Domenica, 22 Ottobre 2017

BRONI - INSULTI SUL WEB: "TROVO GIUSTO CHE LA GIUNTA E IL SINDACO SI TUTELINO"

è di qualche settimana fa la notizia che Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, ha deciso di denunciare chiunque la offenda o la minacci sui social network. Un argomento importante, che ha come obiettivo quello di educare le persone ad un uso responsabile e consapevole della rete. Anche il Sindaco di Broni ha da poco incaricato un legale per difendere il suo Comune da attacchi mediatici offensivi.

"Vorrei sottolineare che non si tratta di un incarico ad personam per il Sindaco o per gli amministratori, ma riguarda tutto l'ente comunale e l'intera macchina amministrativa – spiega Antonio Riviezzi Come c'è un legale per i procedimenti amministrativi e un giuslavorista per le questioni riguardanti i rapporti di lavoro, il Comune di Broni si doterà anche di un professionista che si occuperà di trattare eventuali casi in cui ci dovessero ravvisare comportamenti di terzi che ledano l'immagine dell'ente. Il nostro consulente non controllerà tutto a prescindere ma lo farà solo se sarà il Comune a segnalare comportamenti o azioni che l'ente riterrà lesive rispetto al proprio operato".

Sul tema abbiamo raccolto le opinioni dei bronesi. Chiara Crivelli, impiegata: "Per quanto mi riguarda trovo giusto che la Giunta e il Sindaco si tutelino nei confronti di chi avanza offese o insulti, anche se c'è da dire che molte volte l'apparente menefreghismo per i reali bisogni dei cittadini da parte di chi comunque dovrebbe tutelarci ed ascoltarci come cittadini di un piccolo paese porta a 'perdere la pazienza' e quindi ad utilizzare a volte, magari termini un pò 'dialettali' per così dire...

Io personalmente ho avuto a che fare con il Sindaco e con collaboratori e ho sempre trovato il tentativo almeno di risolvere i problemi esposti. Trovo a questo proposito molto interessante l'iniziativa avanzata dal Sindaco e Giunta di esporsi in prima persona in piazza a Broni una volta al mese proprio per ascoltare le problematiche dei cittadini e sicuramente diretto ad evitare di incappare proprio in linguaggi offensivi...Diciamo che vis a vis una persona civile dovrebbe anche mantenere un tono civile di colloquio e di confronto che sui social è più facile perdere di vista solo magari per accaparrarsi un like in più... Poi ovviamente ci si rimette sempre al buon senso delle persone".

Laura Cavanna, impiegata non condivide l'utilizzo dei social a fini politici. "Dal mio punto di vista può essere una decisione giusta perché non è certo sui social network che devono essere fatte le critiche. Facebook per me esiste per mettere foto carine, pubblicare cose leggere e pareri favorevoli. Certo è che se poi si arriva all’insulto, perseguibile o meno (perché poi bisogna vedere se è davvero fattibile penalmente), poi uno deve prendere le sue decisioni. Bisogna sempre essere responsabili di quello che si dice e si pubblica, nel rispetto di tutti… finchè è una satira va bene, se sono cose offensive allora no. Trovo però che Facebook non dovrebbe essere utilizzato per fini politici".

Michele Carlone, studente impegnato politicamente in città, condivide la scelta di Riviezzi ma con un punto di domanda... la questione economica.

"Ho seguito la vicenda di Broni su un noto social network e su vari quotidiani locali ed essendo stato candidato alle elezioni comunali lo scorso anno, sono sempre attento su ciò che riguarda la mia città.

Per quanto riguarda questa vicenda, penso che sia giusto perseguire penalmente chi offende in modo pesante:  ledere il decoro e l'onore di un individuo è infatti perseguibile penalmente.

Le critiche possono, e anzi devono esserci: andrebbero però fatte in modo costruttivo e senza insultare, proponendo soluzioni diverse e motivando le scelte.

Sono d'accordo con il Sindaco Riviezzi pur avendo idee politiche diverse. Offendere sui social network é equiparabile all'offesa a mezzo stampa e quindi é giusto punire i responsabili,  ovviamente in presenza di prove certe e di offese di una certa gravità.

C'è un altro discorso legato a questa vicenda però da sottolineare: siccome ogni professionista richiede un compenso, e quindi bisogna pagarlo, mi chiedo con quali risorse economiche verrà pagato! Giustamente con i soldi pubblici del comune, che verranno utilizzati per difendere le cariche pubbliche; su questo aspetto molti bronesi potrebbero non essere d'accordo, in quanto in un momento difficile come questo, le risorse ai comuni ogni anno diminuiscono e magari le vorrebbero vedere destinate ad altri scopi".

