Lunedì, 21 Ottobre 2019

OLTREPÒ PAVESE - MAESTRE CHE PICCHIANO I BAMBINI A LORO AFFIDATI, ASSISTENTI SANITARI CHE MALTRATTANO ANZIANI INDIFESI …. IN REALTÀ MOLTI SANNO MA NESSUNO PARLA

La cronaca  ci racconta molto spesso e sempre più frequentemente di violenze inaudite indegne di un Oltrepò civile, come pensavamo fosse, finalmente, diventata la nostra terra. Forti  dei diritti umani finalmente riconosciuti e raggiunti. Ma  oggi, anziché osservare comportamenti virtuosi consoni alle conquiste civili civiche e umane,  siamo immersi in una sorta di marasma di odio, di cattiveria che non s’era mai visto. La violenza impera dai dibattiti sui social alle scuole materne ed anche alle case di riposo .  Si dirà che l’uomo ha dato il peggio di sé nei secoli,  come la storia insegna. Nulla di nuovo, dunque. Eppure nessuno mi toglie dalla testa che questi atti inconsulti  e  perfidi senza senso e  senza scopo , sia dovuta a una  qualche alterazione della psiche .  Non naturale ma indotta. Assistiamo a quanto di peggio si possa pensare  a livello personale e collettivo, sebbene  in  gruppi circoscritti.

In Oltrepò la cronaca racconta che ci sono maestre che picchiano i bambini a loro affidati, assistenti sanitari che umiliano, maltrattano e picchiano anziani, malati e diversamente abili,  figli che malmenano genitori, genitori che malmenano figli perchè piangono e sono fastidiosi.  Ragazzini che per passare il tempo si divertono a fare stalking  e molestie a vari livelli verso loro  simili fragili e indifesi per puro divertimento. Spesso si scopre che in realtà molti sapevano ma nessuno parlava. E, allora c’è da chiedersi perché nessuno prende a cuore veramente  questa piaga sociale che ci sta distruggendo.  Con molta probabilità, quello che emerge è solo la punta dell’iceberg. Quelli raccontati e divulgati dai media sono eventi marginali e sopratutto non co toccano direttamente, anche se avvengono a pochi kilometri a poche centinaia di metri da casa nostra. 

E così ce ne laviamo le mani. 

In Oltrepò si ricordano i delitti degli anni 60-70-80 ed anche 90,  ancora oggi  vividi nella memoria della gente.   Perchè davvero rari se non  occasionali . Quelli attuali  probabilmente saranno destinati a cadere nell’oblio, per assuefazione.  L’eco emotiva è scandita dai mezzi di comunicazione. Tutto l’apparato mediatico emotivo sembra somigliare più ad un immenso metabolizzatore di violenza  piuttosto che a un libro in cui viene impressa la memoria. Immagini, suggestioni che appaiono e scompaiono con tale  velocità da dimenticare e sovrascrivere continuamente un’emozione con quella successiva.

E questo è il pericolo vero.

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