Mercoledì, 20 Novembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - I POLITICI STARANNO PROVANDO VERGOGNA PER LO STATO DELLE STRADE E DEI FOSSI ?

Ci sono episodi, fatti, momenti ed azioni che fanno capire quando una o più persone provano quel sentimento definito vergogna. La presentazione del progetto degli ultimi 19 km della Greenway  tenutasi le settimane scorse a Ponte Nizza, mi ha fatto capire quanto politici e tecnici statali e parastatali dell’Oltrepò si siano vergognati ed abbiano cercato di “metterci una pezza”.

La presentazione dei lavori di completamento della Greenway Voghera – Varzi è stata la solita passerella di politici locali e non, di visi sorridenti, di abbracci falsamente amichevoli, di pacche sulle spalle, di chi dandosi ragione come consuetudine l’uno con l’altro è poi pronto, ognuno per sé o per il partito che in quel momento rappresenta, ad appropriarsi della paternità della realizzazione del progetto, in questo caso la ciclabile. è la solita scena cui ormai da decenni si assiste a qualsivoglia presentazioni di progetto pubblico o para-pubblico.

Ma in quel 14 settembre, a Ponte Nizza, un altro aspetto è emerso dalla passerella: la vergogna. Non si spiega altrimenti il fatto che nei giorni precedenti l’evento siano state tagliate e in qualche modo ripulite, e devo dire bene,  le erbacce che costeggiavano il percorso stradale che dall’Oltrepò porta a Ponte Nizza.

Trattori e mezzi meccanici che anche la mattina stessa della presentazione andavano avanti ed indietro, a destra e a manca a tagliare erba, tant’è che sui social, sui blog e nei bar la domanda era la stessa: “Ma cosa sta succedendo?” Semplice: stava succedendo che i politici provando vergogna delle loro strade ci stavano “mettendo una pezza”.

Perché avevano vergogna? Perché molti, non tutti, ma molti… di questi politici “Aien di sȃbar” (sono dei mastelli). Uno che non parla bene il dialetto oltrepadano, che non ne conosce le più fantasiose sfumature, non comprenderà. Cosa significa essere dei “mastelli”?

Spieghiamo: come ben sapranno i nostri vecchi, i “sȃbar” (mastelli) non sono solo recipienti svasati verso l’alto, per lo più a doghe in legno, ma in epoca più recente anche in metallo o materiale plastico, due delle quali sporgenti e forate in modo che, facendovi passare un bastone o una corda, si possa trasportarlo più facilmente: un mastello di uva, un mastello d’acqua, ma anche un mastello di panni da lavare ed anche un mastello dove le mamme facevano fare il bagnetto ai bambini.

Al di là dell’utilizzo domestico però ha anche un’altra valenza nel dialetto oltrepadano: indica una persona, non necessariamente cattiva, anzi molto spesso un bonaccione, ma con la “testa vuota” o che compie azioni sbagliate per inadeguatezza intellettuale. Dire ad una persona “T’è propri un sȃbar” ( Sei proprio un mastello) vuol dire che in maniera omnicomprensiva ha un vuoto “pneumatico” all’interno della sua testolina.

Ecco, il tagliare l’erba lungo i fossi perché doveva arrivare qualche politico extra zona è la dimostrazione che i nostri politici, alcuni e non tutti… per fortuna… sono dei “sȃbar”, perché hanno provato vergogna nei confronti dei politici “furèst” arrivati a Ponte Nizza.  Se fossero state persone con un minimo di scienza e coscienza, avrebbero invece dovuto provare vergogna nei confronti dei cittadini oltrepadani, grazie ai quali hanno una poltrona politica o para-politica su cui sedersi ogni mattina e in molti casi anche lo stipendio assicurato. Dovrebbero provare vergogna nei confronti degli oltrepadani che li hanno votati, permettono loro, ai “sȃbar” per intenderci,  di indire gare d’appalto pubbliche e para-pubbliche e similari, che non saranno una fonte di reddito per politici e tecnici, ma certamente in molti casi, e le cronache ne sono piene, possono diventare un bel modo per sbarcare il lunario…. più agevolmente.

