Domenica, 15 Dicembre 2019

RIVANAZZANO TERME - «NEL NOSTRO ISTITUTO C’È UNA GRANDE ATTENZIONE PER L’INCLUSIONE»

Dal 1 settembre 2019 l’ Istituto Comprensivo di Rivanazzano Terme ha una nuova dirigente scolastica, la dott.ssa Anna Bobba già dirigente dell’istituto comprensivo di Stradella negli ultimi 3 anni. L’abbiamo intervistata per farci raccontare quali progetti e innovazioni intende introdurre durante il suo incarico di lavoro nel nuovo istituto.

Bobba, lei è dirigente scolastico dal 2015 ed in precedenza ha ricoperto per anni il ruolo di docente di Francese e Inglese nella scuola secondaria di secondo grado, come mai ha deciso di cimentarsi in questo ruolo?

«Ho operato una scelta consapevole, ho voluto cimentarmi in questo ruolo per avere uno stimolo nuovo per il mio lavoro perché sono una persona molto attiva e sempre alla ricerca di esperienze costruttive».

Secondo lei quanto è importante per un dirigente scolastico avere prima un’esperienza come docente?

«è fondamentale. Io ritengo che nel caso in cui non ci sia questo passaggio, non ci possa essere una buona dirigenza, perché penso, e più lavoro e più me ne rendo conto, che si può essere un buon dirigente nel momento in cui si conoscono le strategie del luogo nel quale si opera. Se non si hanno queste conoscenze, si rimane dei puri burocrati ed un burocrate non può essere un buon dirigente. Io lavoro per i miei alunni e considero colleghi tutti gli insegnanti che operano nella mia scuola, cerco di immedesimarmi quotidianamente nelle problematiche che sono sempre più complesse a causa di tante variabili che si sono innestate nel mondo della scuola e che soltanto 20 anni fa non avrebbero avuto un peso così rilevante. Una scuola che è inclusiva, e che quindi necessariamente abbraccia delle realtà sempre più complesse e alle quali bisogna far fronte a volte stringendo i denti perché non abbiamo i mezzi per poterle affrontare. Nel nostro Istituto c’è una grande attenzione per l’inclusione, si lavora perché questo termine non sia vuoto ma abbia un significato molto concreto e cioè far stare bene tutti al di là dell’essere più o meno speciali».

Quindi una scuola che non deve essere vista solo come servizio alle famiglie ma una scuola che ha un ruolo importantissimo nello sviluppo e nella crescita dei ragazzi nel mondo attuale..

«Un ruolo fondamentale. Non a caso quest’anno ci siamo mossi con un occhio di riguardo all’ecologia che è uno dei problemi che più balzano all’occhio in questo periodo, senza naturalmente dimenticarne altri non meno importanti. Abbiamo creato un progetto a lungo termine denominato “Plastic free”, di rispetto per l’ambiente con coinvolgimento dei comuni, che pian piano insegna ai bambini il rispetto e la protezione della natura e quali possono essere le strategie per risolvere i problemi giganteschi di inquinamento che ci troviamo a dover affrontare  a livello quotidiano».

La scuola che lei dirige si articola su diversi livelli dalla scuola dell’infanzia, alla primaria e alla secondaria, quali sono le difficoltà di coordinamento tra le varie sedi?

«L’Istituto comprensivo abbraccia molte sedi. Abbiamo scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado qui a Rivanazzano Terme, scuola dell’infanzia a Codevilla, scuola dell’infanzia e primaria a Retorbido, primaria e secondaria di primo grado a Godiasco e scuola dell’infanzia e primaria a Salice Terme. Ho trovato un buon coordinamento che cerco di rafforzare creando una rete di informazioni molto fitta innanzitutto con i referenti di plesso che sono i miei primi interlocutori e l’utilizzo di molte figure che formano lo staff di dirigenza perché lavorare in team è molto producente, noi siamo una squadra, lavoriamo tutti insieme e cerchiamo di lavorare bene. Credo che la prerogativa di un buon dirigente sia quella di avere a disposizione una buona squadra per ottenere buoni risultati. Ho trovato in questa scuola docenti molto professionali e collaborativi che lavorano con grande passione che è una caratteristica fondamentale soprattutto nel mondo della scuola. Abbiamo un gruppo molto coeso che si occupa della disabilità, sono persone di grande esperienza e dedite a un lavoro in cui credono fortemente».

