Giovedì, 23 Novembre 2017

CERVESINA - "LE FUSIONI SONO IL FUTURO"

L'Amministrazione comunale di Cervesina, dopo tre anni di amministrazione "oculata", ha predisposto un piano di investimenti che mettono al centro la sicurezza dei cittadini nelle più ampie forme. Tutto questo in stretta sinergia con il Comune di Pancarana, che forma con Cervesina l'Unione "Micropolis". È prematuro pensare ad una fusione fra i due comuni? Ne parliamo con il sindaco Daniele Taramaschi.

Cervesina è stato uno dei primi (e dei pochi) in Oltrepò ad avere sperimentato l'Unione dei comuni, con Pancarana e Pizzale. Quest’ultimo, tuttavia, lo scorso anno si è ritirato. Come considera questa esperienza?

"Abbiamo ancora qualche problema legato a un eccessivo campanilismo e provincialismo, ma ritengo che accorpare questi comuni così piccoli sia giusto, in prospettiva, per ottimizzare le poche risorse che abbiamo, almeno a livello di personale. Inoltre si va a creare una forza comune per andare anche ad attrarre servizi e forniture. Effettivamente le esperienze in Oltrepò non sono esaltanti, e purtroppo anche la nostra Unione ha dovuto fare i conti con la defezione di Pizzale. Questo non ci ha indotti a concludere l’esperienza, anzi abbiamo rilanciato con Pancarana una nuova sinergia affinché si potesse, quanto meno, coprire i vari servizi fondamentali che necessitano a un ente seppure di dimensioni ridotte come il nostro. Le fusioni sono il futuro".

Avete pensato a una fusione definitiva fra Cervesina e Pancarana?

"Può essere un obiettivo la fusione. Le unioni non hanno nemmeno più alcun incentivo a livello di contributi, o ne hanno di molto limitati. È evidente che a livello governativo gli incentivi veri sono quelli destinati alle fusioni. D'altronde è per questo che è nata la nostra Unione: per intercettare i contributi che venivano erogati da regione e stato e trasformarli in servizi a favore della popolazione. Oggi i contributi sono pressoché azzerati, quindi il problema è trovare nuove soluzioni e l’unica fra queste, in prospettiva, è quella della fusione. Ormai stiamo condividendo veramente gran parte dei servizi con Pancarana, si è creata anche una certa abitudine. Comunque, si dovrebbe passare da un referendum fra la popolazione".

Perché la defezione di Pizzale?

"Con il cambio di amministrazione, la nuova Giunta ha da subito messo fra i primi punti del mandato quello di uscire dall'Unione, adducendo alcuni disservizi o comunque mancanza di servizi che pensavano di recuperare stipulando convenzioni con altri comuni. Quella dell'uscita era un'opzione che lo statuto contemplava. Direi che la scelta fatta non sia frutto di nulla di personale fra gli amministratori. In quanto comuni facenti parte di quell’Unione va da sé che abbiamo ovviamente mosso tutti i passi, anche a livello legale, necessari per recuperare la quota parte di un debito molto elevato che abbiamo trovato all’inizio della nostra esperienza amministrativa, della quale il Comune di Pizzale riteniamo essere ancora debitore".

Quindi l'uscita di Pizzale ha lasciato un buco a livello di bilancio?

"Il Comune di Pizzale non ha ancora sborsato nulla. Dovremo, strada facendo, trovare una transazione grazie ad un accordo fra i nostri legali, oppure andare davanti a un giudice. La pratica legale era inevitabile, per non generare un danno erariale al nostro ente".

Di recente molti enti locali hanno ricominciato ad assumere personale, dopo anni di carenze. Cervesina è stata fra i primi. Come è cambiata l'amministrazione con questo innesto?

"Quando siamo stati eletti ci siamo trovati con un ufficio finanziario senza titolare: avevamo questa criticità. Il servizio ci è stato garantito da un dipendente del comune di Castelletto, Andrea Piccinini, al quale abbiamo chiesto di condividere alcune ore oltre le 36 lavorative. Per un paio di anni ha messo una pezza, e di questo lo ringraziamo perché si è sacrificato molto per gestire sia Castelletto che Cervesina e Pancarana. Appena si è prospettata l’opportunità di indire un concorso pubblico per inserire una figura che potesse svolgere le funzioni per l’Unione e per il comune di Cervesina lo abbiamo fatto, e abbiamo trovato la persona giusta che riteniamo possa garantire per diversi anni la copertura dell’ufficio finanziario con professionalità e capacità. Ormai è già operativa".

Quali sono i prossimi investimenti che avete in programma?

