Lunedì, 22 Ottobre 2018

BRONI STRADELLA S.P.A. «MIGLIORARE LA RETE IDRICA PER ABBATTERE I COSTI»

 La Broni Stradella Spa è una società costituitasi nel 1994 per la gestione delle reti di collettamento e fognatura, impianti di depurazione, automezzi e altri beni patrimoniali del comprensorio territoriale. Dopo un’evoluzione societaria che ne ha visto la privatizzazione, dal 2016 è tornata ad essere totalmente pubblica e opera su vari fronti: dalla gestione della rete idrica alla raccolta dei rifiuti compreso il servizio di spazzamento, alla distribuzione del gas limitatamente alla città di Stradella, fino alla gestione delle piscine comunali e alla gestione della case di riposo di Ruino e Stradella. Da gennaio la svolta, con l’assorbimento di tre società: la vecchia Broni Stadella Spa, la Broni Stradella pubblica e Acoap Spa che era una partecipata di Pavia Acque. Da fine giugno ai vertici della nuova struttura siede il presidente Siro Lucchini, 53 anni, assicuratore ed ex sindaco di Arena Po. Forte di una pluriennale esperienza nel mondo delle municipalizzate, si è guadagnato l’elezione all’unanimità. Nel 2017 il patrimonio delle tre società ora fuse era di circa 14 milioni di euro, il fatturato è stato di circa 23 milioni con un utile per il gruppo di 161mila euro. Ora, sul piatto nuovi investimenti per potenziare la rete idrica e una filosofia aziendale che mira a includere nella partecipazione societaria un vasto numero di enti locali.

Lucchini, da gennaio avete incorporato tre società che gestiscono diversi servizi per molti Comuni oltrepadani. Un impegno a tutto campo, quanti dipendenti avete?

«In totale la Società occupa 131 dipendenti di cui 14 amministrativi, 49 impegnati nel servizio idrico integrato, 6 nell’area ecologica di Broni ed 8 in quella di Stradella, 4 i dipendenti nell’attività di spazzamento e 50 quelli impiegati nella raccolta rifiuti».

Esattamente come funzione questa sorta di struttura sovracomunale?

«La nostra principale peculiarità è legata alla partecipazione societaria degli enti locali, ma nessun Comune può possedere quote superiori al 20%, ciò comporta una partecipazione reale secondo le regole dell’house providing. In sostanza gestiamo direttamente dei servizi per conto di un gestore, come nel caso della rete idrica di Pavia Acque, per assicurarne il miglior funzionamento con un spirito da consorzio, senza un socio di maggioranza».

Quanti sono i comuni che partecipano al momento?

«Oltre cinquanta».

La rete idrica è il vostro business primario. Avete previsto degli investimenti in questo comparto?

«Premesso che il budget per gli investimenti è stabilito da Pavia Acque, possiamo dire che sono in cantiere una serie di progetti che porteranno ad un notevole salto di qualità nel servizio offerto, che ricordo interessa 55 Comuni oltrepadani e del basso pavese (per ultimo quello di Belgioioso). Con una gestione che è completa ed interessa sia il segmento depurazione che quello relativo alle fognature e all’acquedotto».

Ci saranno ricadute sulle bollette per i cittadini?

«Questo non sta a noi deciderlo, noi non incassiamo bollette. Posso dire che il nostro compito è quello di ammodernare gli impianti, portando migliorie e per così dire “aggiornandoli” alle ultime normative vigenti. Il tutto finalizzato all’ottimizzazione del servizio che, se è più efficiente dal punto di vista tecnico, può come è logico permettere di valutare anche eventuali tagli dei costi. A noi in realtà non interessa fare utili oltre il dovuto, il nostro obbiettivo è di migliorare il servizio cercando di offrirlo a prezzi sempre meno gravosi per il cittadino».

Parliamo di raccolta rifiuti. In quanti comuni la attuate e con quali metodi?

«Operiamo in 56 Comuni: sul territorio collinare si utilizza il sistema classico di raccolta differenziata con cassonetti stradali; nei comuni del basso pavese si opera con il porta a porta tipo di raccolta che a marzo è partito anche per il Comune di Stradella e per tutte le sue frazioni, attivando la raccolta notturna e mantenendo in essere solo le campane per il vetro. Per quanto concerne lo spazzamento delle strade, invece, interessa solo i Comuni di Broni e Stradella».

La società si occupa anche di bonifica ambientale. Com’è la situazione all’ex Fibronit di Broni?

«è in corso la bonifica del 2° lotto del sito bronese e stiamo per avviare il 3° lotto di lavori, così come ci stiamo occupando della bonifica dell’area ex Zeta Petroli che interessa l’Unione Comuni di Albaredo, Campospinoso».

Avete rilevato anche la gestione delle piscine. La farete voi direttamente?

«Mentre nel 2017 la gestione era stata data ad AcquaPlanet, di fatto controllata da noi al 95%, ad oggi è in corso una procedura di affidamento che interesserà sia la piscina coperta di Broni che quella estiva di Stradella».

di Giacomo Lorenzo Botteri

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