Venerdì, 16 Novembre 2018

SALICE TERME - «NELLA NOSTRA ZONA, ESSERE AVANTI DI DUE ANNI TI FA FALLIRE ED ESSERE INDIETRO DI UN MESE TI FA SOPRAVVIVERE»

Ha modi di fare garbati, un sorriso dolce, una perfetta educazione sulla quale spicca l’innata gentilezza. è un vulcano di argomenti interessanti: impossibile annoiarsi in sua compagnia. Il suo linguaggio è forbito, ricercato, talvolta maniacale nelle esposizioni. Indubbia la sua intelligenza, che supporta una furbizia così fine da apparire aristocratica. Ma è anche un imprenditore dalla caratteristica decisionista, come i grandi leader, ed in alcuni frangenti, sempre con educazione e senza mai “urlare”, dimostra spesso una verve accesa; come quando si sente dire una... bugia. è la cosa che proprio non può ammettere, e spesso non può perdonare. Da oltre dieci anni gestisce i locali di famiglia, il nome della quale la fa ormai apparire al pari d’una Dinastia, con solido successo: Leo Santinoli.

Partiamo dalle prime esperienze professionali?

«Le primissime esperienze risalgono ai miei 19 anni. Facevo le stagioni al Club House di Salice Terme come barista. In quegli anni studiavo Economia e Mercati internazionali all’Università Bocconi... però non mi piaceva, ed ho abbandonato. Sa, da adolescente non ero molto appassionato della vita notturna e frequentavo poco i locali, nonostante la mia attività di famiglia».

Ed a quando risale l’inizio delle vere e proprie gestioni?

«Tre anni dopo, circa. Ho iniziato organizzando le Veglie studentesche, e poi, di conseguenza, ho iniziato a gestire il sabato sera del Club House, prima che diventasse l’attuale “Korova”, invernale, e “Banana” estivo, nei giardini all’aperto. La mia serata più longeva è certamente questa».

Un altro locale che ha riaperto lo scorso anno, ma che da decenni è di famiglia, è lo Sporting Club di Rivanazzano Terme...

«Avevo già aperto anni fa lo Sporting come “Leobardo”, pensi che fu la versione estiva del Leobardo nell’estate 2006 a dare il via al “Banana”! Feci un tentativo, come Leobardo estivo, con ingresso dal parco ed il “Banana” a mo’ di pub: ingresso libero e consumazione facoltativa. Un’idea molto carina, ma ahimè, allora, di poco successo... Ed a distanza di 2/3 anni abbiamo iniziato il “Banana” come vero sabato sera in discoteca. Serata pensata per i ragazzi...».

Lei ha iniziato a 24 anni a gestire il sabato sera dei giovani, e poi si è ritrovato a 30 anni a gestire anche le serate degli adulti, di una clientela over, dividendosi tra le due gestioni con il venerdì “Disco Doc” degli adulti ed appunto il sabato per i giovani. Come si è trovato?

«L’impatto in primis sul venerdì adulto, glielo confesso, è stato traumatico... (sorride)... perchè è stata un’operazione nata da una quasi imposizione, in senso ironico, di mio padre Roberto che desiderava riportare gli adulti al Club House di venerdì sera, storica serata di successo del locale negli anni, per tanti anni. Poi però le dico: mi è piaciuto! Probabilmente anch’io avevo bisogno e desiderio di ascoltare un palinsesto musicale diverso da quello a cui ero abituato... a questo palinsesto musicale non ero preparatissimo, lo ammetto, anche se non era di “primo ascolto”: ho avuto la fortuna di passare tanto tempo con i miei genitori in tenera età, ed entrambi mi hanno trasmesso la passione per la musica».

L’estate 2018 è stata quella del grande successo del Tortuga: sbaglio o è il primo anno che per tutti i mercoledì è sempre pieno?

«No (ride)! è stato cosi anche negli anni passati, ma per il primo anno l’assenza di precipitazioni atmosferiche ci ha permesso di aprire sempre! Gli anni passati, piovendo spesso, ci sono state meno serate...».

