Domenica, 21 Gennaio 2018

FORTUNAGO: “NESSUNO SI È PREOCCUPATO DI ALZARE IL TELEFONO O RECARSI IN LOCO PER VERIFICARE CHE LA POPOLAZIONE STESSE BENE”

Isolati per due giorni, senza elettricità e con strade impercorribili, chiuse a causa degli alberi che hanno invaso le carreggiate, stesi dal “gelicidio”. A Fortunago, come in altri comuni dell’alto Oltrepò, non se la passano bene. L’elettricità al momento è fornita da un generatore a gasolio, e sarà così almeno per le prossime due settimane. Nella sede della Posta, nella piazza centrale del paese, è stato istituito un vero e proprio centro d’accoglienza dove hanno trascorso la notte coloro che, a causa dei danni elettrici, avrebbero dovuto dormire al freddo. Una delle poche attività presenti sul territorio, il birrificio Stuvenagh, costola dell’azienda vitivinicola Castello di Stefanago, lamenta danni pesanti. “Avevamo un evento importante al pub, la serata di Natale con musica dal vivo che abbiamo dovuto cancellare” spiega il titolare Jacopo Baruffaldi, “ma il danno non si ferma qui. La produzione è stata sospesa per alcuni giorni e allo stesso modo le consegne dei nostri prodotti nel periodo natalizio, il che ci causerà un pesante danno economico”.

Se gli eventi naturali non possono essere incolpati, la scarsa manutenzione delle strade e delle aree verdi circostanti rappresenta un problema concreto. “Non ci aspettavamo soluzioni in quattro e quattr’otto, ma il fatto che la maggior parte del lavoro per liberare le strade, comprese quelle provinciali, sia stato fatto da noi privati mi sembra assurdo. Le piante cadute sulla strada pendevano sulla medesima da prima, non c’è stata sufficiente manutenzione. Capisco che i problemi politici ci siano, ma chi fa impresa qui non può che constatare come la situazione renda sempre più difficile operare. A lasciarci perplessi poi è il fatto che nessuno si sia preoccupato di alzare il telefono o recarsi in loco subito dopo il disastro per verificare che la popolazione stesse bene o necessitasse assistenza. Queste frazioni, come Stefanago, Arpesina o Biancanigi e Gravanago, sono abitate per lo più da persone anziane. Cosa sarebbe successo se avessero avuto bisogno di aiuto?”.

Il sindaco di Fortunago, Pier Achille Lanfranchi, si dice preoccupato. “Non vogliamo gettare la croce addosso a nessuno, ma quel che ci spaventa è che sarà difficile reperire le risorse per porre rimedio ai danni causati. Ci sarà presto un incontro con il presidente dell’Area Vasta Poma per cercare di capire come reperire fondi per rimediare ai danni, ma siamo realisti e non ci aspettiamo soluzioni immediate”. Riguardo al problema elettrico il sindaco spiega: ”Ci è stato garantito l’aiuto di un generatore da 250w, simile a quello utilizzato per l’emergenza negli Abruzzi. Tra l’altro per i mezzi che dovevano portarlo qui non è stato facile raggiungerci e molto del lavoro è stato sbrigato grazie i mezzi del Comune”. Riguardo alle possibili soluzioni al problema, Baruffaldi ipotizza un declassamento delle strade: ”perché a questo punto non si pensa a ridarle in gestione ai Comuni? Se la Provincia non può fare nulla magari loro potrebbero”.

di Cristian Draghi 

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