Martedì, 22 Gennaio 2019

IL 2020 SARÀ UN ANNO FORTUNATO PER RIVANAZZANO TERME E PER L’OLTREPÒ. VERRÀ ORGANIZZATO UN EVENTO DI DIMENSIONE MONDIALE

Il 2020 si presenterà come un anno fortunato per Rivanazzano Terme e per l’Oltrepò Pavese, le speranze dei mesi scorsi si sono trasformate in  realtà: la Sei Giorni di Enduro 2020, su domanda da parte del Moto Club Vittorio Alfieri di Asti alla Federazione Motociclistica, è stata accettata.

Sede a Rivanazzano Terme, si svolgerà tra fine agosto e inizio settembre 2020 e, molto probabilmente la logistica sarà nell’area dell’aeroporto ed i percorsi della gara in prevalenza in Oltrepò.

Per il Moto Club Vittorio Alfieri di Asti che in collaborazione con il moto Club Pavia, il moto Club Varzi, il moto Club Valli Oltrepó ed il moto Club Valle Staffora, che ha sede proprio a Rivanazzano Terme, ed altri moto club italiani che si aggiungeranno certamente in un prossimo futuro, sarà un grande impegno. Per l’Oltrepò Pavese e per Rivanazzano Terme una grande opportunità turistica ed economica. Certo ospitare una Sei Giorni di Enduro considerata “l’Olimpiade della moto”, è un evento che si racconterà ai nipoti! Si tratta di un evento internazionale che si svolge ogni anno in una nazione diversa, quest’anno si è svolto in Cile e assegna il titolo di campione del Mondo Enduro a squadre Nazionali. Dal punto di vista sportivo è una grande sfida, ma in un Oltrepò in crisi turistica, mi preme sottolineare, come questo evento di carattere  mondiale, può e deve essere una grande opportunità turistica, economica e pubblicitaria.

I partecipanti provenienti da tutto il mondo, in base ai dati statistici delle ultime Sei Giorni organizzate, saranno circa 700, ogni partecipante avrà al suo seguito circa tre meccanici, i partecipanti arrivano una settimana prima della gara e quindi soggiorneranno in Oltrepò per circa 12 giorni. Questo vuol dire 8.400 pernottamenti! I meccanici, statisticamente 3 per ogni partecipante, quindi circa 2100 persone soggiorneranno in Oltrepò per 8 giorni, quindi 16.800 pernottamenti. A questi bisogna aggiungere lo staff organizzativo, i giornalisti, i team manager, per un totale di circa altre 400 persone che rimarranno per almeno 7 giorni, quindi altri 2.800 pernottamenti. In  base ai dati storici delle località che hanno ospitato la Sei Giorni di Enduro negli ultimi anni, i pernottamenti previsti sono circa 27-28 mila.

In Francia, nel 2017 alla Sei Giorni, svoltasi a Brive la Gaillarde, a titolo esemplificativo, il pilota vogherese Paolo Buscone, che ha partecipato con l’Husqvarna 300, ha pernottato a circa 100 km da Brive la Gaillarde, perché più vicino non c’era posto. Chiaramente oltre ai  partecipanti, ai meccanici, ai tecnici ed ai membri dello staff organizzativo, la gara sarà seguita da tantissime persone, appassionati ed anche semplici curiosi, si stimano almeno 5.000 persone ogni giorno che assisteranno alle varie prove speciali.

Per l’Oltrepò e per Rivanazzano Terme la 6 Giorni deve essere vista quale vetrina internazionale attraverso cui può promuoversi avendo a disposizione un’ineguagliabile opportunità di marketing turistico. È acclarato che accanto alle più tradizionali e diffuse forme di turismo, negli ultimi anni si è andata affermando una pratica turistica innovativa legata al mondo dello sport che ha generato interessanti risultati sia in termini economici che di movimento turistico.

Un evento sportivo come la Sei Giorni possiede un intrinseco potere di comunicazione ed in quest’ottica si propone come vetrina per Rivanazzano Terme e per tutto l’Oltrepò, poiché permette una sovraesposizione a livello globale, un mezzo per creare landmark, un punto di riferimento,  necessario ad attirare investimenti a livello pubblicitario, così da agevolare e accelerare lo sviluppo e la promozione non solo del nostro territorio, ma anche dei nostri prodotti, siano essi, vino, salumi, formaggi e prodotti tipici.