Suo padre, in un’intervista che ha fatto per noi l’anno scorso, mi disse di avere in casa una cartolina con i saluti da Rivanazzano che suo nonno Leone, quindi il bisnonno per lei, spediva ai clienti con le immagini del San Francesco, locale in Rivanazzano che gestiva, datata 1905! Il Signor Roberto sostiene di aver visto però addirittura una cartolina datata 1903! Quindi una dinastia lunghissima! Ho saputo che suo nonno Leo è stato direttore delle Terme di Salice e di Rivanazzano, che è una cosa che mi ha stupito quando suo padre me l’ha detto...

«Sì, certamente ho curiosità sugli episodi familiari accaduti nel passato, ma i ricordi che abbiamo, come memoria storica, sono talvolta un po’... frammentari. Questo anche perché la parte maschile della mia famiglia è da sempre abituata, per via di questa professione, a vivere la contestualità, la quotidianità, cercando di essere “avanti” di sei mesi...Nella nostra zona, essere avanti di due anni ti fa fallire ed essere indietro di un mese ti fa sopravvivere: devi essere avanti di 6 mesi per tentar di aver successo. Personalmente non m’importa quanto tempo fa sia successa un’iniziativa: l’importante è che sia successo e che mio padre me l’abbia detto. Tante volte lui mi chiede se mi ricordo alcuni episodi relativi a feste a tema e serate: questo è certamente molto importante che io lo sappia, non è importante quanto tempo fa sia successo, perchè la ciclicità esiste ma non è temporale precisa; potrebbe essere una moda che riappare dopo 5 anni come 50, però devi sapere che è stato fatto perchè puoi ritentare con più facilità. è il motivo per cui siamo più concentrati sui concetti che sulle date».

Tre anni fa, circa, lei è stata la prima persona che mi ha parlato di “sponsorizzazioni” sui Social Network. Non sapevo cosa fossero, né tanto meno pensavo che un locale notturno potesse servirsene. Trovo che questo sia molto in linea con il suo pensiero: lei è molto attivo dal punto di vista tecnologico. Come pensa evolverà il fenomeno di questa forma pubblicitaria, ormai non più al legata al cartaceo?

«Concordo con lei, anche se mi piace fare una riflessione al contrario: io guardo gli esercizi di grande successo, anche attività di ristorazione. Alcune riescono a lavorare bene, con un’utenza sempre in crescita, senza appoggiarsi alle pubbliche relazioni ed alle sponsorizzazioni di qualunque tipo. Questo perchè si sono concentrate prima sul prodotto. Io ho fatto sempre molta attenzione alla sponsorizzazione, ma nell’ultimo periodo, avendo osservato il fenomeno opposto, mi sono reso conto di quanto sia importante per il successo di un’attività concentrarsi un pochino di più sul contenuto, senza sottovalutare il cliente. Se tu ti concentri troppo sulla pubblicità e sui social spesso sottovaluti il gusto del cliente che, nel momento in cui percepisce quanta differenza ci sia tra quanto appare di te su internet rispetto alla realtà, poi non ti sceglie più. Ogni cliente deluso, per il tuo esercizio, diventa un fallimento molto superiore rispetto ad un cliente “acchiappato”. Noi non siamo un prodotto che si acquista online, ma un luogo in cui tu devi divertirti e portare a casa un buon ricordo: non esiste social che possa farti cambiare idea».

Il web però, oltre alla gestione dei locali, è un mondo che l’affascina probabilmente. Mi aveva accennato tempo fa ad una nuova iniziativa che stava coltivando, appunto sul web...

