Domenica, 22 Ottobre 2017

RIVANAZZANO TERME - IL RE È MORTO, LUNGA VITA AL RE... MARCO POGGI

"Il Re è morto, lunga vita al Re". Questa frase è tradizionalmente utilizzata per annunciare la morte del sovrano e contemporaneamente assicurare le migliori fortune al suo successore al trono. La frase è poi stata interpreta anche nell’uso popolare per designare scherzosamente un concetto che poi è diventato un proverbio: "morto un Papa se ne fa un altro". È quello che è successo a Rivanazzano Terme. Per dieci anni Ferrari ha governato da sindaco incontrastato, per dieci anni molti della sua "corte", ops… "squadra" hanno studiato per diventare il principe ereditario, uno ce l’ha fatta: Marco Poggi. Poggi ce l’ha fatta perché è stato sempre presente, ce l'ha fatta perché è sempre stato un passo indietro a Ferrari, ce l’ha fatta perché era sempre pronto ad ascoltare tutti e ce l’ha fatta perché non ha mai fatto il passo più lungo della gamba.

Poggi c’è sempre stato, c’era, c’è e ci sarà per cinque anni a Rivanazzano Terme. Lunga vita al nuovo re. Il nuovo Re è Marco Poggi. Molti faciloni diranno che Marco Poggi ha vinto perché non aveva concorrenza, ma non è stato facile. Nel mondo dello sport si calcola che tra una partita di campionato e un'amichevole l’interesse si dimezza di oltre il 70% e gli spettatori dell’oltre 50%. Poggi a Rivanazzano non ha neanche fatto una amichevole perché giocava da solo e nonostante questo è riuscito a raggiungere e a superare il quorum necessario per essere eletto, impresa non facile!

Impresa non facile perché è certo che molte anime della politica rivanazzanese non hanno remato a favore, al di là delle dichiarazioni di facciata e pseudo ufficiali a favore di Poggi, ma come si sa il marito cornuto è l’ultimo a conoscere l’amante della moglie. Marco Poggi scoprirà se ne avrà voglia nei mesi prossimi, chi pur camminando al suo fianco in realtà, nelle segrete stanze, poi mica tanto segrete, sperava che il quorum non fosse raggiunto. Marco Poggi sa anche che una parte dell’elettorato di sinistra rivanazzanese non ha gradito l’accorpamento tra destra, centro e sinistra; perché sarà pur vero che i partiti in un paese contano poco, ma è altrettanto vero che un leghista difficilmente voterà uno di sinistra e uno di sinistra difficilmente voterà un berlusconiano forzista.

Nei paesi la maggior parte dei votanti queste divisioni della politica nazionale le supera, ma non tutti. Marco Poggi è riuscito, piaccia o non piaccia, a superare queste divisioni politiche raggiungendo il quorum: il risultato che si era prefissato.

Ora cosa succederà? Niente che non sia già successo in tutto il resto del mondo in situazioni analoghe: il sindaco è Poggi e gli altri obbediranno…  pardon… collaboreranno. Ferrari, il suo predecessore, si avvaleva di una squadra, ma il sindaco era lui e allo stesso modo Marco Poggi si appoggerà ad una squadra, ma siamo seri, il sindaco è lui!

Il suo compito è indubbiamente facilitato perché ricordando una frase di mussoliniana memoria l’ex sindaco e attuale vicesindaco ha tracciato il solco e Marco Poggi non avrà bisogno della spada per difenderlo, basterà proseguire lungo il solco tracciato ovviamente con le sue idee e le sue decisioni perché la firma ce la mette lui. Lo hanno deciso i rivanazzanesi. Ho la ragionevole certezza che Poggi farà un buon lavoro, ascolterà i consigli di tutti e farà tesoro delle esperienze degli ultimi dieci anni come assessore, ma poi deciderà lui. Ed è giusto così! Le malelingue dicono che Poggi, ubbidirà… ops …ascolterà i consigli di Ferrari, le malelingue dicono che Marco Poggi non potrà, neanche se lo volesse, uscire di un millimetro dal solco tracciato dal suo predecessore. Tutto questo Marco Poggi lo sa e di quello che dicono le malelingue, penso non gli importi nulla, se è arrivato ad essere il sindaco di un paese con più di 5.000 abitanti, Poggi sa cosa fare, chi ascoltare, ma alla fine deciderà lui. Il nuovo sindaco, siamo certi userà la mano d’acciaio in guanto di velluto.

Abbiamo soprannominato Marco Poggi, Varenne, perché era il cavallo di razza dell’ex sindaco, poi l’abbiamo soprannominato Rocco Siffredi perché, risultati alla mano, politicamente parlando e ribadiamo politicamente parlando, onde evitare strumentalizzazioni, di qualche "pistola", magari anche a lui vicino, se li è fatti tutti! Vedremo in questi anni chi tra i membri della sua squadra sarà il nuovo Varenne e magari il nuovo Rocco Siffredi. Essere candidato sindaco non è stato facile, raggiungere il quorum non è stato facile, essere eletto non è stato facile, Poggi ci è riuscito, pertanto… "lunga vita al Re". Adesso devono... correre... gli altri... della squadra.

 

giift

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