Giovedì, 19 Settembre 2019

OLTREPÒ PAVESE, A MAGGIO 55 SINDACI SARANNO ELETTI. QUANTI VOLTAGABBANA?

Voltagabbana – Chi cambia opinione e idee, per opportunismo, per tornaconto personale, con grande facilità e leggerezza (sinonimo di banderuola). Questa è la definizione che fornisce l’Istituto Treccani dei “voltagabbana”.  Nel voltagabbana c’è una questioncina preliminare da sciogliere: che diavolo sarebbe questa “gabbana” che proditoriamente si volta?

La parola deriva da “gabbano”, dall’arabo qaba, di origine persiana, e, oltre all’uso militare in età moderna, indica una veste da lavoro usata da contadini, operai. Come si vede l’espressione deriva dal contesto militare nel quale i soldati disertori indossavano le giubbe al contrario per non farsi notare ed essere quindi riconosciuti. In Oltrepò a maggio ci saranno le votazioni per il parlamento europeo ed anche quelle per il rinnovo dei consigli comunali di 55 comuni. Molti analisti politici affermano in base ai dati elettorali a loro disposizione che mentre alle elezioni politiche, regionali ed europee, l’elettore tende ad affidarsi al partito, alle elezioni comunali, soprattutto nelle realtà medio piccole, si tende a votare la persona.

L’ “uomo”, come si usa dire: in Oltrepò in questi mesi ci sono politici ad ogni livello che stanno cambiando casacca o cercano di farlo. Chi dal centro va a destra o sinistra, chi da destra o da sinistra va al centro, l’importante per questi “uomini” politici oltrepadani  è stare dalla parte che loro considerano del più forte, dalle parte di chi permetterà loro di vincere, di chi permetterà loro di mantenere o conquistare una poltroncina, una sedia, uno sgabello. Questa tattica, sia in Italia che in Oltrepò, ha sempre ragione a prescindere dalle ragioni. Oggi l’Oltrepò è in apnea politica, economica, produttiva, occupazionale e sociale, con poche speranze in un futuro dignitoso. Un territorio a rischio eutanasia che come non mai avrebbe bisogno di una classe politica adeguata, capace ed intraprendente, in grado di voltare pagina per promuoverlo.

Facile a dirsi, difficile a farsi. In questi anni alcuni sindaci hanno lavorato bene, altri hanno lavorato alla spera in Dio… hanno avuto poche e confuse idee e le poche cose che hanno messo in pratica, che ai più dovrebbero sembrare ordinaria amministrazione, hanno cercato di pubblicizzarle in ogni modo, su giornali e social principalmente, come se fossero la scoperta dell’America quando in realtà era solo la scoperta dell’acqua calda. La politica oltrepadana, ma non solo, oggi fa ribrezzo a molti e  soprattutto ai giovani, perché esistono anche loro. Alle prossime elezioni comunali ci saranno molti “uomini”, ne sono certo, che da uno schieramento passeranno ad un altro, da un’area politica si schiereranno con quella che a loro, al momento, sembrerà quella migliore per vincere le elezioni. Questi “uomini” - candidati li potete chiamare transfughi, fuoriusciti, pentiti, stabilizzatori, oppure, molto più semplicemente, traditori o, appunto, “voltagabbana”.

