. Oggi è il presidente dell’associazione "L’officina delle buone idee", associazione culturale nata su espressa richiesta dell'Amministrazione Comunale, eletta nel 2014, a Marco Ruggeri.

Come nasce "L’officina delle buone idee"?

"L’attuale sindaco e vicesindaco mi hanno chiesto di rendermi disponibile per la programmazione culturale del nostro comune ed essendomi sempre occupato di questo ho accettato ben volentieri.

Abbiamo così costituito un paio di anni fa l’associazione 'L’officina delle buone idee' di cui sono presidente".

L'Associazione cerca di toccare diversi ambiti culturali?

"Cerchiamo di spaziare dai concerti, alle mostre, alle presentazioni di libri e quest’anno abbiamo organizzato una serie di letture sceniche con l’aiuto degli amici di Sidecar Studio, che scelgono e leggono testi interpretandoli per il pubblico. Siamo attivi tutto l’anno sfruttando nella stagione invernale il polo civico culturale di Valle Cima, mentre in estate ci trasferiamo in Piazza Castello a Cigognola. L’anno scorso abbiamo sperimentato la piazzola per gli elicotteri, in disuso, un nuovo spazio che si è rivelato essere molto suggestivo e adatto ad ospitare piccoli concerti".

I Moratti, proprietari del Castello di Cigognola, in che modo collaborano con l’associazione?

"C’è una grande collaborazione. Ad esempio tutti i 25 aprile aprono i cancelli del castello per permettere alle persone  presenti alla cerimonia di commemorare l’anniversario della liberazione  e di accedere al cortile interno dove avviene generalmente l’orazione ufficiale. Un altro esempio di collaborazione è stata quella in occasione della presentazione del libro sul comune di Cigognola 'All’ombra del castello',  presentazione che si è tenuta all’interno del castello stesso e ha dato l’opportunità a molte persone di visitarlo per la prima volta".

Molte sono le manifestazioni che organizzate. Dal punto di vista economico potete fare affidamento su sponsor o il comune riesce a coprire le spese essendo manifestazioni gratuite per il pubblico?

"Da un paio d’anni a questa parte facciamo affidamento esclusivamente sui fondi del comune. Non so quanto sia l’ammontare preciso del contributo, ma il nostro è un comune attento e non c’è un altro comune simile per dimensioni che eroga un contributo così importante per sostenere manifestazioni organizzate da un'associazione culturale".

Alle tante manifestazioni si accompagna necessariamente un grande impegno da parte sua.

"Effettivamente sì, ma il mio impegno è coadiuvato dagli undici membri dell’associazione. Da parte di tutti nei diversi ambiti c’è un apporto importante e questo, devo dire, è un po' il segreto della grande affluenza di pubblico alle nostre manifestazioni".

Visto il successo e la sua precedente esperienza come sindaco, non le è capitato di pensare di ricandidarsi?

"Assolutamente no. Per due ragioni, l’impegno mio nelle passate amministrazioni è stato per me importante e vissuto a tempo pieno e se mi impegnassi politicamente non potrei far parte de 'L’officina delle buone idee' che è un po' una mia creatura.

Il lavoro con il comune è sinergico e molte idee arrivano direttamente dall’amministrazione che ha deciso di delegare completamente la gestione degli affari culturali alla nostra associazione".

Un sogno nel cassetto?

"Sarebbe quello di organizzare un convegno sul paesaggio, magari all’interno del castello e arricchire le vie del borgo con diverse installazioni, che possano durare nel tempo, per mostrare come il paesaggio possa cambiare grazie ad interventi artistici".

Come pensa venga considerato il paesaggio dell’Oltrepò  dagli stessi oltrepadani? Secondo lei è abbastanza valorizzato?

"Da coloro che ci abitano non è valorizzato. A mio avviso sono ancora troppi gli agricoltori che lavorano il terreno pensando solo ad ottenere il massimo della produzione a discapito del paesaggio.

La mentalità purtroppo è ancora chiusa e manca la collaborazione tra gli stessi agricoltori per conservare al meglio il nostro territorio. Le nuove generazioni invece hanno acquisito questo concetto e lavorano in modo più corretto".

Potrebbero, a suo parere, intervenire le amministrazioni comunali  per risolvere questo tipo di problematica?

"C’è una bella esperienza che stiamo realizzando con i comuni di Broni, Canneto, Castale e Montescano.

Tutti noi cinque comuni facciamo parte dell’ecomuseo del paesaggio della vite e del vino dell’Oltrepò orientale e partecipando a bandi si riesce ad avere qualche finanziamento per organizzare delle iniziative itineranti nei vari comuni".

giift

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