Venerdì, 15 Novembre 2019

5G IN VALLE STAFFORA NEL 2022: «NESSUNA SPERIMENTAZIONE»»

«Ma quale sperimentazione? Sulla vicenda dell’arrivo del 5G in Valle Staffora si è fatta soltanto molta confusione». A intervenire in modo deciso sulla vicenda sono gli amministratori dei comuni direttamente interessati dall’attivazione di un servizio che, contrariamente a quanto si era detto,  è tutt’altro che in procinto di entrare in funzione, per lo meno sulle colline oltrepadane. Santa Margherita Staffora, Brallo di Pregola, Val di Nizza e Colli Verdi sono quattro degli otto comuni della Provincia di Pavia in cui la nuova tecnologia per lo scambio superveloce di dati online sarà installata, finiti nell’occhio del ciclone dopo i dubbi sollevati dalle associazioni ambientaliste. Dopo l’allarme lanciato da Legambiente a causa della presunta pericolosità delle onde radio i sindaci dei comuni interessati intervengono per chiarire alcuni aspetti che suscitavano preoccupazione. «La prima cosa da dire è che non è assolutamente vero che saranno posizionate antenne sperimentali nei nostri comuni» chiarisce il sindaco di Santa Margherita Andrea Gandolfi, che di questa iniziativa è stato in qualche misura capofila.

Gandolfi, com’è che il 5G arriva in Valle Staffora?

«Alcuni mesi fa, essendo in contatto con l’onorevole Elena Lucchini, appresi che Agcom, l’Autorità per le telecomunicazioni, imponeva alle aziende concessionarie del servizio 5G (Tim Vodafone e Iliad) di ampliare l’offerta, oltre che alle città medio-grandi, anche a 120 piccoli comuni italiani, in modo da abbattere il cosiddetto “digital divide” (ovvero il divario nella possibilità di accedere ai servizi di rete tra grandi e piccole realtà ndr). Mi sono quindi informato per capire se c’erano le condizioni per poter far sì che anche le nostre aree svantaggiate potessero beneficiarne, facendo fronte comune insieme ad altri sindaci del territorio».

Di questa tecnologia però ancora poco si sa e gli studi scientifici ancora non fugano i dubbi. Non vi siete chiesti se comporta rischi per la salute pubblica?

«Ovviamente sì e mi sono premurato in prima persona di parlarne con fonti autorevoli: i vertici di assotelecomunicazioni e Agicom oltre che con i parlamentari Lucchini e Alessandro Morelli.

Si tratta di una offerta commerciale e non di una sperimentazione. Nessuno “testerà” nulla qui in Oltrepò, anche perché la tecnologia 5G sta già per diventare realtà in città come Roma e Milano mentre sulle nostre colline non entrerà in funzione prima del primo luglio 2022».

Come mai questa data?

«Perché è la data prevista per lo spostamento di tutte le frequenze televisive dalle antenne al satellitare. Il 5G in Valle Staffora andrà ad occupare quello spazio lasciato libero dalla tv: quindi quelle frequenze che lavorano sui 700 mega herz, e non quelle ben più alte che si trovano nelle grandi città».

In altre parole, sta dicendo che il “pericolo” sarà lo stesso rappresentato dalle attuali antenne televisive?

«Esatto, dal punto di vista tecnico non cambierà nulla. Da noi è possibile utilizzare queste frequenze più basse, meno potenti, perché ci sono degli spazi aperti molto ampi e quindi il segnale può viaggiare comodamente. Nelle grandi città invece servono moltissimi ripetitori che devono permettere la trasmissioni nonostante i palazzi che fanno da schermo. Sulla pericolosità o meno di quelle onde non mi esprimo perché non sono un tecnico, ma per quanto riguarda la situazione che interesserà i nostri comuni mi sento di rassicurare tutti».