"C’è, a livello di Unione, una Protezione Civile motivata, molto attiva, piena di entusiasmo. Abbiamo appena ricevuto un contributo di 28mila euro da parte dello Stato per l’acquisto di un mezzo, un pickup, dedicato a questo ambito. Sarà utile sicuramente in alcuni momenti critici che caratterizzano il nostro territorio. Spesso si parla di inondazioni; dovute al fiume Po, nello specifico, ma anche, come nel caso di Pancarana, ad eccessi di acque che spesso allagano il paese".

E per quanto riguarda i lavori pubblici?

"Anche per sanare la situazione pregressa dell’Unione abbiamo dovuto affrontare i primi anni di mandato con molta attenzione, limitandoci a svolgere l’ordinaria e la straordinaria manutenzione. Quest’anno abbiamo in previsione una soluzione definitiva al problema della velocità dei veicoli in via Marconi, la nostra via di ingresso. Per cui andremo ad installare quattro dossi di nuova generazione. Inoltre, grazie ad un contributo regionale, avremo una copertura di tutti gli ingressi di Cervesina con telecamere di nuova generazione, che vanno ad aggiungersi ad altre che già abbiamo nel nostro paese".

Quante telecamere verranno posizionate?

"Saranno quattro. Altre tre verranno mese a Pancarana, perché abbiamo portato avanti il progetto a livello di Unione. Verranno posizionate a San Gaudenzio, in via Marconi, una fra Cervesina e Pancarana, e una in un luogo molto sensibile che copre l’ingresso della scuola, gli appartamenti protetti per gli anziani, la farmacia e il defibrillatore, nonché tutta la piazzetta del Comune".

E per il prossimo anno?

"Stiamo lavorando per riscattare i punti luce dell’illuminazione pubblica, per poi poter proporre una soluzione molto più tecnologicamente avanzata ed economicamente interessante, ossia i led. Auspichiamo possa avvenire il prossimo anno".

Questione migranti. Lei è stato fra i firmatari di un appello al Prefetto per una più equa redistribuzione degli ospiti. Qual è la situazione di Cervesina?

"Ho firmato quella petizione perché aveva come fondamento quello di far sì che, se questa urgenza c'è - e c'è - è cosa logica che venga condivisa e ripartita fra tutte le realtà, e non ci siano delle concentrazioni in alcuni paesi piuttosto che in altri. Noi ci siamo trovati in una situazione non critica, anche se obiettivamente al momento della comunicazione con la quale il Vice Prefetto ci metteva al corrente che di lì a due giorni sarebbero arrivati dodici ospiti in un’abitazione di Cervesina ci siamo preoccupati un pochino, anche in relazione al vicinato che si sarebbe dovuto confrontare con una nuova realtà".

Quali azioni avete intrapreso per affrontare questa emergenza?

"Ci siamo messi a disposizione per collaborare con la cooperativa che gestisce la struttura. Non abbiamo nemmeno lontanamente pensato a rimostranze rigide, ci sembrava illogico. Queste dodici persone, che sono poi diventate quattordici, non hanno creato problemi. Secondo noi dovrebbero essere impiegate in qualche modo, in attività di carattere sociale. Abbiamo chiesto alla cooperativa se c’era possibilità di dare loro qualche opportunità di impegno quotidiano; ci sono state sottoposte alcune convenzioni, ma dobbiamo approfondire. Auspichiamo che non avvenga un aumento nel numero degli ospiti".

Parliamo di eventi. Cervesina, per quanto sia un piccolo comune, ha abituato il pubblico a bellissimi concerti, l’ultimo nello scorso giugno.

"Lo scorso anno avevamo pensato di proporre a Cervesina un evento importante, anche perché già negli anni precedenti avevamo avuto esperienze molto positive, essendo stati nel circuito di Ultrapadum e di Borghi e Valli. Nonostante le condizioni economiche oggi completamente differenti rispetto a un tempo, abbiamo comunque pensato di proporre un personaggio di richiamo. La scelta l’anno scorso è caduta su Drupi, quest’anno, invece, sui New Trolls. Che poi non è tanto il nome ciò che ci ha dato soddisfazione, quanto l’essere riusciti a sostenere con gli sponsor e con gli incassi il costo dell’operazione, che è stato un costo di circa 20mila euro. L’operazione, sia lo scorso anno, sia questo, è andata in pareggio".

Cosa volevate ottenere da questo evento?

"Abbiamo voluto lanciare questi eventi per dare una scossa al contesto del nostro paese e cercare di coinvolgere soprattutto i giovani, anche per ringiovanire la Pro Loco locale, cosa che in realtà è successa. Per cui siamo riusciti con quell’operazione dello scorso anno a dare rilancio alla Pro Loco, che adesso segue un percorso di feste, momenti di incontro e tradizioni, e lo sta facendo in modo molto egregio".

giift

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