Mercoledì, 20 Novembre 2019

FALLIMENTO TERME DI SALICE: PERCHÈ SARÀ DURA VENDERLE...

Voi comprereste una casa all’asta vincolata da un contratto d’affitto e quindi occupata da un inquilino per diversi anni? Una casa con i garage già affittati ad altri inquilini per diversi anni e nel giardino della quale ci può entrare chiunque, perché ad uso pubblico? Pochi forse nessuno comprerebbe questa casa, magari anche da ristrutturare, con questi vincoli. Ecco, questa è la situazione delle Terme di Salice!

Il commissario Nannone, indicato dal Tribunale per gestire il fallimento delle Terme, ha un arduo compito, cioè quello di vendere una casa già affittata con un giardino ad uso pubblico. 

Come si è giunti a questa situazione?

Il fallimento delle Terme è frutto di scelte scellerate e della manifesta incapacità di chi ha gestito le Terme ed il suo futuro, che in parte è anche il futuro di Salice, in questi ultimi dieci anni.

Val la pena ripercorrere le tappe della vicenda:

Anno 2004: nel mese di settembre viene “dimesso” l’amministratore unico delle Terme, Maurizio Somensini, il quale aveva previsto una perdita, in quell’anno, riconfermata a Settembre, pari a 300 mila euro.

Ottobre 2004: arriva il nuovo amministratore e dopo aver licenziato il direttore commerciale Liberali, con la motivazione “guadagna troppo”, direttore commerciale che aveva portato dal 1996 al 2004 da 6 mila a 24 mila i clienti delle Terme, inizia una nuova strategia commerciale che prevede la cancellazione delle oltre 600 convenzioni con enti privati e pubblici, associazioni, etc, etc… Il passivo in soli tre mesi, da ottobre a dicembre, da 300 mila euro esplode a 1 milione e 800 mila euro!

Anno 2005: il proprietario delle Terme, il Comune di Godiasco, gridandolo ai 4 venti, dà la colpa della “situazione” al contratto con la Juventus, una scusa ad effetto che fa presa sulla gente. Alla luce dei fatti di allora e di quello che è avvenuto oggi e documenti alla mano possiamo parlare di fatto di… una menzogna eclatante!

Anno 2006: le Terme vengono “finalmente” vendute dal Comune di Godiasco, guidato dal sindaco Deantoni, per un importo che a qualcuno sembra irrisorio e con clausole contrattuali che a qualcuno sembrano ridicole, al gruppo Camuzzi (poi fallito dopo pochi anni). Polemiche poche e a tanti ma non a tutti, la soluzione sembra la panacea di tutti i mali. Qualche giornale locale scriveva che la vendita delle Terme sembrava avere lati non “chiari”.

Proprio in questi giorni Ettore Filippi, ex vicesindaco di Pavia, scrive, e quindi è responsabile di quanto scritto, un commento su un social pubblico: “Pensate che tutto parte (la vendita delle Terme ndr) da una ladrata… - scrive Filippi-  con l’allora sindaco di Godiasco in cambio di un appalto fasullo che sarebbe costato al San Matteo (Policlinico di Pavia ndr) 14 milioni di euro...”.

Anno 2008: per il gruppo Camuzzi inizia la crisi e cede le Terme alla Afin della famiglia Fabiani. Anche in questo caso gli annunci trionfalistici sui programmi futuri delle Terme non destano perplessità.

I debiti, o presunti tali, che il gruppo Camuzzi aveva riappianato aumentano. La Afin cambia amministratori e direttori a gettito continuo in un numero superiore agli allenatori cambiati dal presidente Zamparini del Palermo.

Anno 2013: i Fabiani gettano la spugna e cedono le Terme ad un imprenditore vogherese, Elio Rosada. Molti restano perplessi, la domanda ricorrente era: “Come farà a pagarle?” Infatti non le paga, i debiti delle Terme aumentano e rimangono a Fabiani,  nel contempo altre aziende di Rosada falliscono.

Anno 2015: i Fabiani ritornano in possesso delle Terme e le rivendono ad una società romana che non sembra avere mai gestito impianti di questo tipo e non sembra avere neanche i capitali per ripianare il debito ormai giunto a livelli di 7- 8 milioni di euro

Negli anni 2015, 2016 e 2017: la società romana “proprietaria delle Terme” con annunci più o meno trionfalistici e con il tacito assenso della politica comunale, affitta e rinnova affitti di tutto quanto è affittabile, ivi compreso lo stabilimento e le attività termali ed anche il “Caffe Bagni”, quest’ultimo viene dato in affitto ad una società di Roma che ha, curiosamente, come amministratore unico, una dipendente delle Terme ed attuale vicesindaco di Godiasco, ammesso e non concesso che non si sia nel frattempo verificato un cambio di nomina non ancora registrato nel database della CCIAA.

