Giovedì, 14 Dicembre 2017

SE FOSSI IN ALPEGGIANI... ECCO, PERÒ, FORSE, SAREI PREOCCUPATO

Per diletto e per piacere ho frequentate alcune feste e mercatini, organizzate da varie proloco e associazioni oltrepadane. Quasi tutte belle feste, tutte organizzate con impegno.

Pressoché in tutte era presente il sindaco del paese o della cittadina, con amministratori e ammennicoli vari, in nessuna e dico per fortuna, sono stati blaterati discorsi ufficiali ed altre amenità simili, ma in quasi tutte il sindaco o chi per lui, faceva passerella accompagnato da qualche povero cortigiano locale ed in molti casi era il sindaco stesso che accompagnava, magari suo malgrado, il probabile o possibile, capobastone politico di turno.

La cosa che mi ha colpito non è il fatto che molti primi cittadini, o ultimi cittadini, dipende da come si guarda la situazione, fossero presenti, la cosa che mi ha colpito non è che avessero una piccola corte, non più di tre o quattro cortigiani questuanti, del resto, che seguivano l’impettito politico da paese, la cosa che più mi ha colpito non è che il politico da paese era orgoglioso di farsi vedere con il politico da città, la cosa che mi ha colpito erano le facce, non tutte certamente, ma molte erano "facce un po' così"... Facce sudaticce, perché l’inclemente calura estiva, accompagnata in alcuni, non tutti, ad abbondanti dosi di vino e purtroppo non tutto oltrepadano, aumentava la sudorazione, anche ascellare del politico paesano di turno. Qualcuno di questi nostri, sudaticci rappresentanti, in uno slancio d’incauto ottimismo, si era messo anche la cravatta, che non essendo abituato a portare, teneva rigorosamente slacciata, in modo da respirar meglio. In molti casi ho udito per alcuni minuti, il politico da paese, filosofeggiare su migranti, testate nucleari coreane, sulla politica europea ed altri problemi che affliggono la politica mondiale, e che sono di difficile soluzione per ben altri intelletti internazionali.

Ma alla fine pressochè tutti, hanno parlato delle grandi opere realizzate durante il loro breve o più duraturo mandato nel loro paese, grandi opere che per il 95% dei casi in quasi tutti i paeselli consistono, almeno secondo la descrizione udita dai vari primi cittadini e assessori vari ed eventuali, in: rifacimento di 30 metri di marciapiede, riposizionamento o aumento dei cassonetti della nettezza urbana, riparazione provvisoria di 7 buche sulle strade, patrocinio con piccolo finanziamento in molti casi, più importante in altri, della festa del paese, ripristino con migliorie tecniche di 11 lampadine bruciate dei lampioni comunali, piantumazione di 9 metri quadrati con erba e fiori.

Ne ho sentiti tanti, di discorsi a vuoto e mi sono divertito a sentire inconcludenti tiritere. In molti casi, in realtà quasi tutti, ho udito previsioni su chi saranno i candidati  alle prossime elezioni per la camera, il senato e la regione, con la faccia rubizza, in alcuni casi, per avvalorare la loro tesi sul nome dei candidati, proferivano a mezza voce: "mla dii Giuan" (me lo ha detto Giovanni) al che alcuni, non capendo chi era "Giuan" chiedevano "Giuan chi?", la risposta era, con viso compiaciuto: "Al dutur dal Bralo – (rigorosamente detto in modo dialettale con una "L" sola), Alpegiani (rigorosamente proferito con tono ossequiante e dialettale con una "G" sola), proseguivano dicendo "a tse mi e lu suma amis ogni tant as vaduma e am disa" (il dottore del Brallo, Alpeggiani, sai, io e lui siamo amici, ogni tanto ci vediamo e mi dice).
I nomi che facevano i primi cittadini e i politici da paese sono i soliti, alcuni in realtà vedranno la candidatura regionale o la candidatura per Roma, con il binocolo, lo si sa già ora, e saranno "sistemati" in qualche sgabello, che so… ad esempio al San Matteo di Pavia, o in qualche azienda municipalizzata, o in qualche ente dell'alto Oltrepò, insomma cose così... posti così... sgabelli così.

Oltre alle molte, non tutte, "facce un po' così", la cosa che mi ha colpito e mi ha fatto riflettere, è la figura e l'arduo compito di Alpeggiani, persona che non conosco bene, anzi quasi per niente, ma che dalle varie interviste che ho letto e dalle opinioni, di alcuni miei intelligenti amici, che lo conoscono bene, mi è sembrata e mi dicono scafata, furba ed intelligente. E questo al di là dell'opinione politica favorevole, contraria o diversa che ognuno ha.

Non posso neanche pensare e credere che il Dottor Giovanni del Brallo si confidi o metta al corrente delle sue "segrete cose" i vari sindaci ed amministratori, quando e se li riceve o convoca.
Alpeggiani in valle Staffora, valli attigue ed in determinate zone della pianura, ha "piazzato" molti suoi "scudieri politici", ed in questo non ci vedo nulla di male, fa il politico, cosa dovrebbe fare se non cercare di vincere le elezioni nel maggior numero di paesi possibili e in un territorio il più vasto possibile? Chi critica questo suo
  modus operandi, vive al di fuori della realtà. Ecco, però, forse, se fossi in Alpeggiani sarei preoccupato...

è pur vero che astutamente e concretamente, così come fanno quasi tutti i politici navigati e di potere, ha attorno a sè due o tre persone che "scrivono" bene e sempre dei sindaci suoi scudieri, su alcune, non tutte, testate locali, e quindi cerca, anche in questo modo di far fare bella figura ai suoi sindaci ed amministratori, ma ho la ragionevole certezza che se non ci fosse lui, con buona pace dei suoi avversari politici, nell’indicare la via, nell’indicare le strategie, nell’indicare i nomi ed i ruoli, molti, quasi tutti i suoi scudieri, litigherebbero fra di loro e ben che vada, si prenderebbero a zuccate reciproche, perché non sanno dove sono e perché sono lì…. e sapete perché, perché molti, non tutti, ma molti sì... hanno delle "facce un po' così".
Questo per chiamare le cose con il loro
  nome e non usare "francesismi", se poi oltre alla faccia, bevono anche… il lavoro di Alpeggiani diventa doppio.

  1. Primo piano
  2. Popolari