Martedì, 17 Settembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - TERME DI SALICE ALL’ASTA: LA FORTUNA È CIECA, MA LA “SFIGA” CI VEDE BENISSIMO... SCHETTINO INSEGNA!

Le Terme di Salice, il giorno 8 Ottobre, andranno all’asta per poco meno di 5milioni di euro, per la precisione € 4.975.000,00, con offerta minima per la partecipazione alla vendita di € 3.731.250,00. Le valgono? Non le valgono? Le opinione sono le più disparate. A mio giudizio non le valgono, o meglio non le valgono oggi; le valevano fino al momento della chiusura dello stabilimento termale a fine dicembre 2017, fallite poi nel marzo 2018, allorquando, senza grossi investimenti, si sarebbero potute riaprire il giorno successivo allo stesso acquisto, in quanto impianti e macchinari erano ancora funzionanti. A distanza di quasi 2 anni dal fermo-impianti, ho la ragionevole certezza che la maggior parte delle attrezzature e degli impianti stessi non sia più solo da “mettere a posto”, ma bensì da buttare via. Questo vale certamente per l’impianto di trasporto dei fanghi e per gran parte delle tubature e sistemi meccanici e idraulici di conduzione delle acque termali, ma la lista potrebbe essere assai più lunga.

Alla luce di questo scenario, ho la sensazione che la prima asta delle Terme andrà deserta, così come del resto è stato per quella che, fino al 2015, era stata una parte delle Terme stesse, cioè Il Nuovo Hotel Terme, hotel “sfilato” dall’ultima proprietà... vabbè, si far per dire “Proprietà”... nel silenzio generale di tutti, anche di chi sapeva, del pre, durante e post vicenda, l’asta per la sua vendita è andata deserta per ben 2 volte. Per il Nuovo Hotel Terme si era partiti nel 2018 con una base d’asta di € 2.075.000,00, con offerta minima per la partecipazione alla vendita di € 1.556.250,00: poi, a maggio 2019 la seconda asta con base € 1.556.250,00, con offerta minima per la partecipazione alla vendita di € 1.167.187,50. Si attende la terza asta, che avrà molto presumibilmente base di € 1.167.187,50, con offerta minima per la partecipazione alla vendita di € 875.390,60, ed anche questa a mio giudizio andrà deserta, perché alcuni, pochi, non molti a dir il vero, aspettano che il prezzo scenda ancora intorno ai 600-650mila euro... Ritornando alle Terme di Salice, dopo la prima asta, ci sarà successivamente un ribasso del 25%, pertanto il valore d’acquisto delle Terme scenderà a € 3.731.250,00, cifra che rimane comunque un po’ alta, ma magari qualcuno interessato si trova… a meno che non si decida di fare “spezzatino”, cosa possibile e già da me scritta, proprio su queste pagine, dopo pochi mesi dal fallimento. Ecco, in questo caso la soluzione di vendere a “pezzi” sarebbe la fine delle terme salicesi... La realtà è che il vero problema non è trovare un nuovo acquirente disposto ad acquistare le Terme di Salice: il vero problema è rimetterle in funzione! L’investimento, solo per la parte stabilimento termale, sarà più o meno quanto sborsato per l’acquisto! Altro problema, con lo sciagurato, imprenditorialmente, accordo tra Comune e Terme, il parco è gravato da servitù perpetua (anche se nel caso i nuovi proprietari, fossero costoro imprenditori e non pseudo-politici-imprenditori, gli stessi cercherebbero, con buone possibilità di successo, di annullare il cappio sciagurato che toglie alla proprietà delle Terme il parco, che da sempre è una sua proprietà); inoltre, una serie di locali, ubicati nel parco, di proprietà delle Terme, pagano l’affitto al Comune: e già questo fa ridere… e lo dovranno pagare ancora per molti anni… al Comune (anche in questo caso, un nuovo proprietario serio cercherà di annullare questo accordo). In tutto questo andirivieni di aste, di silenzi sulla ricerca dei responsabili e dei collusi, mi fanno tenerezza le parole del sindaco - geometra  di Godiasco, che auspica l’arrivo di qualche gruppo seriamente interessato ad investire sulle Terme e su Salice in generale. Il buon sindaco – geometra, Fabio Riva, dovrebbe aver capito; ma evidentemente così non è, e da qui la mia tenerezza, dopo che ha partecipato a tutte le decisioni - sbagliate -  dal 2004 ad oggi sulle Terme di Salice, che come si dice in dialetto oltrepadano:  “ag na nò centrà iuna” (non ne ha centrata una). Del resto, la cronologia dei fatti è palese:

1) C’era Lui nel consiglio comunale godiaschese,  guidato dal sindaco De Antoni,  quando venne deciso che il buon Somensini non era capace e che il direttore commerciale di allora guadagnava troppo e bisognava mandarli via.

2) C’era Lui nel consiglio comunale godiaschese quando venne raccontato, nel senso proprio di raccontare, tipo una favola, che il passivo del 2004 era passato in soli tre mesi da 300 mila euro ad un milione ed ottocento mila.

