Martedì, 16 Ottobre 2018

OLTREPÒ PAVESE - BENVENUTI I GIOVANI SINDACI ED ASSESSORI NEI COMUNI… UN RICAMBIO GENERAZIONALE, GIOVANI LEVE CHE PARTANO DAL “BASSO”!

Un ricambio generazionale, giovani leve che partano dal “basso”, nella prima vera istituzione di democrazia diretta. L’impegno delle nuove generazioni in politica, anche in Oltrepò,  deve passare necessariamente dalle amministrazioni comunali, dove il patto tra elettori e rappresentanti eletti è davvero più forte e vicino. Il Sindaco, l’Assessore, il Consigliere comunale a differenza di Deputati e Senatori lo puoi veramente incontrare per la strada, in comune e nelle piazze dei borghi delle città. Da anni su queste colonne affermiamo il principio che la formazione politica per chi vuole “giocarsi una partita” debba passare, come accadeva in passato dalle sezioni dei  partiti sino ad arrivare nelle aule consiliari per poi spiccare il volo verso la grande ribalta romana. Ma  con l’avvento della cosiddetta Seconda Repubblica tutto questo è sparito in luogo di candidature per i due rami del Parlamento attraverso dubbie selezioni  che avvenivano nei partiti/azienda e con “primarie” telematiche su blog e siti internet. Si è persa quindi la celebre e formativa esperienza da “marciapiede” dove prima si entrava nelle sezioni di partito solo per ascoltare in silenzio, poi, capito come “girava il fumo” andando la notte ad attaccare i manifesti e poi imparate le “regole del gioco” si approdava ancora una volta in silenzio, se eletti, in consiglio comunale ascoltando navigati sindaci e assessori che ti insegnavano l’arte e il mestiere di governare comuni e Città. Queste ultime tornate elettorali amministrative fanno ben sperare nonostante il campanello d’allarme che suona in nome del crescente astensionismo. Ma come si diceva a fronte di questo calo di partecipazione democratica al voto si registra un incremento di giovani amministratori comunali under 30. E a queste nuove leve guarda ora l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani: “Voi giovani amministratori dovete continuare a battervi sulle piazze e sugli scranni del consiglio comunale, oltre che all’interno di Anci Giovani, per difendere il diritto dei vostri coetanei a rimanere e a lavorare dove sono nati. Nel portare avanti questa battaglia, ci siete voi che non siete scappati ma vi siete assunti la responsabilità di amministrare. Siete in tanti, quasi ventimila e tra questi 353 sindaci, siete l’orgoglio di questo Paese e dell’associazione”. Il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro si è rivolto così ai giovani amministratori riuniti nella loro assemblea annuale che si è svolta a Chieti.
“Voi, ragazzi – ha detto Decaro – avete dimostrato entusiasmo nell’assumervi una responsabilità con il coraggio di guardare oltre gli ostacoli di ogni giorno, convinti che le cose possono e devono cambiare, determinati a non lasciare indietro nessuno”.
Il presidente Anci ha ricordato le storie di ordinaria follia burocratica vissute ogni giorno nella gestione delle comunità. “Di fronte a queste storie, noi amministratori non ci voltiamo dall’altra parte ma ci prendiamo le nostre responsabilità facendo cose che, magari, non ci convengono, che ci rendono meno popolari. Pazienza. Il nostro lavoro rimane il più bello del mondo, che con una firma ci consente di incidere sul presente, di raccogliere le esigenze dei cittadini, con la creatività di disegnare il futuro”.
Decaro ha elencato alcuni dei progetti che i Comuni, con Anci, hanno promosso in favore dei giovani. “Dal 2008 sono stati quasi 440 i progetti sostenuti con 86 milioni di finanziamento, cui si aggiungono i fondi messi a disposizione dai Comuni. Un’azione che si è poi arricchita ulteriormente dal 2014 grazie ad alcuni progetti che sono stati direttamente individuati e gestiti dai giovani”.
Infine, Decaro ha lanciato le due iniziative di legge promosse dall’associazione: la campagna #Liberiamoisindaci per semplificare l’azione amministrativa dei sindaci e la vita dei cittadini; e la proposta, depositata in Cassazione, di inserimento dell’educazione alla cittadinanza come materia di studio nelle scuole per recuperare il senso di appartenenza alle nostre comunità.
“Su queste due battaglie consegno idealmente il testimone a voi giovani amministratori. Vi chiedo di portarle avanti con la vostra energia e il vostro entusiasmo, convinti che questo è il Paese che amiamo, in cui vogliamo vivere e costruire il nostro futuro”.

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