Lunedì, 06 Luglio 2020
 

Antonio Marfi, alle prossime elezioni,candidato sindaco del Movimento 5 Stelle di Voghera, scrive : "Su ASM Vendita e Servizi si sta giocando una partita aggressiva e silenziosa che la popolazione non riesce a comprendere.

Le motivazioni della revoca della Presidente Sissinio, nonostante diversi errori commessi, sembrano delle giustificazioni. Il timore è che la controllata di ASM SPA, che ha nel cassetto migliaia di contratti, faccia gola a grandi gruppi di servizi energia.

La nomina a capo di ASM Vendita e Servizi di un nuovo manager, con precedenti responsabilità in altre società di servizi energetici, impone un confronto tra l’Amministrazione Comunale vogherese, il Sindaco e il CdA di ASM SPA.

In Consiglio Comunale si devono portare fatti concreti e documenti che ne motivino il cambio apicale, per tutelare ASM Vendita e Servizi, i dipendenti, gli utenti e per relazionare sulle strategie future (se ci sono). I vertici di ASM SPA e il Sindaco devono dare risposte chiare.

Si impone a questo punto, una commissione di inchiesta che nel tempo potrà anche diventare una commissione permanente. I partiti devono smetterla di occupare le poltrone - conclude Marfi - e devono incominciare a occuparsi della qualità dei servizi erogati e della tutela di un patrimonio economico e professionale della città e del territorio.
Il prossimo consiglio comunale dovrà rivedere gli indirizzi strategici e adottare criteri diversi per le nomine degli amministratori nella società partecipata e di conseguenza nelle società controllate."

Tra 10 anni aumenteranno i consumi di verdura (49%), frutta (47%) e olio extravergine di oliva (6%), mentre diminuiranno quelli di pasta (-23%), carne (-32%) e salumi (-45%). Nel 2050, si acquisteranno più prodotti biologici (44%), rich-in (34%), carne bianca (19%) come anche di Parmigiano Reggiano (8%), mentre il saldo sui consumi di vino e carne rossa sarà negativo rispettivamente del 22% e del 45%. A dirlo è per Cia- Agricoltori italiani il Report di Nomisma. Da qui ai prossimi 30 anni, una popolazione italiana più vecchia, destinata a passare dal 26% attuale al 38% nel 2050, porterà ad un calo dei consumi totali vicina al 10%. Per sopravvivere a questa diminuzione, secondo il Report, servirà puntare su competenza nell'export e nuovi assetti aziendali per produzioni realmente più orientate al consumatore e sviluppare nicchie di prodotto in grado di incontrare la richiesta di specifici segmenti di consumo.

Oltre all'invecchiamento della popolazione, secondo il Report concorreranno a definire un nuovo modello di consumi alimentari la presenza di stranieri in Italia come anche lo smart working.

Di impatto sarà infine anche l'evoluzione dei redditi e le relative differenze nel carrello della spesa non solo come prodotti ma anche come caratteristiche. I consumatori con redditi alti sono più attenti degli altri al Made in Italy, alla marca industriale, alla certificazione biologica e ai cibi light.

L'agricoltore di 80 anni è ricoverato in gravi condizioni al Policlinico San Matteo di Pavia, dopo essere stato schiacciato dal suo trattore, questa mattina a Val di Nizza in un campo lungo via Ramniga, in frazione Poggio Ferrato.  La dinamica deve ancora essere chiarita. Sembra che l'anziano fosse al lavoro da solo dietro al trattore, in un tratto in pendenza: il mezzo agricolo si è mosso, travolgendolo. L'80enne è stato subito soccorso dagli operatori del 118 e trasportato con l'elicottero al San Matteo: le sue condizioni sono gravi, ma non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Voghera, che stanno svolgendo accertamenti per ricostruire l'incidente.