La Sei Giorni può attribuire un marchio di fabbrica sinonimo di dinamismo, di vitalità e di creatività, un’immagine di efficacia e di efficienza alla zona che la organizza, è un’occasione per promuovere l’accoglienza. L’impatto economico risulta essere costituito da almeno due diverse dimensioni valoriali:

1) Valore diretto: generato dal comportamento di spesa dei partecipanti e degli spettatori per partecipare all’evento. Le spese per il viaggio, per il pernottamento, per il vitto e per i servizi vari. A queste vanno aggiunte anche le spese imputabili all’organizzazione vera e propria della manifestazione: costi relativi all’allestimento degli spazi, alla comunicazione e promozione, alla fornitura di materiali, etc. etc.etc. Tutte queste attività genereranno in Oltrepò dei flussi finanziari che non si sarebbero manifestati in assenza della 6 Giorni.

2) Valore indiretto: generato dall’intero tessuto economico locale. Rappresenta le spese sostenute, sia dagli organizzatori, sia da tutte le imprese che hanno beneficiato degli effetti diretti legati alle spese dei visitatori. In pratica per rispondere alla crescente domanda di servizi, queste imprese hanno necessariamente implementato le loro attività economiche in termini di approvvigionamento, risorse umane, etc.etc.etc. andando così a stimolare, a loro volta, l’economia locale  rivolgendosi ai fornitori presenti nell’area ospitante.

La gara si svolge nel corso di sei giorni ed è composta da prove di varia natura: “prove speciali” denominate: Enduro Test, CrossTest e Test Estremo. Durante le giornate verranno fatti dei trasferimenti, tratti questi che partono da un punto A ad un punto B del percorso in fuoristrada, dove i piloti devono rimanere all’interno di un determinato tempo imposto dagli organizzatori, sforando il tempo massimo, i piloti rischiano una penalità. Particolarità della gara è il fatto che i piloti partecipino su motociclette di varie cilindrate coprendo tutte le categorie del mondiale Enduro. Il termine enduro deriva dall’inglese “endurance”, cioè “resistenza”, infatti tale disciplina si pratica principalmente su strade sterrate e mulattiere con qualsiasi condizione del terreno e meteorologica, richiedendo quindi una notevole resistenza fisica ai piloti.

Le motociclette da enduro devono rispettare le norme imposte dal codice della strada. Possono infatti circolare sulle strade aperte al traffico, essendo provviste di impianto di illuminazione, indicatori di direzione,  targa, terminale di scarico e pneumatici omologati.

“La Sei Giorni, nata nel 1913, si terrà per la nona volta in Italia –dichiara Jorge Viegas, Presidente FIM (Federazione Motociclistica Internazionale) -   dove quindi vi è molta esperienza nell’organizzazione della competizione. La passione che si trova in questo Paese verso l’Enduro sarà garanzia di successo per la 94° edizione della FIM ISDE!”

In ultima analisi occorre ricordare che organizzare un grande evento comporta notevoli pressioni sull’ambiente e per la sua salvaguardia e siamo ragionevolmente certi che gli organizzatori porranno a questo aspetto la  massima attenzione.  Certamente esiste la concreta possibilità che sentieri in disuso ed ora impraticabili vengano riaperti e resi utilizzabili non solo durante la 6 Giorni, ma anche per chi vorrà fruirne successivamente. Certamente alcuni parleranno d’impatto paesaggistico ed ecologico, di  rumore fortissimo, di gas di scarico, lacerazione del suolo e del caotico erboso, distruzione dell’habitat naturale di alcuni animali, etc. etc. etc. Tutto da mettere sul piatto della bilancia, ma è anche vero che ospitare una gara di enduro, importante come la 6 Giorni, porterà gente, lavoro, soldi, che in un periodo non proprio roseo per il turismo dell’Oltrepò, sono una boccata d’ossigeno. 

E pensate se la Sei Giorni venisse fatta in qualche località a noi vicina, ma non in Oltrepò.... Quanto ci saremmo rammaricati di aver perso l’ennesima occasione!

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