Il Geometra Lorenzo Callerio

"Sulla pagina Facebook "Sei di Broni se...", si trovano numerose critiche gratuite e non costruttive che a volte diventano veri e propri insulti alla persona del Sindaco che rappresenta la comunità intera per cui sono offese ai bronesi… a tutti, non solo quelli che l'hanno votato.

Una normale critica ci sta, ci mancherebbe, ma si stanno oltrepassando i limiti della decenza per cui plaudo alla nomina di un avvocato che rappresenti il Comune di Broni verso chi compie reati di diffamazione a mezzo internet.  Per i costi si sa bene che vengono pagati da chi perde la causa quindi non vedo problemi di sorta. Sulle pagine di Facebook si tende ad esagerare perchè ci si sente immuni. Falso. Si è responsabili di ogni parola che si scrive, anche se si rimuove quanto scritto, in quanto basta uno screenshoot per avere una prova da mostrare.

Se una persona argomenta in modo corretto, anche con forza, i propri argomenti, non ha e non dovrà mai temere nulla. Chi esagera per mero spirito di polemica politica o peggio, si faccia un esame di coscienza.

Chi non è di destra è considerato 'buonista'. Forse i 'buonisti' si sono stufati di essere insultati".

Elisa Bozzoli, Avvocato, chiarisce il concetto di censura, parola "tirata in ballo" da alcuni bronesi in merito al tema.

"Mentre discorrevo con alcuni conoscenti a proposito dell’affidamento, da parte del Comune di Broni, di un incarico ad uno studio legale al fine di tutelare la propria immagine da potenziali lesioni alla reputazione dell’Ente, ho sentito qualcuno fare riferimento al concetto di 'censura'.

Personalmente non trovo corretta tale associazione; al contrario credo che il Comune di Broni, attraverso questa decisione, intenda semplicemente mandare un segnale forte e chiaro che, a mio avviso, in linea di principio è del tutto condivisibile. Non viene messo in discussione il diritto di esporre con qualsiasi mezzo di comunicazione le proprie idee, anche di manifestare il proprio disappunto nei confronti di iniziative o di persone; ciò che rileva è che opinioni e critiche non travalichino il limite del rispetto altrui, che non sconfinino in offese generiche, personali e disancorate da quelle che sono le sane tensioni politiche tra rappresentanti (o anche solo simpatizzanti) di maggioranza e opposizione.

In altre parole, non è compromessa la libertà di manifestare le proprie opinioni purché le stesse non abbiano carattere meramente denigratorio, né siano espressione di una invettiva personale; diversamente, è giusto che tutti sappiano che le proprie esternazioni pubbliche nei confronti dell’Ente comunale potranno essere valutate, quanto ai profili di eventuale rilevanza penale, da un giudice.

Dunque, ben venga questa determinazione comunale che si pone in un'ottica di responsabilizzazione di tutti, cittadini e non, affinché si inverta una tendenza ahimè sempre più diffusa (amplificata anche dal massiccio utilizzo dei social network) a 'sparare a zero', per giunta pubblicamente, senza che prima vi sia stata una ponderazione volta a comprendere e valutare le conseguenze delle proprie affermazioni.

L'unico aspetto che mi desta qualche perplessità, non solo come avvocato ma anche e soprattutto come cittadina, riguarda le modalità di conferimento dell’incarico al legale: infatti, al di là dell’ottima reputazione di cui lo studio assegnatario gode tra gli addetti ai lavori, lo stesso sembrerebbe essere stato scelto prescindendo dall'avvio di una procedura pubblica di gara (di cui sull'albo pretorio, salvo mio errore, non ho trovato traccia).

Inoltre mi auguro che i componenti degli Organi comunali sappiano saggiamente distinguere, da un lato, tra gli attacchi personali indirizzati ai singoli e le espressioni denigratorie nei confronti del Comune inteso come ente giuridico e, dall’altro, che la determinazione di procedere nelle opportune sedi giudiziarie (con conseguente distrazione di risorse pubbliche, per far fronte ad un incremento dei costi necessari alla difesa tecnica) venga assunta solo quando la gravità delle offese ricevute abbia effettivamente assunto connotati di tale gravità e lesività, da essere meritevoli di tutela penale".

Cesare Ercole esponenete di minoranza, fa il suo... e non è assolutamente d'accordo con la scelta di Riviezzi ed è già pronto con un'interpellanza.

"Io resto allibito per questa decisione presa. Posso capire che non sia giusto a livello di social che si insulti una persona o la si maltratti dal punto di vista morale, ma resto sempre del parere che non sia necessario difendersi con un legale. Non ci si deve proteggere con gli avvocati del Comune, facendoli pagare alla collettività. Mi sembra una decisione alquanto strana: non so da che punto sia partita sinceramente, non so che episodi di oltraggio possano esserci stati per portare il Sindaco a una scelta simile.

Magari nei prossimi consigli comunali il Sindaco, attraverso un’interpellanza, ci darà delle spiegazioni".

giift

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