Lunedì, 20 Gennaio 2020

OLTREPO PAVESE E “STRATÉMP”, CON L’AMMONTARE DEI DANNI SI SAREBBERO POTUTI PULIRE 1.700 KM DI FOSSI

Il Periodico News tratta di temi riguardanti l’Oltrepò Pavese e viene distribuito in 20.000 copie solo in Oltrepò. Va da sé pertanto che la stragrande maggioranza dei propri lettori sia oltrepadana: molti parlano e capiscono il dialetto, quindi sanno cosa vuol dire “stratémp”. In italiano potrebbe essere: “temporale o pioggia di particolare intensità accompagnato da un tempaccio”. Il fatto stesso che in Oltrepò esista una parola come “stratémp” da tempo immemore è perché da sempre, gli “stratémp” esistono, da sempre gli “stratémp”  si sono verificati in Oltrepò e da sempre hanno provocato più o meno danni, in alcuni casi dei veri e propri “disastar” (disastri). Per alcuni dei nostri lettori, i più anziani, questi “stratémp” non sono nulla di nuovo, checché  se ne dica dei cambiamenti climatici a livello mondiale, del buco dell’ozono, della natura che si ribella, etc. Per altri invece non sarebbero paragonabili a quelli del passato.

La verità probabilmente sta nel mezzo: l’Oltrepò è pieno di racconti che parlano di frane, smottamenti, di fiumi, ruscelli e di fossi straripanti, ma allora cosa distingue ciò che succedeva anni orsono da ciò che si verifica in tempi moderni?

Per esemplificare: una volta su 10 ”stratémp” solamente 2, secondo i racconti dei nostri “vecchi”, provocavano qualche “disastar”,  oggi su 10 “stratemp” i disastri sono 8.

La colpa di questi continui disastri quando ci sono abbondanti piogge viene data normalmente a chi dovrebbe occuparsi della manutenzione e della pulizia di fossi che, illustri esperti del settore, indicano come causa principale. Altri dicono che non è del tutto vero, perché anche se la manutenzione e la pulizia dei fossi venisse fatta a regola d’arte, ciò non impedirebbe “disastar” e la causa è da attribuire alla rete fognaria insufficiente, mi spiego meglio: le tubazioni sotterranee delle fogne in molti casi e purtroppo anche ultimamente, sono state spesso progettate con dimensioni insufficienti, proporzionate alle unità abitative e la popolazione di allora, che però aumentando le ha sovraccaricate, con una portata di acqua e di acque refluee non in grado di far fronte ad eventuali “stratémp”.

Rifare le fogne per molti paesi dell’Oltrepò è oggi una mission impossible: un’impresa titanica sia dal punto di vista operativo che economico. Quindi per alleviare i disastri provocati dagli “stratémp” l’unica soluzione è, come dicono gli esperti, fare manutenzione ai fossi.

Qui “casca l’asino”, come si suol dire: con cadenza regolare, più o meno ogni anno, i vari sindaci dei Comuni oltrepadani emettono ordinanze in cui intimano ai vari proprietari di terreni dove ci sono i fossi di fare manutenzione, così come dice la legge. Nel contempo ogni persona di buon senso penserà: “Se obbligano i  privati a fare manutenzione nei fossi di propria competenza, i comuni, la provincia e gli enti interessati certamente puliranno a loro volta i fossi, i ruscelli, i tombini,  etc. etc. etc. che competono loro”. Ma non è così,  la realtà dei fatti è un’altra.

La realtà è che di fossi puliti, siano essi di competenza pubblica o privata, ce ne sono pochissimi. Se le lucciole sono ormai quasi introvabili, i fossi puliti le superano in rarità.

Per i fossi di competenza pubblica la scusa più gettonata per questa mancata pulizia è la mancanza di risorse, mentre per i fossi dei privati la scusa degli enti pubblici è che è difficile controllare, in base alle ordinanze emesse, che i lavori vengano effettivamente eseguiti. Qualsiasi persona di buon senso direbbe “Perché emettete le ordinanze se poi non siete capaci di farle rispettare? Forse per consumare inchiostro e carta?”

Anche in questo caso la realtà è un po’ più complessa soprattutto nella parte più alta e meno popolata dell’Oltrepò: ci sono campi e boschi con proprietà difficili da rintracciare, magari gli attuali proprietari sono i figli dei figli dei figli, nipoti dei nipoti o parenti del proprietario originale ormai defunto e difficili da trovare. Nella parte più pianeggiante dell’Oltrepò questo problema non esiste, perché nel 99%  dei casi, si conosce il nome del proprietario o del locatario , ma se ogni volta che succede uno “stratémp” anche in pianura ci sono allagamenti, fossi che tracimano etc. etc. etc, è perché non si fa ciò che si dovrebbe fare.

Come risolvere il Problema?

Visto che oramai con cadenza annuale i nostri Comuni chiedono lo stato di calamità (l’ultimo “stratémp” di qualche settimana fa ne è l’esempio più recente), sarebbe opportuno che i vari sindaci ed autorità competenti incominciassero a far rispettare l’ordinanza che riguarda la pulizia dei fossi dove il proprietario è certo, conosciuto e riconosciuto anche rischiando, ed è un rischio concreto, di perdere voti… Secondo molti “malpensanti” infatti è questo il vero problema: il consenso.

