Domenica, 22 Settembre 2019

OLTREPÒ PAVESE - RETORBIDO - TRIUMPH ADVENTURE EXPERIENCE, APRE IN OLTREPÒ LA SCUOLA DI GUIDA SICURA

A Retorbido è sorta la prima scuola di guida e perfezionamento off-road di Triumph Motorcycles, scuola che si propone di fornire un supporto tecnico e teorico per migliorare le proprie capacità di guida su percorsi in fuoristrada, ovviamente alla guida di una moto Triumph. Fondata nel 1902, Triumph Motorcycles ha festeggiato 110 anni di produzione motociclistica nel 2012. Da oltre venti anni ha sede a Hinckley nel Leicestershire. Le motociclette Triumph occupano un posto unico nella storia degli International Six Day Trials, essendo state utilizzate da pluripremiati team britannici, quanto da Steve McQueen nella sua partecipazione del 1964. La responsabilità della Triumph Adventure Experience è stata affidata a Gianluca Canobbio, originario di Pontecurone ma oltrepadano e codevillese d’adozione, istruttore di moto e auto da più di vent’anni. Una vita passata nel motorsport la sua, sia sulle quattro che sulle due ruote, aprendo la sua prima scuola di enduro con Honda nel 2000. «Ma già vent’anni fa avevo in mente qualcosa… con le moto grandi» dichiara Canobbio e quel qualcosa da quest’anno si è tramutato in un progetto concreto: la Triumph Adventure Experience appunto, che segna un grande ritorno di un’icona del motociclismo mondiale, la Triumph, in Oltrepò.

Canobbio perché Triumph ha scelto proprio l’Oltrepò ed in particolar modo Retorbido per sviluppare questo progetto?

«Senza dubbio il fatto che io sia oltrepadano con un forte legame con il territorio, che amo e che considero “carico” di potenzialità ha incanalato la scelta di Triumph. Ci sono però anche dati oggettivi quali la posizione logistica dell’Oltrepò a due passi da Milano dove si trova la nostra sede italiana e la presenza di percorsi naturali utilizzabili tutto l’anno, dove tutte le condizioni e le difficoltà della guida in fuoristrada sono presenti».

Il campo pratica si trova a Retorbido…

«Si trova all’interno dei 60 ettari dell’azienda vitivinicola Marchese Adorno, è stato realizzato  un training camp di 5 ettari ed un circuito di 2200 metri, nei 27 ettari circostanti sono stati studiati percorsi da 10 a 100 km con diversi gradi di difficoltà. Io amo definire questa location “la casa di campagna” di Triumph Motorcycles».

Oltrepò terra di vino e voi avete scelto una Cantina. Come mai questo connubio?

«Gli inglesi hanno la birra, noi il vino… Battute a parte, il tutto nasce dal fatto che abbiamo trovato un partner che ci ha concesso casa sua per farla diventare un po’ casa nostra… Marchese Adorno è sinonimo di qualità per cui si sposa perfettamente con il nostro marchio che senza dubbio nell’ambito delle due ruote rappresenta un’eccellenza».

Un’icona mondiale come Triumph  conosciuta in tutto il mondo, che vantaggi può dare attraverso la vostra scuola, all’azienda che vi ospita e più in generale all’Oltrepò?

«La Cantina ha certamente un grande ritorno d’immagine attraverso tutto quello che noi pubblichiamo inerente alla nostra location, abbiamo milioni di followers pertanto quando pubblichiamo qualcosa viene vista da milioni di utenti, e questo è un primo aspetto diciamo virtuale, poi c’è l’aspetto reale e concreto: portiamo gente da tutta Italia e speriamo presto di portare gente da tutto il mondo. Certo non lavoriamo con un pubblico locale, bene accetto chi vuol venire, ma i nostri clienti arrivano principalmente da Torino, Mantova, Viterbo, Roma e vengono in Oltrepò e a Retorbido per la Triumph Adventure Experience, non per altro. Pensi che solo al lancio stampa del progetto sono intervenute per 44 testate giornalistiche sia del settore che generaliste e diverse televisioni, da Mediaset e Rai a Sky ed erano presenti i concessionari Triumph di tutta Italia, quindi anche dal punto di vista della visibilità essere una casa ufficiale dà importanti vantaggi».

Avete riscontrato difficoltà durante la realizzazione del campo partica?

«Non molte a dire il vero, i carabinieri forestali  hanno controllato l’avanzamento dei lavori e abbiamo ottenuto i permessi senza alcuna difficoltà, forse anche grazie al fatto che abbiamo cercato di fare tutto ad impatto Zero e tutto bio degradabile, anche le fettucce per fare un esempio, sono di carta. Non ultimo, noi utilizziamo moto perfettamente omologate e che fanno pochissimo rumore, siamo scuola di guida sicura e non agonistica per cui non siamo fastidiosi e non diamo quelle problematiche che si potrebbero riscontrare in altre discipline».

Oltre alla sinergia con l’azienda che vi ospita, avete in essere altre collaborazioni con imprese locali?