* immagine di repertorio

Interrotta dall'emergenza sanitaria proprio nel vivo della sua stagione dei record, la rassegna teatrale torna in versione estiva con tre imperdibili date, tutte in programma presso i giardini di Villa Nuova Italia. Si partirà domenica 26 luglio alle ore 21 con "Leonardo e il mistero del cenacolo", spettacolo scritto e interpretato dal conduttore televisivo Roberto Giacobbo: il noto giornalista, volto della trasmissione di Rete 4 "Freedom - Oltre il confine", toccherà i momenti chiave che hanno caratterizzato l'evoluzione scientifica e indagherà sui misteri che si celano dietro il Cenacolo di Leonardo Da Vinci. Le altre due rappresentazioni, in fase di definizione, si terranno poi tra la fine di agosto e la prima metà di settembre.

«Ad oggi l'amministrazione comunale di Broni è al lavoro per una ripresa imminente dell'attività teatrale – conferma il primo cittadino, Antonio Riviezzi – che verrà organizzata nei giardini di Villa Nuova Italia. Sarà quindi anche un'occasione per scoprire e vivere a pieno un luogo caro ai cittadini, sfruttando le sue mille potenzialità. Investire nella cultura, voglio sottolinearlo ancora una volta, significa puntare sui nostri giovani, sostenere le associazioni culturali e sportive della città, creare occasioni di sviluppo, fare promozione alle unicità e bellezze del nostro territorio e aiutare il commercio locale».

Quello della stagione teatrale è un ritorno molto atteso dalla cittadinanza, come del resto certificano i numeri macinati dal Teatro Carbonetti prima del lockdown. Sold out ben 6 spettacoli su 8, con una media di riempimento del 94%, oltre al grande successo della rassegna domenicale per ragazzi e famiglie. Comparando l'ultima edizione alle precedenti, inoltre, emerge come il numero di abbonati sia praticamente triplicato, passando in soli tre anni da 46 a 120 unità. Ma al di là dei dati statistici, è soprattutto la qualità delle proposte ad essere costantemente cresciuta. Hanno infatti calcato le assi del Carbonetti grandi nomi e illustri compagnie, come il Van Gogh di Stefano Massini interpretato magistralmente da Alessandro Preziosi, oppure Stefano Fresi e Alessandro Benvenuti, in scena con un Don Chisci@tte che senza macchia e senza paura affronta i mostri dei nostri tempi. E ancora Maria Grazia Cucinotta, Vittoria Belvedere, Paola Gassman, Debora Caprioglio, Gioele Dix.

«Da parte nostra – aggiunge Marco Rezzani, presidente dell'Associazione Amici del Teatro Carbonetti di Broni - c'è la volontà di offrire massima collaborazione all'amministrazione comunale. Dopo i duri mesi della pandemia, tutti hanno una grande voglia di ripartire: la cultura deve avere un ruolo importante nella ripresa e per il territorio. La nostra associazione riprenderà le sue attività e a settembre lanceremo la nuova campagna di tesseramento».

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Si è verificato alle prime ore del mattino in località Poggio Ferrato, frazione di Val di Nizza, un grave incidente che ha visto il ribaltamento di un trattore. Sono parse da subito gravi le condizioni del conducente, tant'è che è stato richiesto l'intervento dell'elisoccorso. Ancora da chiarire le dinamiche dell'incidente.

 

Donatella Muffato originaria di Varese da poco tempo pensionata, vive attualmente a Casanova di Sinistra nella Valle Staffora. Dopo aver conseguito il diploma al liceo artistico nel 1977 e aver vinto il premio istituito per il migliore artista dell’anno dall’accademia di Brera nel 1982 si dedica ad un lungo lavoro di insegnamento. Grazie alla sua manualità e alla sua dedizione per i “meno fortunati” che ha incontrato nel suo lungo percorso da insegnante, Donatella ha cucito centinaia di mascherine per i suoi compaesani: «Ho cucito mascherine a non finire - dichiara -  e quando credevo di non avere più tessuti ne trovavo altri... Un lavoro immane». “Impara l’arte e mettila da parte”.. mai proverbio fu più azzeccato per raccontare questa storia.

