Martedì, 19 Marzo 2019

OLTREPÒ PAVESE, IL 2019 NON SARÀ TUTTO ROSE E FIORI

La situazione dell’Oltrepò nel 2019 non si prevede molto più rosea rispetto a quella degli ultimi 10/15 anni, anzi per certi aspetti sarà un anno duro, anzi durissimo per alcuni settori e per alcune località. La punta dell’iceberg dei problemi oltrepadani può essere a titolo esemplificativo ma non esaustivo Salice Terme, che con il fallimento preannunciato e prevedibile delle Terme, alla luce degli ultimi anni di gestione, ha gettato la località termale in una crisi profonda. Un altro settore da sempre trainante per l’economia oltrepadana è quello del vino, che però è anche lui in crisi, travolto da scandali, furberie, divisioni e litigi. Sicuramente un volano economico per l’Italia ed anche per l’Oltrepò sono gli appalti pubblici, ma anche qui la situazione è triste: strade che sembrano percorsi da motocross, frane e smottamenti a destra e a manca e aziende pubbliche e parapubbliche che funzionano a singhiozzo.

L’industria in Oltrepò ha avuto momenti in cui aveva importanza primaria per l’economia, ora anche lei per molti versi e in certi settori cede il passo, molte industrie hanno chiuso in questi anni e molte altre hanno chiesto la cassa integrazione. Dire che tutto va bene, che non bisogna esternare i problemi dell’Oltrepò perché altrimenti si fa cattiva pubblicità e sottolineare solo le cose positive è una corrente di pensiero che seppur in minoranza, oggi esiste in Oltrepò.

Esiste anche chi al contrario sottolinea solo le cose negative dell’Oltrepò: per questi tutto va male e non vedono la luce in fondo al tunnel, anzi per loro il tunnel non ha vie di uscita. Quest’ultima corrente di pensiero è maggioritaria in Oltrepò. Ottimisti e disfattisti: chi delle due parti ha ragione lo dirà solo il tempo, certamente nascondere la polvere sotto il tappeto sperando che nessuno se ne accorga è bambinesco, dire che c’è un temporale quando in realtà si è solo rovesciato un secchio d’acqua è puerile.

La realtà a mio modesto giudizio è leggermente differente:  è vero che il 2019 sarà un anno duro ma è altrettanto vero che segnali e sintomi di speranza se ne vedono. Se è pur vero che a Salice Terme le Terme hanno chiuso i battenti, è altrettanto vero che lo stabilimento termale di Rivanazzano Terme non è in crisi, anzi… È altresì vero che a Salice Terme i locali notturni e l’indotto che ne consegue, grazie all’impegno e alla fantasia organizzativa dei gestori, stanno funzionando, così come è vero che tanti locali, ristoranti, agriturismi e compagnia cantando in Oltrepò Pavese stanno facendo un buon lavoro, in diversi casi ottimo, per portare gente e turismo. Nell’ambito delle speranze nel 2019 a livello turistico non bisogna dimenticare chi organizza eventi, siano essi Pro Loco o società con o senza fini di lucro. A onor del vero alcuni degli eventi organizzati lasciano perplessi in quanto poco c’azzeccano con l’Oltrepò e sono più eventi tattici che strategici, ma è altrettanto vero che molti eventi sono invece strategicamente mirati e ben organizzati.

Devo dire che il livello degli eventi, non ovunque ma in alcune zone dell’Oltrepò, è propositivo alla crescita turistica del territorio. Il mondo del vino grazie a semi piantati anni orsono da alcuni illuminati imprenditori, ha prodotto e sta producendo risultati, in alcune o meglio in diverse cantine si fa della qualità l’ obbiettivo primario e se da una parte la quantità di vino prodotta in Oltrepò è preponderante rispetto alla qualità, è pur vero che questa quantità giorno dopo giorno è sempre meno prevalente rispetto alla qualità.

In buona sostanza anche se i numeri non sono precisi, il concetto è: in Oltrepò c’è più voglia di produrre vino in bottiglia che vino sfuso, poi riuscirci non è così semplice, la quantità di vino prodotto è considerevole, quindi, forse nel breve-medio termine venderlo tutto in bottiglia è senz’altro utopistico, ma da più parti la voglia di invertire la tendenza c’è.

Il mondo industriale negli anni ha visto chiudere importanti realtà, anche storiche, ma nel contempo ne sono sorte altre che pur in un’Italia in crisi stanno tenendo il mercato.  Oggi fare l’imprenditore o l’industriale è veramente un lavoro difficile, lo è nel mondo, in Italia e ancora di più in Oltrepò,  ancora di più perché l’Oltrepò come molte parti d’Italia, ma noi siamo in Oltrepò e di quello dobbiamo parlare, la mentalità del posto fisso e del posto pubblico o parapubblico ha purtroppo per molti anni tarpato la voglia di fare l’imprenditore, la voglia di mettersi in proprio e di rischiare.

Ora che i posti pubblici e le pensioni facili stanno diminuendo, molti figli di quella generazione stanno prendendo atto che quello che ha  permesso ai loro genitori di vivere bene attraverso un posto pubblico o parapubblico non è più permesso,  ora molti di questi figli stanno “mettendo la pelle al sole” e stanno tentando la strada imprenditoriale nelle sue più svariate forme.