Avete una particolare attenzione per il fenomeno del bullismo che è un problema molto sentito nelle scuole italiane?

«Noi lavoriamo con molta attenzione per questo fenomeno come penso si verifichi in tutte le scuole italiane. Il fatto di essere in un piccolo comune ci aiuta meglio a controllare la situazione. Abbiamo già dei progetti attivi che sicuramente implementeremo per evitare che questi fenomeni si verifichino nel nostro territorio. Io sono sempre molto presente a scuola e l’attenzione dei docenti e del personale non docente è importantissima per tenere sotto controllo eventuali situazioni critiche che possono verificarsi».

Quali progetti di lingua straniera sono attivi nel vostro istituto?

«Abbiamo un potenziamento della lingua inglese con lettorati anche alla scuola primaria e da quest’anno partiremo con le certificazioni linguistiche con il British Council. Cercheremo di implementare lo studio dello spagnolo. Con alcuni docenti interni specialisti di lingua abbiamo già attuato dei micro percorsi di Clil a partire  dalla scuola primaria ed in futuro mi piacerebbe avviare il discorso degli scambi internazionali».

Un’esperienza innovativa della vostra scuola è il progetto “A scuola senza zaino” , di che cosa si tratta?

«Il progetto si articola  nelle classi prima, seconda e terza. Il termine “senza zaino” è simbolico in quanto gli alunni trovano tutto il materiale che serve per lo studio a scuola. Qui i ragazzi vengono a contatto con un’ambiente di apprendimento dove si lavora in gruppi dove c’è condivisione che parte dal materiale che utilizzano. I bambini lavorano in isole, ad incarichi, sullo stile del cooperative learning per cui si parte sempre da esperienze concrete per arrivare  ad estrapolare i concetti e le regole. Uno dei capisaldi del progetto è quello di portare il prima possibile il bambino ad essere autonomo e responsabile come futuro cittadino. Ogni problema viene discusso insieme e viene trovata la soluzione che viene provata e poi definita. La classe è divisa in spazi, abbiamo un agorà soprattutto per i primi anni di scuola primaria dove al mattino viene presentata la progettazione  della giornata con le modalità di lavoro e dove vengono sviscerati i problemi. Ogni bambino ha caratteristiche diverse e differenti modalità di apprendimento e viene quindi seguito individualmente dando ampio spazio a momenti sì di lavoro insieme ma anche di lavoro individuale. Si cerca di dare al bambino la libertà di formare una propria modalità di apprendimento e di scegliere lo strumento o la modalità compensativa che più gli è congeniale. Una grande opportunità di inclusione, in quanto siamo tutti diversi, siamo tutti particolari, siamo tutti importanti. Naturalmente tutti gli insegnanti seguono dei progetti di formazione interna atti a migliorare questo tipo di didattica».

Il suo istituto ha intrapreso anche molti progetti con le realtà del territorio, ha trovato buona disponibilità in tal senso?

«Le realtà del territorio collaborano più che volentieri ai progetti della scuola, i sindaci mi hanno offerto la loro disponibilità anche per la progettualità per alcuni eventi che faremo per potenziare il rapporto esistente fra gli studenti e i luoghi dove vivono per una maggiore conoscenza ed arricchimento personale. Avremo collaborazioni a Rivanazzano per la fiera d’aprile, collaboreremo con il Rotary Club e tutti gli enti che vorranno coinvolgere la nostra scuola. Attraverso il sito dell’istituto e la pagina facebook che abbiamo appena aperto daremo informazioni sugli eventi futuri.

di Gabriella Draghi

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