Fabio Tagliani oltre che vicesindaco del Brallo è anche dottore in ingegneria elettronica. «L’intensità del campo magnetico lavora in maniera inversamente proporzionale alla distanza» spiega. In altre parole, «un’antenna è pericolosa tanto più è vicina. Sulle nostre colline, oltre i trenta metri è come non averle. I telefonini invece – ammonisce - sono un pericolo maggiore, anche se nessuno ovviamente lo fa notare. Tenerli attaccati all’orecchio provoca un surriscaldamento dell’orecchio stesso, una sorta di effetto microonde.  Mi preoccupa, quello sì, vedere sempre più bambini usare questi apparecchi con troppa disinvoltura».

Si è detto che a Brallo sarebbero state installate nuove antenne. Smentisce?

«Non ci sono nuove antenne, come spiegato il 5G si appoggerà a quelle già esistenti e utilizzate per il 4G, occupando le frequenze lasciate libere dalla televisione. Un’altra delle falsità che sono state dette è che i comuni riguardati da questa offerta saranno delle specie di “cavie”. Cosa assolutamente non vera: primo perché la tecnologia 5G sta per partire a Roma e Milano e secondo perché, in ogni caso, quella che arriverà da noi si appoggerà a frequenze di tipo diverso rispetto a quella delle grandi città. Nessuno sperimenterà niente sulla pelle dei nostri cittadini».

Anche il sindaco di Val di Nizza Franco Campetti rassicura la popolazione e lancia una stoccata alle associazioni ambientaliste, ree a suo dire di aver causato eccessivo allarmismo. «Senza sapere come stavano le cose hanno iniziato a portare avanti delle battaglie che qui da noi non aveva senso fare» attacca.

«Le facessero a Roma o a Milano se proprio vogliono, qui il 5G se arriverà arriverà nel 2022, non si capisce quindi proprio dove stiano i rischi per il territorio, visto che da oggi ad allora, se sorgerà qualche tipo di problema relativo alla sicurezza per la salute, avremmo di certo tutto il tempo per prendere provvedimenti o anche bloccare il progetto».

di Christian Draghi

 

«Nessun pericolo per i cittadini»

Sul caso 5G Assoteleomunicazioni ha emanato un comunicato a fronte delle numerose richieste di chiarimento provenienti dai Comuni della zona. Nel testo, a firma del presidente Pietro Guindani, l’ente ricorda come Agcom abbia posto «specifici obblighi di copertura 5G con frequenze in banda 700MHza favore dei 120 comuni della lista» e come «L’onere di realizzare la copertura sarà a totale carico degli operatori e dovrà avvenire nel pieno rispetto della normativa in materia di edilizia e urbanistica e delle altre leggi in materia, inclusa la normativa in materia di limiti elettromagnetici sul cui rispetto vigilano le Agenzie regionali di protezione dell’ambiente».

Assotelecomunicazioi precisa poi che «non si tratterà di una sperimentazione 5G, bensì dell’offerta di servizi commerciali». Dal punto di vista tecnico, si evidenzia come «l’obbligo di copertura non riguarda le frequenze “millimetriche”, ma le stesse frequenze a 700 Mega-Hertz che nel Suo comune sono attualmente già utilizzate da molti anni (probabilmente oltre 30 anni) dalle reti televisive locali, frequenze che le reti televisive libereranno per trasferirne il diritto d’uso agli operatori di telecomunicazioni».

Riguardo ai dubbi sugli effetti per la salute pubblica, Assotelecomunicazioni scrive che «l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici delle reti 5G sarà mantenuta entro i limiti vigenti in Italia sin dal 2001, identici ai campi elettromagnetici delle reti 4G, 3G e 2G già in funzione» rimarcando poi che «i campi elettromagnetici 5G non incrementeranno i livelli dei campi elettromagnetici delle reti nel loro complesso rispetto ad oggi, perché la somma dei campi di tutte le reti, antenna per antenna, non dovrà in alcun caso superare la soglia massima consentita».

La medesima ricorda poi come «
le Agenzie regionali di protezione dell’ambiente (ARPA) effettuano controlli in via preventiva al momento dell’autorizzazione all’installazione degli impianti ed anche successivamente durante l’esercizio delle reti». 


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