I sindaci emettono le ordinanze, fanno il loro lavoro, sono a posto con la coscienza di “facciata”, ma poi  non si preoccupano di controllare perché molti di questi privati cittadini proprietari di terreni sono loro votanti… e non è che siano proprio contenti di spendere soldi per pulire dei fossi…quindi onde evitare di perdere voti, soprassiedono nei controlli.

Nel contempo sarebbe anche opportuno, visto che sono anni che ripetono le stesse ordinanze, di darsi l’obbiettivo mese per mese, non in un’unica soluzione, perché nessuno chiede loro il miracolo,  di rintracciare i vari proprietari “sconosciuti” per obbligarli in tutti i modi possibili affinché puliscano i fossi di loro competenza.

Per i fossi di proprietà pubblica, sarebbe anche ora, essendo questa un’esigenza primaria, che i vari sindaci dell’Oltrepò iniziassero a dedicare in primis delle risorse economiche a queste “benedette” manutenzioni e pulizie invece di spendere soldi in altre suppellettili stradali come rotonde, rotondine, dossi, passaggi pedonali rialzati, dissuasori, etc. etc. etc. Vedete, a mio giudizio, c’è un problema di fondo: molti sindaci non capiscono o non vogliono capire che prima di buttare soldi in opere nuove su strutture vecchie, in questo caso le strade, la prima cosa da fare è sistemare la strada. è inutile rifare un pezzo di asfalto se poi i fossi o i tombini non sono puliti, l’acqua a quel punto filtra sotto il manto stradale e crea smottamenti e buche anche se il manto stradale è recentemente fatto ed è come costruire case sulla sabbia: se non c’è vento tutto bello, ma se il vento arriva (e prima o poi arriva) cadono.

È inutile mettere dossi ad ogni piè sospinto in una strada se nella stessa ogni 20mt c’è una buca o un tombino che è una voragine. Prima porta a livello i tombini, prima pulisci le tombinature di attraversamento per raggiungere le varie proprietà, poi rifai il manto stradale e poi se avanzi dei soldi sbizzarrisciti con rotonde e rotondine, dossi, passaggi pedonali rialzati, dissuasori o altre cose simili.

Ad onor del vero, come è successo in alcune località oltrepadane, i passaggi pedonali rialzati durante l’ultimo “stratémp” ne hanno accentuato gli effetti negativi, perché hanno avuto l’effetto diga nella loro  prossimità, dove si sono formati dei grandi accumuli d’acqua che sono tracimati nei marciapiedi e dai marciapiedi hanno invaso garage e case private.

In questa “triste” circostanza mi è capitato, passando, di vedere un sindaco “fan” dei dossi (avendo lui “ornato” il suo Comune di innumerevoli  passaggi pedonali rialzati) che  osservava con faccia perplessa il disastro causato  dallo “stratémp” ed accentuato dai passaggi pedonali rialzati. Si sarà reso conto della “lucàda” (stupidata) fatta? Dubito, bastava guardarlo in faccia per capire che non aveva capito.

C’è poi un ultimo aspetto da valutare: le richieste danni subite dai cittadini e dai Comuni che nel caso dell’ultimo “stratémp” di qualche settimana fa, aumentano di giorno in giorno ed ad oggi sembrano ammontare intorno ai 6milioni di euro. Soldi che arriveranno, se mai arriveranno, dalle casse pubbliche.

6 milioni….I prezzi normalmente applicati da chi pulisce e fa manutenzione ai fossi variano dai 2 ai 5 euro al metro, dipende dalla stato e dalla logistica del fosso, facendo una media di 3,5 euro al metro per la manutenzione dei fossi, con circa i 6 milioni di danni dichiarati dopo l’ultimo “stratémp”, se la stessa cifra fosse stata usata in maniera preventiva si sarebbero potuti pulire e mantenere circa 1.715 km di fossi. 1.715 kilometri di fossi puliti! Arrotondiamo pure per difetto, facciamo che si potevano pulire 1.200 km…..sono tanti…..

Allora non è forse meglio spendere soldi per la prevenzione anziché invocare lo stato di calamità naturale dopo ogni “stratémp”? Sembrerebbe di no.

Molti sindaci d’Oltrepò, così come i passeggeri del Titanic ballavano mentre la nave stava affondando, vanno avanti ad organizzare tavole rotonde, convegni, a presenziare ad ogni sagra ed ad ogni nastro da tagliare, installare autovelox per fare cassa, costruire “cattedrali nel deserto”, rotonde, rotondine, dissuasori, passaggi pedonali rialzati ed altri amenità simili, mentre l’Oltrepò si copre di fango.

Del resto li abbiamo votati noi. Con l’attenuante che in molti casi erano gli unici candidati mentre in altri abbiamo dovuto scegliere il meno peggio. I risultati, però, sono sotto gli occhi (ma ormai sopra le caviglie, come l’acqua) di tutti.

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