Sono pseudo-politici che, per ragioni di natura personale, a seconda delle convenienze, passano da una lista a un’altra, con buona pace dei presunti ideali e degli elettori. è un tema vecchio, certo, quello degli “opportunisti” pronti a salire sul carro del vincitore. Per questi “uomini” che si candideranno alle prossime elezioni comunali, la politica non c’entra nulla, c’entrano l’ego, la fame di protagonismo e magari di uno stipendio, che con i tempi che corrono non guasta mai o di qualche poltrona da qualche parte, purché sia una poltrona, se retribuita meglio, altrimenti come spesso accade, faranno di tutto per trasformare, sottobanco, quella poltrona non retribuita in una poltrona retribuita, perché … anche questi “uomini” voltagabbana tengono famiglia. Mediocrità, tornaconto e ambizioni personali sono le vere leve del voltagabbana. Gente che usa la politica come ascensore sociale o per tornare in auge o per sistemarsi. A mio modesto avviso, di questa gente l’Oltrepò non ha più bisogno, se mai ne ha avuto. L’Oltrepò ha bisogno di sindaci che non buttino via i soldi pubblici in opere pseudo faraoniche, in cattedrali nel deserto, vero che non ce ne sono molte in costruzione, ma qualcuna c’è… e molto costosa. C’è bisogno di sindaci che invece di costruire o accettare, perché magari una strada pur passando nel loro territorio comunale è di competenza di altri enti, rotatorie ed altri interventi simili, si battano per mettere a posto le strade, che in Oltrepò, più di ogni altra zona attigua, sono in stato pietoso. L’Oltrepò ha bisogno di sindaci che di fronte a un ente pronto a donare soldi pubblici per opere inutili sappia dire: “Non li voglio, voglio soldi per fare cose utili, in primis le strade”. Sindaci coraggiosi… pensate se un sindaco invece di accettare soldi per rimettere a posto, molto spesso per l’ennesima volta, un locale di proprietà comunale per farci dentro qualcosa d’inutile (l’Oltrepò è pieno di cose inutili pagate con il danaro pubblico) li rifiutasse e a gran voce, facendolo sapere a tutti, dicesse ai quattro venti: “Io non butto danaro pubblico in cose di secondaria utilità, chiedo che questo danaro pubblico mi venga dato per cose di primaria utilità”.

Le cose di primaria utilità sono semplici da individuare: le strade, i fossi, le frane e le agevolazioni affinché chi lavora possa farlo.

Qualche sindaco dirà…”ehhh, ma il finanziamento era per quella cosa lì, che so anche io che è inutile, ma cosa facevo, rifiutavo i soldi?”. Sì, li rifiutavi e lo facevi sapere a tutti, e sono certo che i tuoi concittadini ti avrebbero capito e applaudito, certamente di più che non per aver preso e in pratica buttato soldi per inaugurare l’ennesima stanza adibita a pseudo museo, o quando hai inaugurato l’ennesima rotatoria o altre amenità simili non certo di primaria utilità.

Un sindaco coraggioso, un Uomo e non un voltagabbana, interessato solo allo sgabello politico, farebbe così. Ripeto facile da dirsi, difficile da farsi, ma soprattutto, difficile trovare candidati e futuri sindaci così, dei sindaci-uomini “sferomuniti” (non vogliamo scadere nel volgare, quindi usate la fantasia).

In un momento come quello attuale  dove in Oltrepò latitano certezze e sono molto pochi i  punti di riferimento, ritengo anche che qualche volta cambiare idea sia legittimo e qualche volta persino giusto. Anche per un uomo politico. Il problema è un altro: in Oltrepò non abbondano i ripensamenti ma i riposizionamenti. Molti non cambiano idea, si limitano a cambiare posto, collocazione o poltrona e, sebbene cerchino di nobilitare in ogni modo la loro decisione, lo fanno soprattutto per convenienza personale e raramente per scelta ideale.

Cesare Romiti una volta ebbe a dire che tutti hanno il diritto di cambiare idea, ma tutti dovrebbero anche sentire il dovere di restituire, contemporaneamente, la dote. Ma non sembra che questo accada molto di frequente, anche perché, assai spesso, i voltagabbana alla capacità di mettersi al vento uniscono un’invidiabile e inossidabile faccia di bronzo. Vedrete che qualche candidato sindaco o consigliere comunale alle prossime elezioni comunali, pur magari noto per i suoi acrobatici cambiamenti di casacca, se gli fate notare la cosa vi risponderà: “Lei si sbaglia, io sono sempre fermo al mio posto, sono gli altri che si spostano”. Ecco delle facce di…”bronzo”, che magari diranno che questa è “l’arte della politica”. Magari sarà anche vero, “ma ghe no da vantàs” (“non c’è da vantarsi”).

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