Mercoledì, 18 Ottobre 2017

VARZI - ANIMALISMO E VALLE STAFFORA HANNO INCROCIATO LE LORO STRADE TRA LE POLEMICHE

Animalismo e Valle Staffora hanno incrociato le loro strade tra le polemiche nei giorni scorsi. Prima, in estate, la dura manifestazione del Meta durante la Sagra della Vacca Varzese a San Ponzo. Poi la polemica (più che altro mediatica) intorno alla Festa Islamica del Sacrificio nel macello di Varzi.  Sul tema interviene l’assessore al commercio del comune di Varzi (nonché allevatore lui stesso) Giulio Zanardi. “Nel rispetto delle opinioni di tutti, anche dei più sensibili alle questioni in tema animalista, va precisato che in Italia siamo arrivati a un alto livello di benessere animale in allevamento. I macelli italiani, compreso quello di Varzi, rispondono ai massimi livelli di conformità alle norme europee. I controlli veterinari italiani sono sicuramente tra i più avanzati al mondo. Detto tutto questo, le categorie di allevatori, macellatori e veterinari sono professionisti del settore agro-alimentare e vanno rispettati in tal senso. Le frodi e le irregolarità sono fortemente combattute. Se qualcuno ha opinioni diverse può manifestarle con civiltà e competenza e non violenza, mancanza di rispetto e ignoranza, come è avvenuto (il riferimento è alla manifestazione animalista di San Ponzo, dove sono volate parole grosse e non solo ndr). Il macello di Varzi è un patrimonio lavorativo e artigianale per l'intera valle e non solo! ed è ben gestito da una famiglia delle nostre zone composta da grandi lavoratori onesti e competenti”. 

Passando alla Festa del Sacrificio, che ha visto lo sgozzamento rituale di capre e pecore, le polemiche sono state come detto più che altro mediatiche. La Lav e le associazioni animaliste avevano diramato comunicati in cui esprimevano preoccupazione e contrarietà nei confronti della pratica, che in Italia è legale solo all’interno dei macelli autorizzati. L’unico in Oltrepò è quello di Varzi, e lo scorso 1 settembre pare siano stati sacrificati al suo interno circa 130 esemplari. “Pare” perché, nel tentativo di raccogliere informazioni in merito, ci siamo trovati di fronte un muro di silenzio. Poca voglia di parlare in paese, né la proprietà del macello né l’Amministrazione comunale si sbilanciano sul tema. Sui social network invece toni pesanti. Chi offende il sindaco di Varzi Gianfranco Alberti (“emerito cretino” per aver permesso “una simile barbarità”), chi minaccia di non comprare più salame a Varzi, chi definisce senza mezzi termini i politici locali dei “senza palle”. Soltanto sulla tastiera di internet, inteso. Perché di fronte al macello c’erano più forze dell’ordine che manifestanti.

giift

  1. Primo piano
  2. Popolari