Domenica, 22 Ottobre 2017

STRADELLA - "L'AVER DECISO DI CHIUDERE QUESTA ESPERIENZA È CERTAMENTE UNA SCONFITTA"

Luca Truddaiu, esponente stradellino di Azione Democratica, ha comunicato con un lungo post sul social network Facebook la decisione di sciogliere il gruppo.

Truddaiu ci spieghi cosa è successo.

"Partiamo dall’inizio: noi siamo nati poco più di due anni fa, fuori da ogni competizione elettorale, sia perché in quel momento non ce n'erano, sia perché siamo nati con un preciso intento che era quello di trasformare l'insofferenza dei cittadini in un'azione democratica, in nome di un controllo concreto e di un confronto concreto con l’attuale pubblica amministrazione".

Il vostro intento qual era?

"Era quello di porci come cittadini attivi e reattivi contro le ingiustizie e di muoverci solamente nel caso in cui numeri e competenze fossero dalla nostra parte, proprio per creare un'alternativa di governo all'altezza.

Abbiamo avuto un'ottima esperienza di pubblica amministrazione perché ci siamo applicati in tutto e per tutto nella lettura delle carte e dei regolamenti di tutto ciò di cui un amministratore si occupa.

Questo ci ha insegnato che la politica si può combattere! Dico questo un po' perché i risultati sono arrivati, e di questo siamo molto orgogliosi, e un po' perché le azioni che abbiamo intrapreso hanno mosso parecchio rumore e molte persone e ci hanno portato soddisfazioni".

Cosa ha portato al vostro scioglimento?

"Pian piano che il nostro progetto si ampliava e andava a toccare temi un po' più sofisticati e che in pochi trattavano, abbiamo iniziato a ricevere demonizzazioni e accuse di essere un'associazione politica pericolosa e squadrista. è assurdo tutto questo, perché noi nel direttivo avevamo persone di qualsiasi credo politico, di qualsiasi colore, non ci siamo mai posti limiti e sicuramente la cosa da cui volevamo più discostarci era l'etichetta politica.

Un po' le pressioni, un po' la macchina della politica, della disonestà, della politica di poltrona, inganni vari e alcune omertà ci hanno portato a dire basta, a smettere prima di rischiare di cadere nel grottesco.

Peccato perché ci stavamo opponendo in un modo forte. Eravamo arrivati ad un punto in cui avevamo una buona base, avevamo parecchie persone che giravamo intorno a noi ed eravamo riusciti ad aprire tre sedi, Stradella, Broni e Pavia, e abbiamo anche imparato che la politica negativa si muove in parecchie direzioni".

Cosa intende con questa affermazione?

"Che hanno tentato di colpirci da ogni prospettiva, sia interna che esterna, con falsi sorrisi e con tutti gli strumenti a disposizione per cercare di distruggere chi invece voleva costruire. Noi ci eravamo sempre detti di evitare l’inquadramento politico, perché se un'azione è di buon senso e porta un benessere collettivo è giusto perseguirla e non avevamo problemi ad appoggiare un’idea piuttosto che un’altra…

Tutto ciò però che creava coesione, organizzazione, risultati costruiti e non risultati solo per pochi, dava parecchio fastidio e ha portato alla fine della nostra azione".

è una fine definitiva?

"No,come ho scritto anche nel mio post su Facebook, per me personalmente è un inizio, così come lo sarà per le altre persone che lavoravano con me, con noi.

Azione Democratica è finita a livello giuridico, ma può portarla avanti chiunque, è qualcosa che si muove dal cittadino".

Prima ha parlato di "colpi" arrivati dall’interno...

"C’era qualcuno che remava contro e abbiamo dovuto affrontare quindi anche questo tipo di problema… Certi elementi sono stati naturalmente arginati. Ed erano persone che sono entrate apposta nel nostro gruppo per distruggerci, era tutto programmato".

Dai cittadini però avete avuto consensi…

"Si, certo! Ma il fatto che facessimo qualcosa di concreto che ai cittadini poteva piacere ha dato fastidio. Parlando di Stradella, che è la mia città, posso dire che vive un periodo di inerzia totale amministrativa e politica, che è ferma, che non ci sono alternative e forse mai ci saranno. Probabilmente trovare di punto in bianco persone come noi capaci di esprimersi senza paura, di metterci la faccia, di denunciare fatti, di proporre iniziative ha creato avversione verso di noi".

Quali sono state le reazioni che ha potuto vedere o sentire dopo la pubblicazione del post in cui annunciava la fine di Azione Democratica?

"Stupore, incomprensione, amarezza. A tante persone piaceva questo nostro gruppo e piaceva soprattutto l’idea di avere un’alternativa per la città".

Adesso che succede?

"Io sicuramente non finirò qui, non so con chi andrò avanti e come lo farò, ma non smetterò con la politica perché è la mia passione. La mia personale azione democratica andrà avanti, perché questa esperienza mi ha insegnato che il mostro della malapolitica si può sconfiggere e non permetterò a nessuno di inquadrare e comandare i miei pensieri, i miei ideali, il mio fine".

In merito allo scioglimento di Azione Democratica abbiamo raccolto le opinioni di alcuni esponenti politici della città ma mentre il Sindaco Piergiorgio Maggi e Antonio Curedda consigliere di minoranza  della lista "La Strada Nuova per Stradella" preferiscono non commentare la vicenda, Ettore Brandolini, capogruppo di minoranza di "Prima Stradella" sembra piuttosto sorpreso:

"Non saprei cosa dire, so che si erano mossi su alcune problematiche, una in particolare, quella dell’area per lo sgambamento dei cani era stata poi oggetto di una mia interpellanza in consiglio comunale.

C'era un certo tipo di rapporto, ho saputo anche io che hanno deciso di sciogliersi ma onestamente non ne conosco i motivi. Mi sembrava che fossero abbastanza presenti sul territorio anche con tematiche legate all’ambiente e all’amianto… Se hanno pensato di dare fastidio a qualcuno o che ci potessero essere persone non d’accordo con loro, direi che è abbastanza normale che non tutti siano d’accordo, ma ci sono sempre state le condizioni per esprimere ognuno il proprio pensiero e le proprie opinioni".

Dino Di Michele, senza entrare nello specifico della vicenda dichiara:

"Azione democratica come tutte le aggregazioni culturali e politiche che portano alla partecipazione democratica dei cittadini alla cosa pubblica è una risorsa positiva per il tessuto cittadino, per cui l'aver deciso da parte degli amministratori di chiudere questa esperienza è certamente una sconfitta e rende il confronto più povero.

La chiusura di un'esperienza così vivace, se pur le opinioni possono non essere sempre condivise e comuni rende meno vivace un rinnovamento necessario a Stradella, un cambio generazionale e di passo in parte già iniziato ma che si definirà alle prossime elezioni."

giift

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