«Marchese Adorno ci dà continuamente supporto, non solo ha allestito il campo scuola ma si impegna nella costante manutenzione di cui necessita, dalla potatura degli alberi al taglio dell’erba al portare ghiaia sui percorsi, quindi certamente in questo siamo stati molto fortunati. Un occhio di riguardo è stato riservato agli accompagnatori che potranno usufruire di alcuni pacchetti hospitality: al Golf Country di Salice Terme  location che ospiterà la cena di Gala del venerdì e del sabato in cui ci saranno i corsi e dove si potrà passare una giornata usufruendo dei servizi della struttura, inoltre abbiamo una partnership anche con le Terme di Rivanazzano, per mettere a disposizione degli accompagnatori una o più giornate benessere e spa».

Pranzi e cene a base di prodotti oltrepadani?

«Assolutamente sì, un menu ligth considerando il fatto che chi usufruisce del menu deve fare un’attività fisica molto impegnativa, indipendentemente dal fatto che l’allievo sia allenato, la fatica si fa sentire in modo pesante. E purtroppo…. pranzi a base di acqua… Durante la cena invece sono ammessi moderatamente gli alcolici…».

Veniamo ai corsi: come sono organizzati?

«Sono impostati su tre livelli: base, intermedio ed esperto. I corsi hanno la durata di una giornata e mezza, ogni corso avrà un numero massimo di 15 presenze proprio per consentire agli istruttori di seguire al meglio il cliente. I partecipanti potranno accedere al corso utilizzando la propria moto che deve essere idonea per l’esperienza e con pneumatici tassellati o affittando una delle 10 motociclette messe a disposizione dell’organizzazione. Ci tengo a precisare che passare il primo livello non dà il diritto automatico al passaggio successivo, siamo fiscali e non commerciali perché noi vogliamo essere fermi e non muoverci da quello che è il discorso di didattica e di apprendimento».

Cosa insegnate in questa giornata e mezza?

«L’obbiettivo è far conoscere al corsista i propri limiti, alzandone l’asticella delle capacità e infondendogli sicurezza e padronanza  nella guida a livello teorico e pratico. Fare un corso di questo tipo, in fuoristrada, permette di portare a casa un bagaglio ed un’esperienza che servirà anche nella guida su strada, non a caso grandi piloti su pista come Valentino Rossi o Marquez si allenano sul fuoristrada, perché in condizioni di aderenza limitata il pilota tira fuori le sue capacità, le sviluppa e le migliora»

I corsi si svolgeranno solamente all’interno del traning camp di Retorbido o è previsto un giro per le strade dell’Oltrepò?

«Facciamo sempre un tour finale per le strade dell’Oltrepò,  dove l’allievo può mettere in partica ciò che ha imparato e devo dire che tutti e dico tutti rimangono positivamente impressionati dal nostro territorio».

Qual è l’età media di un possessore di Triumph e di chi partecipa ai vostri corsi?

«Di un possessore Triumph non saprei siamo trasversali, abbiamo una linea che coniuga tutte le età, dal ragazzo giovane  al signore più maturo. Il nostro tipo di clientela invece è una clientela di motociclisti over 50 molto spesso forse perché siamo un’azienda Premium, le nostre moto costano per cui chi si avvicina ha un medio alto potere d’acquisto e poi sono moto grandi e pesanti, il ragazzino inizia con altro, con qualcosa di meno impegnativo».

Nel 2020 in Oltrepò ci sarà la Sei giorni, l’Olimpiade della moto, il parco assistenza, cuore della manifestazione, sarà a poche centinaia di metri dal vostro campo scuola. Come vede l’evento?

«Sono felicissimo, nasco qui e sono 40 anni che vado in moto su fuoristrada, è come per un appassionato di calcio vedere i Mondiali a casa propria. Come Triumph al momento posso dire che essendo due mondi molto diversi non vedo come possano nascere sinergie, anche se non dimentichiamo che  con la Triumph, Steve McQueen disputò la Sei Giorni con la squadra americana, inoltre uno dei miei istruttori, Angelo Signorelli, è uno degli uomini che hanno fatto grande l’Italia del fuoristrada con 14 partecipazioni alla Sei Giorni di enduro con 8 vittorie a squadre e 2 assoluti».

In Oltrepò la Sei Giorni di enduro è stata colta da una parte come una grande opportunità mediatica e economica, ma un’altra parte sostiene che “rovinano le strade”. Da endurista storico e dopo aver fatto enduro in tante parti del mondo, è vera questa accusa?

«Aprirei una parentesi. Non concordo sul fatto che le moto rovinano le strade, la maggior parte dei sentieri e mulattiere rimangano aperte grazie alle moto ed ai fuoristrada che li puliscono e vi passano, pertanto molti di questi sentieri non ci sarebbero più e non sarebbero fruibili neanche da coloro che oggi li utilizzano a piedi. Ne parlo da endurista rispettoso, per cui non concordo con questa accusa».

Lei che ha assistito a diverse Sei Giorni ed è anche imprenditore, vede in questa manifestazione un “affare” per l’Oltrepò?

«Assolutamente sì, numeri alla mano. Per una settimana l’Oltrepò  avrà presenze e passaggi molto importanti, spero li sappiano sfruttare».            

di Nilo Combi

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