«Ha buona memoria! Sì, è vero. Da sempre, fin da bambino, sono un super appassionato di tennis, sport che ho emulato da mio padre e nel quale sono arrivato ad ottenere soddisfacenti risultati agonistici negli anni, oltre ad aver gestito per anni una scuola-tennis a Sale (in Provincia di Alessandria, n.d.r.) con un altro amico, grande agonista, Andrea Vaggi: alcuni mesi or sono, parlando con il caro amico Andrea Aschei, anch’egli appassionato tennista in carriera ma, nella fattispecie, straordinario ingegnere informatico, mi sono innamorato di una nuova azienda, futuribile, che Andrea stava creando! Se lei va a ricercare uno o più tornei, oppure classifiche e giocatori, sul sito web della Federazione Italiana Tennis, si accorgerà in breve che la sua ricerca richiede grande pazienza e tempo a disposizione: deve passare di pagina in pagina prima di arrivare alla meta, talvolta interpretando i dati forniti e/o, comunque, prestando particolare attenzione a non confondersi. Per ovviare a questi “inconvenienti”, alcuni tecnici informatici hanno creato una piattaforma, consultabile da pc e smartphone, dal nome TennisTalker, che anch’io, come molti altri giocatori ed appassionati, da tempo utilizzo. Un giorno Andrea Aschei, appunto, mi parlò di una sua idea a riguardo: costruire un sito web sul genere, ampliandone le possibilità e migliorandone l’appeal e la facilità di consultazione. Andrea ci stava alacremente lavorando, ed io mi innamorai della cosa offrendo tutta la mia possibile collaborazione!».

è già in funzione questo nuovo sito? Come si chiama? Quali obbiettivi vi prefiggete?

«Il sito, e l’applicazione per il telefono, sono già attivi, sempre in work-in-progress nella ricerca del massimo raggiungibile! Il nome è “Tennis Agenda”, e la nostra mira è quella di farlo diventare il nuovo portale della F.I.T. ! Noi offriremmo, a quel punto, il servizio di manutenzione e consulenza. Ed è un’idea che si può estendere ad altri sport».

Quest’anno è stato bello per lei anche dal punto di vista agonistico...

«Sono arrivato quest’anno ad avere questi ottimi risultati in campo per tre fattori: perchè avevo in testa questo progetto nel quale Andrea Aschei mi ha coinvolto ed ho ricominciato a “parlare di tennis”, e perché questo mi ha riportato a volerlo praticare, a volermi confrontare con i giocatori che incontravo e con cui parlavo del progetto! Ed ancora, perché ho iniziato a concentrarmi sui particolari chiedendo aiuto al mitico Maestro Roberto Garbin, che oltre agli allenamenti in campo, mi ha detto questa frase che mi ha aperto il mondo: “Ricordati Leo... la tattica non migliora la tecnica, ma la tecnica migliora di gran lunga la tattica”».

Ci elenchi i risultati...

«Ho giocato 5 tornei, due di terza categoria, vinti entrambi senza perdere un set. Uno ad Arenzano e l’altro a Sale. Il primo torneo della stagione l’ho giocato ad Asti, dove ho stabilito un record a livello mondiale (ride), perchè ho vinto 4 partite consecutive senza perdere nemmeno un punto: i miei avversari mi hanno dato forfait! Mi ero iscritto alle “Antiche Mura” facendo qualche partita per capire a che punto stessi con il fisico. Il bello di questi tornei è che sono ad inserimento, che per arrivare a giocare contro quelli molto forti devi vincere molte partite. Ad Asti mi sono trovato in finale senza giocare una partita... Poi ho giocato a Piacenza, e poi sono andato ad Alassio ed ho giocato il più bel torneo di quest’anno, perchè ho giocato con un 3-5 la prima partita, poi un 2-8, un 2-7, un 2-6, e mi hanno messo in finale a giocare di mattina, contro un 2-4».

Ci lasciamo con due domande ancora sul suo lavoro notturno: quale clientela preferisce, quella del venerdì o del sabato sera?

«Quella del mercoledì del Tortuga, perchè rappresenta il mio modo di “fare la serata”! Rappresenta il mio modo di uscire, di conoscersi, di non fare divisioni sugli spazi ed i tempi ma sulla voglia di stare insieme, anche se con interessi differenti».

Per quanto riguarda la stagione invernale, meglio lo Sporting o il Club House?

«Il meglio sarà quello che succederà questo prossimo inverno...».

di Lele Baiardi

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