Inoltre chi gestisce le Terme non paga o paga in ritardo gli stipendi  dei dipendenti, viene tagliato il gas e all’interno delle Terme vengono effettuati furti con curiosa frequenza. Sul finire del 2017 cala il sipario: una tragedia di cui si poteva intuire il finale. Il debito arriva a 10 milioni d’euro e le Terme di Salice srl falliscono.

Riportiamo nella pagina a fianco il grafico della situazione attuale di comando e di proprietà delle Terme. C’è poco da aggiungere.

Cos’altro dire? Alcune cose però  bisognerebbe dirle :

- Al Dottor Nannoni, commissario liquidatore della società: guardare bene i conti, guardare bene i bilanci ed i vari contratti di vendita, e qualche contratto d’affitto negli anni stipulati e la regolarità degli stessi al fine di stabilire chi ha sbagliato e chi ci ha guadagnato, quindi chi deve e quanto deve rimborsare.

- All’attuale geometra - sindaco di Godiasco che dire… si è già occupato delle Terme, a partire dal 2004, come membro dell’amministrazione guidata dal sindaco Deantoni e di altre amministrazione successive e attuali, amministrazioni che hanno portato a questo disastro…

A lui bisognerebbe dire di non cercare di far aprire quest’anno le Terme da società riconducibili all’attuale proprietà o a società che  hanno gestito le Terme in questi anni, perché errare è umano perseverare… In realtà gli dico : “Lasa stà, l’è no il to mastè, par fa andà be i teram,  t’è samò fai fen trop!” (Lascia stare, non è il tuo mestiere, per far andare bene le Terme, hai già fatto fin troppo!).

- Agli organi competenti – magistratura –  bisognerebbe far notare che quanto successo alle Terme già dal 2004, doveva essere “attenzionato”!

Oggi a maggior ragione l’intervento della magistratura forse potrebbe aiutare il Dottor Nannoni nel suo compito, fare chiarezza e risalire a chi ha sbagliato, perché è palese che qualcuno ha sbagliato. Cercare di far pagare, soprattutto economicamente, chi ha sbagliato nella vendita delle Terme.

Il voler aprir le Terme oggi a tutti i costi, con chiunque, è una grande sciocchezza, bisogna sperare che il commissario liquidatore Nannoni trovi qualcuno che le compri, che le riammoderni e che le rifaccia ripartire.

Certo è triste che quella che era la prima azienda turistica dell’Oltrepò pavese… abbia fatto questa fine. Nessuno chiederà scusa per gli errori commessi, nessuno dirà ho sbagliato le valutazione o se politico dirà ho sbagliato a votare le decisioni che venivano prese per le Terme. Speriamo almeno che “certa gente” non parli e non si occupi più del problema Terme.

Le Terme di Salice e Salice Terme sono già stati “messi a posto” in questi anni, basta ed avanza. 

LE PROPRIETÀ DELLE TERME DI SALICE S.R.L. (società fallita) 

  1. Palazzo uffici e reception; 2. Piscina Termale
  2. Stabilimenti termali; 4. “Caffe Bagni”
  3. Officina, centrale termica e lavanderia;
  4. Piscina “Il Lido”; 7. Discoteca “Club House”
  5. Discoteca “Naki Beach”; 9. Dancing “La Buca”
  6. Bar “Il Boccio”; 11. Campi da tennis del parco
  7. Strutture e palazzine ex serra del parco
  8. Parco delle Terme di Salice;
  9. Grand Hotel Terme (in disuso);
  10. Nuovo Hotel Terme (in disuso)
  11. Parco - giardini del Nuovo Hotel Terme
  12. Palazzina ex-custode
  13. Cascina “La Galbicella” ex maneggio (in disuso)
  14. Chiesetta “Santa Maria Nascente”

- Le proprietà elencate dal numero 1 al numero 12 sono state affittate ad altre società.  - La proprietà elencata al numero 13 è gravata da servitù perpetua ad uso pubblico a favore del comune di Salice Terme. - - Le proprietà elencate dal numero 14 al numero 18 sono chiuse ed in disuso. - La proprietà elencata al numero 19 è Chiesa consacrata ed in uso alla parrocchia di Salice Terme.

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