3) C’era Lui nel consiglio comunale godiaschese quando venne raccontato, nel senso proprio di raccontare, tipo una favola, che il problema delle Terme era causato dal contratto Juventus. Contratto che documenti alla mano, alle terme non doveva costare un solo euro. Ripeto documenti alla mano, poi c’è chi vuole credere alle favole raccontate a quei tempi.

4) C’era Lui nel consiglio comunale godiaschese quando venne raccontato che bisognava trovare un’acquirente per le terme, urgentemente e quasi a qualsiasi prezzo.

5) C’era Lui nel consiglio comunale godiaschese quando venne deciso di vendere… si fa per dire... le Terme al gruppo Camuzzi, che poi, e mica tanto “poi”, fallì.

6) C’era Lui nel consiglio comunale godiaschese, guidato questa volta dalla sindachessa Corbi, quando il Gruppo Fabiani diceva che voleva fare un grande lago termale nel…. parco di Salice...

7) C’era Lui, non nel consiglio comunale godiaschese perché si era preso una pausa di riflessione politica in quel momento di “riflessione” politica, nel veder accogliere con grandi enunciazioni dalla sindachessa Corbi l’arrivo di Rosada come nuovo proprietario delle terme e veder successivamente firmare il ridicolo, perché bisogna ridere per non piangere, contratto comune-terme per l’utilizzo del parco delle terme.

8) C’era Lui, questa volta come sindaco, a ringraziare la magnifica collaborazione ottenuta dal “patron romano” delle Terme, Dionisi, gruppo che ha portato le terme in men che non si dica al fallimento. Non ci voleva molto per sapere chi erano “i romani”, quando sono arrivati a me sono bastate due telefonate, ed infatti proprio su queste pagine ho scritto, con dovizia di particolari e più volte chi erano i romani… forse al sindaco-geometra ne sarebbero state necessarie di più, alla luce dei fatti, molte di più, ma poi avrebbe capito.

Ora il sindaco-geometra parla, timidamente (e c’è ben da capirlo, ecco perché mi fa tenerezza...), forse inebriato dal fatto che il nuovo presidente della Comunità Montana dell’Alto Oltrepò, Giovanni Palli, gli ha elargito la carica di Vicepresidente con delega a Turismo, Sport e Attività Produttive. Carica al turismo che, a mio giudizio, dopo le decisioni alle quali il sindaco - geometra ha partecipato per le Terme e per Salice Terme e viste le condizioni turistiche in cui versa la ex località termale, è un po’ come se a Ministro della Marina fosse stato nominato il Comandante Francesco Schettino, tristemente noto per la tragica vicenda della Costa Concordia, vicenda che presenta diverse analogie con Salice Terme: in primis l’affondamento, anche se per fortuna a Salice, a differenza della Costa Concordia, l’affondamento non ha mietuto vittime, se non dal punto di vista economico... Al nostro sindaco, il geometra Riva, val la pena ricordare, perché ogni tanto ci si dimentica, tutti i passaggi inequivocabili sopracitati con carte e testimonianze alla mano nei quali era presente in varie ed eventuali vesti, fino all’apoteosi del fallimento, pardon… fino all’investitura da sindaco di Godiasco, nella vicenda Terme di Salice.

Terme di Salice che erano fino al 2004 la nave ammiraglia del turismo oltrepadano, miseramente affondata sullo scoglio dell’incapacità manageriale di chi da quell’anno in poi ha “gestito”, vabbè si fa per dire, le Terme, e delle pessime decisioni politiche. A proposito: qualcuno ci ha guadagnato qualcosa in questo andirivieni di proprietà e fallimenti?

Bisogna però dar atto al sindaco-geometra che  tutte le colpe non sono sue: è anche stato sfortunato. è capitato in un momento difficile, si è trovato di fronte ad eventi e a dover prendere decisioni e accettare o condividere decisioni al di là delle sue pur ben note ed evidenti capacità.

Ben note ed evidenti capacità anche turistiche... no, ecco: turistiche questo no, meglio soprassedere. Eventi e fatti alla mano, per il turismo ha dimostrato di aver poche ma ben confuse idee... però, per il resto, nulla da obbiettare: “suma a post insì” (siamo a posto così), Ben note ed evidenti capacità!

Ammesso sia stato sfortunato, la storia, ma anche la scaramanzia, ci insegna che questo non è un buon motivo per essere assolti, o compatiti, anche se gli sfortunati fanno tenerezza, perché alla sfortuna viene da molti e spesso data grande importanza: a Napoli, dove notoriamente sono estremamente superstiziosi, e gli sfortunati sono visti come fumo negli occhi e i napoletani si “toccano” di ogni per allontanare il malocchio...

Del resto, riguardo alla sfortuna, basta rileggere le pagine della storia. La storia insegna che uno dei più grandi condottieri, l’imperatore Napoleone Bonaparte, quando doveva scegliere i propri generali era solito chiedere: “Non mi interessa molto se è bravo, vi chiedo se è fortunato”. Ecco: con Napoleone Bonaparte forse... il sindaco di Godiasco, il geometra Schettino, pardon Riva, non si sarebbe occupato né delle Terme, né di Salice Terme, né della Comunità Montana.  E forse sarebbe stato meglio così, perché la fortuna è cieca, ma la “sfiga” ci vede benissimo.

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