Magari anche piccole, ma è proprio da queste piccole realtà imprenditoriali che può rinascere  la voglia di “fare” in Oltrepò.

La nota dolente sono le strade, i ponti, le frane e gli smottamenti. Da anni si parla di questo problema, da anni i politici dicono: “Abbiamo ottenuto i finanziamenti per mettere a posto quel tratto di strada, quel ponte o quella frana… “ o ancora “I lavori partiranno la prossima primavera…”.

La realtà dei fatti è che alcuni lavori sono stati fatti e anche quest’anno grazie alle imminenti elezioni dove molti comuni oltrepadani sono chiamati al voto,  verranno fatti dei… lavori..., forse per i ponti bisognerà aspettare qualche anno in più e qualcosa in più dei semplici proclami di vittoria per i finanziamenti annunciati. Aspettiamo che arrivino… poi vedremo. Dicevo… molti ... lavori... per le strade verranno fatti nella prossima primavera, si spera, si dice… Molti lavori invece verranno fatti nella stagione fredda in autunno ed in inverno quando è noto ai più che effettuare i lavori stradali non è il massimo dal punto di vista tecnico, perché l’asfalto messo in inverno tende a non essere affidabile e duraturo. Ma non è solo il periodo in cui fare i lavori stradali la discriminante, ne esistono altre: forse servirebbero maggiori controlli da parte di tecnici veramente indipendenti sia dal punto di vista politico che economico per controllare veramente che i lavori effettuati siano stati realizzati veramente e sottolineo veramente, come da capitolato e che le aziende che hanno avuto l’appalto abbiano utilizzato tutti i soldi incassati, una parte per il loro giusto profitto, ma la restante e preponderante parte per il lavoro eseguito, e che nessuna parte dei soldi incassati per l’appalto, ma questa rimane solo forse un’utopistica speranza, non sia stata elargita a politici o tecnici vari sia per ottenere il lavoro che successivamente per chiudere un occhio su ad esempio lo spessore del manto stradale o su come il lavoro non sia stato fatto a regola d’arte. L’ Italia è piena di casi di “sensibilizzazione” economica saliti agli onori delle cronache con politici e tecnici inquisiti e qualche volta condannati, in Oltrepò ovunque ma veramente ovunque si dice, si sussurra, che i nostri asfalti, non tutti ovviamente ma molti sì, non durano perché fatti con troppi costi di “sensibilizzazione” aggiuntivi.

Saranno gli organi competenti se ne avranno voglia a stabilire se quanto si dice sia cosa vera o no ma una cosa è certa di strade ridotte in uno stato pietoso, di fossi senza manutenzione, di frane e smottamenti continui, ciclici direi e mai risolti, di ponti in continua manutenzione in Oltrepò ne abbiamo a bizzeffe, direi che ci  sono poche altre parti d’Italia come l’Oltrepò. Che sia colpa di “sensibilizzazioni” ai politiche, “bustarelle” ammorbidenti ai tecnici o incapacità nel fare i lavori, questo pur essendo importante non è fondamentale, fondamentale rimane il fatto che la situazione viabilistica in Oltrepò è disastrosa. Anche per il 2019 l’inversione di rotta tanto auspicata non ha dato segni, prevedo piuttosto interventi che come al solito dureranno dalla mattina alla sera. Ci sarebbe la politica che potrebbe fare qualcosa nel 2019, ma anche qui ho seri dubbi: in Oltrepò cavalli di razza politici all’orizzonte ne vedo pochi, piaccia o non piaccia e al di là della accuse di interessi privati in atti d’ufficio fondati o infondati, fino a 15, 10 e forse anche 5 anni fa l’Oltrepò era ben rappresentato o mal rappresentato, dipende dai gusti politici, ma certamente era presente nelle stanze dei bottoni, oggi meno. Nell’ultima tornata elettorale l’Oltrepò ha espresso parlamentari che sembra si stiano dando da fare, è altrettanto vero che la classe politica media al di là di alcune eccezioni e al di là dei selfie o di articoli promozionali su media compiacenti, non esprime molto e questo è un problema, perché in qualsiasi situazione politica sia essa democratica o dittatoriale, le scelte che condizioneranno il futuro di un paese, di una regione, di una provincia e di un comune sono date dalla classe politica che governa ed in Oltrepò in questo momento, salvo alcune eccezioni, la classe politica è ben poca cosa.

Più che una classe politica abbiamo un mix tra modesti mestieranti interessati all’occupazione della misera poltrona quando va bene o dello sgabello nella maggior parte dei casi, fans, ultras, urlanti che parteggiano per una delle varie fazioni politiche esistenti.

Nel 2019 l’Oltrepò può risolvere la situazione? No. Può migliorare la sua situazione? Sì, e la può migliorare se gli industriali, gli imprenditori, gli artigiani e i lavoratori dell’Oltrepò, soprattutto i più giovani, continueranno a credere nella nostra terra e credere che è possibile invertire la tendenza. Se nel 2019 al contrario l’Oltrepò aspetterà assistenzialismo e aiuti o idee dalla politica, ho la ragionevole certezza che ben poco di buono succederà.

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