Domenica, 22 Ottobre 2017

VOGHERA - PENDOLARI: "DI POSITIVO C’È CHE ARRIVO A DESTINAZIONE SIA AL MATTINO CHE ALLA SERA"

In migliaia giornalmente si spostano dall'Oltrepò per raggiungere il proprio luogo di lavoro o di studio percorrendo in treno le tratte che passando da Pavia arrivano a Milano e oltre, ed i disagi sono direttamente proporzionali all’ampio bacino di utenza "servito". Non ultimi i disagi causati periodicamente dai vari sciperi nazionali del personale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane,  per non parlare poi dei frequenti furti di rame e dei guasti alle solite stazioni.  A maggio l'ultimo di tanti "intoppi":  il cortocircuito alla cabina elettrica che ha mandato in tilt tutto l’impianto, con blackout e sbarre rimaste abbassate a lungo nella stazione di Pizzale-Lungavilla, si parla di ritardi anche di 300 minuti. Abbiamo incontrato alcuni fedeli viaggiatori  ai quali abbiamo chiesto di raccontarci un po’ della loro esperienza da pendolari.

Antonio Debiase, impiegato, da quanto tempo viaggia e quale linea percorre?

"Viaggio circa dal 2009/2010, non ricordo con esattezza, e come la maggior parte delle persone che incontro tutti i giorni, lo faccio per lavoro; la linea che utilizzo è quella che da Voghera va verso Milano e viceversa, di solito usufruisco del treno 2180 che da Sestri levante transita da Voghera  e 'muore' a Milano centrale e al pomeriggio prendo il treno 2165 che da Milano centrale transita da Rogoredo e 'muore' ad Arquata Scrivia".

Quali sono i maggiori disagi da lei subiti?

"Faccio prima a dirle le note positive che quelle negative... di positivo c’è che arrivo a destinazione sia al mattino che alla sera! A parte le battute, i disagi sono quelli comuni a tutti i pendolari: treni ormai obsoleti ed inadeguati. alcune carrozze non hanno l'aria condizionata che funziona e ti assicuro che di questi periodi è estremamente necessaria, con il risultato che la maggior parte dei pendolari si rifugiano, accontentandosi anche di viaggiare in piedi, in questo miraggio fresco, altre volte mi è capitato di viaggiare su treni dove i finestrini sono bloccati con delle viti e l'impianto dell'aria completamente spento o rotto (e la sicurezza? ma è omologata sta roba? e se una persona si dovesse sentire male?) e le porte di uscita sono rotte, quindi bloccate (però la voce registrata avvisa di questa cosa e si scusa a nome di tutti per il disagio) a volte i sedili sono rotti, sbullonati, inadeguati ai reali spazi che ci sono a disposizione, due pendolari non possono stare uno di fronte all'altro senza 'incastrarsi'. Quando piove in alcune carrozze entra acqua dai finestrini, senza parlare dell'odore di muffa".

Dello stesso avviso è anche S.F., impiegata, che viaggia da circa 10 anni, per la quale "ormai i 5/10 minuti di ritardo sono diventati la regola" e lamenta a fronte di una evidente diminuzione della qualità del servizio fornito l’aumento ingiusto del costo dell'abbonamento.

Elisa Sgorbini è una studentessa del corso di veterinaria a Milano, che spesso si reca però a Lodi, presso l’ospedale veterinario, per seguire molte delle lezioni che li si tengono. Lamenta i frequenti ritardi che sovente rendono difficile riuscire a prendere le coincidenze con le navette che collegano la stazione di Lodi con l’ospedale Veterinario e la necessità spesse volte di raggiungere Lodi parecchio tempo prima per evitare imbarazzanti ritardi alle lezioni: "Viaggio ormai da circa cinque anni e nel tempo i problemi sono solo peggiorati. Oltre ai frequenti ritardi anche la pulizia è insufficiente, si viaggia con affollamento da scatola di sardine e la Polfer non fa controlli se non sugli intercity".

Laura Sisti, impiegata: "Viaggio da dicembre 2001 su Milano dalla stazione di Bressana Bottarone, sulla tratta che da Piacenza, muove verso Milano, prendo di solito il 10576 all’andata ed il 10587 da Milano Rogoredo al rientro. Da marzo, però per mia comodità e per evitare le temperature da forno crematorio tipiche del regionale, causate dall’assenza dell’aria condizionata, mi reco a Pavia  dove prendo il passante S13 che arriva a Milano Bovisa".

