Mercoledì, 18 Ottobre 2017

VOGHERA - "A PARTE LA SEDE E SPORADICI AIUTI DA PARTE DEL COMUNE, FACCIAMO TUTTO DA SOLI"

Assistenza agli anziani, centro d’ascolto, gestione di un parco giochi e persino organizzazione di una rassegna musicale: al centro Auser di Voghera  le energie sembrano non mancare mai, e ogni giorno sono tantissime le attività che vengono portate avanti dai volontari coordinati dalla presidente Laura Legora. Eletta a novembre 2016, 49 anni, Laura è figlia di uno dei fondatori della sezione vogherese di "Auser – Filo d’argento" e come tale ha visto nascere e crescere negli anni la struttura di via Cignoli dove da oltre vent’anni ha sede una delle associazioni più impegnate della città.

Legora cominciamo dall’inizio. Come nasce Auser Voghera?

"L’Auser Filo d’argento di Voghera nasce 22 anni fa con lo scopo principale di fornire un sostegno agli anziani. A metterla in piedi furono mio padre con un gruppo di soci e amici, tutti o quasi in pensione ma tutti ancora desiderosi di rendersi utili per la comunità.

Non essendo decollato come in altre parti d’Italia, però, l’Auser decise dopo poco di non limitarsi alla sua prima missione, ma di concentrarsi anche su altre attività. Fu così che dopo poco tempo i soci chiesero al comune di poter sistemare l’ex colonia elioterapica dove ancora oggi ha sede l’associazione.

Il gruppo fece un lavoro immenso, ristrutturando e ripulendo non solo l’edificio in sé ma anche il giardino adiacente. Una volta rimessa in sesto la struttura, sono cominciate tantissime altre iniziative".

Attualmente che cosa fate quindi all’Auser?

"Un po' di tutto, davvero. Oltre ai servizi principali che riguardano il trasporto di anziani e disabili (che forniamo grazie alle nove vetture che abbiamo acquistato o ricevuto negli anni), è stato ricostituito da poco  un centro d’ascolto a cui ci si può rivolgere per trovare un aiuto psicologico in caso di necessità. Tra le attività collaterali, però, non dobbiamo dimenticare la gestione del parco giochi per i bambini da maggio a settembre e la rassegna musicale jazz che sta riscuotendo un discreto successo e a breve l’avvio di una seconda rassegna dedicata ai gruppi della zona.

E ancora ci sono le cene e le serate danzanti, la collaborazione con la Movisport che organizza iniziative dedicate ai bambini (dalle miniolimpiadi al centro estivo), i corsi di ginnastica e di pittura. Da poco abbiamo attivato anche una collaborazione con il Maserati che prevede che i ragazzi insegnino agli anziani più intraprendenti ad utilizzare le nuove tecnologie".

Tutto da soli?

"Sì, in effetti sì. A parte la sede e sporadici aiuti da parte del comune, facciamo tutto da soli, il grosso delle attività è gestito e finanziato dai nostri volontari, la cui opera è fornita gratuitamente. Da soli organizziamo i turni per i trasporti e il centro d’ascolto, da soli cuciniamo e stiliamo il calendario musicale, da soli curiamo la manutenzione del parco e della struttura. Auser è una realtà autosufficiente, i cui membri si impegnano tantissimo perché tutto continui a funzionare. E se non siamo capaci di fare qualcosa  noi stessi, non abbiamo paura di cercare altrove: anzi, siamo aperti a sempre nuove collaborazioni, a stringere legami con chiunque sul territorio possa aiutarci ad arrivare dove non riusciamo ad arrivare da soli".

Com’è il rapporto con l’amministrazione?

"Negli anni, devo dire, è molto migliorato. Quest’ultima amministrazione, in particolare, si è sempre dimostrata molto disponibile nei nostri confronti, i suoi rappresentanti sono venuti spesso a trovarci e in generale quando abbiamo chiesto qualcosa si sono adoperati per venirci incontro. Non è sempre stato così, quindi è già un bel passo avanti, ma è nelle mie intenzioni di chiedere ancora qualche sforzo in più".

Auser Voghera è nato vent’anni fa dall’iniziativa di alcuni pensionati: c’è stato un po' di ricambio generazionale nel corso del tempo?

"Sì, fortunatamente c’è stato e continua ad esserci. I concerti, per esempio, sono stati proposti dai volontari più giovani, che si rendono conto di quanto sia necessario fare cose diverse per far avvicinare all’associazione persone nuove".

Attività per bambini e attività per anziani: è un po' un filo rosso quello del dialogo tra le generazioni nel vostro operato..

"Lo è, e ci teniamo molto che continui ad esserlo. Se ci limitassimo alle persone anziane, se non cercassimo di costruire punti di contatto tra le generazioni, il nostro lavoro sarebbe molto limitato ma soprattutto molto limitante. Invece è necessario che gli adulti mantengano il legame con chi è nato dopo di loro, che continuino a sentirsi utili e ben inseriti nella società. E uno dei modi migliori per farlo è proprio questo".

Lei è Presidente dal novembre 2016, quindi da relativamente poco tempo. C'è qualche progetto che le sta particolarmente a cuore e che vorrebbe realizzare?

"Ce ne sono tantissimi per la verità. Tra quelli a cui tengo di più c’è un esperimento che è stato già tentato in altri Auser e che riguarda ancora una volta il dialogo tra le generazioni. In pratica si tratterebbe di trovare dei ragazzi che si occupino di aiutare gli anziani portandogli la spesa, facendogli compagnia e via discorrendo.

Certo ci sono tante problematiche che riguardano soprattutto i rapporti di fiducia ma il funzionamento di un progetto di questo genere mi darebbe grandissima soddisfazione. E poi c’è la questione della struttura: nei prossimi anni spero che possa essere utilizzata sempre più spesso, che diventi un luogo pieno di vita, un centro aperto dove incontrarsi e scambiarsi esperienze".

giift

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