Così, invece di pulire le strade e tagliare l’erba dei fossi, non pulire i fossi, che è cosa diversa, fossi che sono da anni che non vengono puliti, basta vedere cosa sta succedendo in queste ore con le strade allagate,  perché arriva qualcuno da “fuori” che può essere o il politico di turno o il loro padrino pseudo politico, avrebbero dovuto (e sono anni che non lo fanno) mettere a posto le strade dell’Oltrepò, strade che sono in stato pietoso, tutte, anche le arterie principali.

E non è vero che le strade dell’Oltrepò sono uguali alle altre strade delle zone limitrofe, balla colossale, basta andare in provincia di Piacenza o in qualsiasi provincia della Lombardia, per rimanere in tema territoriale, per rendersi conto che le strade di quelle province, chi più, chi meno sono molto meglio tenute delle nostre.

Allora io dico: se nelle altre zone lombarde e regioni limitrofe le strade sono migliori, vuol dire che i soldi per metterle a posto e per mantenerle decenti ci sono, o meglio c’erano… forse nelle altre regioni sono stati più bravi a farsi erogare più fondi o forse hanno eseguito i lavori di manutenzione con più criterio, comunque sia andata questa è la dimostrazione di come la maggioranza dei nostri politici possa essere classificata come un “sȃbar”.

Non è la prima volta che muovo critiche ai nostri politici, critiche che alla luce dei fatti sono incontestabili e lì da vedere… E pensare che c’è qualche politico più “sȃbar” degli altri, e da noi in dialetto oltrepadano si dice “sȃbròn” (grosso mastello) che si è anche offeso e come un bambino capriccioso che pesta i piedi ha dichiarato “Io con voi non parlo più”, che più che una minaccia suona come il ritornello di una canzone da bimbominkia. Altri difronte alle critiche hanno cercato di appigliarsi all’argomentazione (per un “sȃbar” è una parola grossa, direi meglio, alla scusa) che stavano e stanno facendo il possibile per migliorare la situazione impegnandosi 365 giorni all’’anno, 24 ore al giorno.

Ecco: se chi s’impegna 365 giorni all’anno h24 (manco fosse un pronto soccorso) a titolo esemplificativo ma non esaustivo ottiene (in riferimento allo stato delle strade, ma l’elenco potrebbe essere lungo) questi risultati… Bisogna solo dire a lui una cosa: “Lasà sta sȃbar, cambia mestè” (Lascia stare mastello, cambia mestiere) Ecco, io mi auguro solo che la prossima volta che arriva un politico, fosse anche il Presidente della Repubblica, massima carica istituzionale dello Stato, non si puliscano i fossi e non si rattoppino alla belle meglio le strade per nascondere la situazione disastrosa, ma invece gli si faccia vedere com’è veramente l’Oltrepò, come sono le strade ed i fossi, a testa alta e senza vergogna!

Di contro mi auguro che vengano rimesse  a posto strade e fossi quando passa un qualsiasi cittadino, un’ ambulanza o un autobus con i nostri ragazzi, perché è ai cittadini che occorre portare rispetto e cercare di presentare il nostro Oltrepò nel miglior modo possibile, a loro, non ai politici che spesso si dimenticano da chi sono stati eletti e mantenuti. L’opera di raffazzonata pulizia fatta per la presentazione di Ponte Nizza è stata una mancanza assoluta di rispetto nei confronti dei cittadini che ogni giorno, per lavoro o per necessità, transitano su strade piene di tombini, cunette, buche, dossi, frane erbacce e boscaglie varie.

Vergognatevi “sȃbar”…ma di fronte ai vostri cittadini!

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