Ed in caso di sciopero?

"Preferisco prendere la macchina in modo da non avere problemi".

Fa parte del Coordinamento Provinciale Pendolari e siete attivi anche attraverso un gruppo pubblico su Facebook, da dove nasce questa esigenza social?

"Credo che il gruppo sia stato utile per esprimerci fra pendolari la nostra reciproca solidarietà e ad oggi è un valido ausilio per tenerci aggiornati in tempo reale sui ritardi e le soppressioni in atto sulla linea in tempo reale, visto che spesso ci si trova in stazione e non vengono dati gli annunci in tempi umani ed in media si accumulano 15 minuti di ritardi al giorno tra andata e ritorno".

A proposito di ritardi, pare che Trenord riconosca  una forma di rimborso agli abbonati al Servizio Ferroviario Regionale nel caso in cui non rispetti lo standard minimo di affidabilità previsto dal Contratto di Servizio, cose ne pensa?

"Lo considero un contentino. I pagamenti del bonus, se riconosciuto in base ad una serie di calcoli rapportati al superamento del lo standard minimo di affidabilità, avviene a 60 o 90 ed in alcuni casi come quello dei ritardi dello scorso maggio che verranno conteggiati sul bonus di agosto in pochi avranno la possibilità di usufruirne perché magari, viste le ferie, non faranno l’abbonamento mensile in quel periodo".

Sarebbe auspicabile l'introduzione di passanti anche sulle tratte oltre padane?

Laura Sisti: "Diciamo che per noi pendolari che viaggiamo dall'Oltrepò l’introduzione del S13 è stato una fregatura, soprattutto per il ritorno, perché prima della sua introduzione su Bressana Bottarone fermavano sia le linee per Piacenza che quelle per Genova ed Alessandria che passano poi per Voghera ed invece adesso a Bressana Bottarone fermano solo le linee che vanno a Piacenza ed al rientro abbiamo solo un treno ogni ora e se perdi quello o se malauguratamente viene soppresso è un problema. Diverso sarebbe se la tratta del passante fosse ampliata fino a raggiungere l'Oltrepò".

Antonio Dibiase: "Assolutamente sì, io invidio tantissimo i pendolari che da Rogoredo arrivano a Pavia grazie al passante S13. Treno nuovo, comodo, silenzioso ma sopratutto funzionante. L'ho usato un po' di volte per raggiungere Pavia e mi sono trovato benissimo. C'è da dire che molti Pavesi non lo usano e si riversano sui treni che vanno verso il Piemonte o la Liguria, magari sedendosi a scapito di altri che devono affrontare un viaggio ben più lungo. Avete l' S13, usatelo! Se arrivasse fino a Voghera io lo prenderei volentieri".

Voghera risulta essere una stazione un po' vecchiotta ed alcuni hanno anche postato foto di cedimenti all'intonaco nel sottopassaggio che conduce ai treni... c'è anche dell'altro?

"Ho visto anche io quei cedimenti, - dice Antonio Debiase - ma ho anche visto che stanno cercando di aggiornare la stazione sostituendo, per esempio, le vecchie panchine in marmo presenti sui binari, a mio parere più belle, con delle panche in metallo ed  hanno messo dei cestini per i rifiuti sui binari. Una nota dolente è la biglietteria!  Personale un po' lento e demotivato, orari non da pendolari e code chilometriche soprattutto a fine mese quando c'è il rinnovo degli abbonamenti cartacei... sì perché per chi ha il magnetico la coda si sposta al bar di fronte la stazione in quanto l'unico, insieme ad altri forse due bar, a poter ricaricare tale tipo di abbonamento".

Sull'argomento biglietteria gli fa eco Elisa Sgorbini: "è un solo sportello aperto unicamente dalle  9 alle 12  e che certamente non va incontro alle esigenze dei lavoratori tantomeno degli studenti;  2 o 3 macchinette automatiche spesso guaste ed assolutamente insufficienti a smaltire in tempo utile la massa di gente in fila e le obliteratrici quasi tutte inutilizzabili". 

 

giift

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