Donatella, lei ha cucito un enorme quantità di mascherine salvavita per i suoi compaesani. Quando ha capito che “doveva dare una mano”?

«Mia madre mi aveva insegnato qualcosa da piccola in quanto era una magliaia e poi sarta quindi è successo che una mia cara amica mi ha chiesto di fare per lei una mascherina vista la gravità della situazione ne aveva bisogno, dopo di lei è arrivato anche il parroco che doveva celebrare una funzione e gli serviva una mascherina, infine andando al panificio qui in paese, ho visto che la proprietaria si stava arrangiando con una mascherina di carta. Ho capito che era il caso di mettermi subito all’opera per aiutare il mio paese e ho iniziato a cucire mascherine».

Una curiosità ma dove ha trovato la stoffa in quantità dato che i negozi sono chiusi?

«Ho guardato per tutta la casa e tutto il materiale che potevo utilizzare comprese le fodere dei cuscini tutto quello che si adattava bene allo scopo è stato impiegato. Ho cucito mascherine a non finire e quando credevo di non avere più tessuti ne trovavo altri. C’è stata un’azienda che mi ha mandato gratis della stoffa venendo a conoscenza di quello che stavo facendo in paese... Insomma un lavoro immane».

In che modo le ha distribuite?

«Attraverso il panificio e la salumeria gli unici negozi aperti in paese».

Il sindaco del paese come ha reagito?

«Venuto a saperlo mi ha contattata e mi ha ringraziata perché in un momento così grave, con l’impossibilità di reperire mascherine il mio lavoro è stato per certi versi provvidenziale, ma ho deciso nel mio cuore di fare un dono, tempo e stoffa, per salvare in qualche modo il mio prossimo sono soddisfatta di aver compiuto un lavoro finalizzato al bene comune e non voglio riconoscimento per questo».

Da quanto tempo vive a Casanova e perché ha deciso di stabilirsi proprio qui?

«Mi sono trasferita qui stabilmente da otto anni perché ritengo che questa sia la mia vera casa nel senso che mi sento parte di questo ambiente come se fossi nata qui, in realtà la prima volta che ho visitato questi luoghi, risale alla mia infanzia avevo nove anni e logicamente ero con i miei genitori e ciò che mi colpì di questo luogo fu la natura e le persone eccezionali, rimasi affascinata e osservavo tutto con un occhio scientifico che andava oltre lo stupore e preso un taccuino scrivevo tutto quello che osservavo: quanti petali in un fiore, quanti rami su un albero, le foglie, e così dicendo...Cominciai così a disegnare stimolata da una grande curiosità per il mondo esterno e con il bisogno di scoprire la bellezza in tutto ciò che mi circondava e non solo, ma di ripercorrere la storia di ogni oggetto che attirava la mia attenzione

Qual è stata la sua occupazione principale?

«Ho fatto sempre l’insegnante. Terminato il liceo artistico mi fu offerto subito un lavoro e la persona che me lo stava proponendo era dell’idea che quel tipo di lavoro si addicesse perfettamente al mio carattere. Naturalmente chiesi che tipo di lavoro avrei dovuto svolgere e la risposta fu che avrei insegnato ai disabili e che avrei pertanto dovuto trasferirmi a Milano».

Un lavoro particolare. Come è stato il primo impatto?

«Non avevo mai lavorato, ero alla mia prima esperienza e non sapevo cosa significasse il termine “disabile” o meglio non sapevo a quale specifica disabilità fosse da supporto. Un po’ perplessa chiesi quanto tempo avrei dovuto svolgere quel lavoro e mi fu detto per quindici giorni».

E poi?

«Ricordo che i primi cinque giorni furono molto duri ma poi cominciai a guardare con occhi diversi quella realtà e a vedere i disabili come persone con delle capacità straordinarie. Li guardavo con un amore del tutto naturale, spontaneo e con il desiderio sempre più crescente di aiutare tutti e non mi importava se erano costretti su una carrozzina... E così i quindici giorni divennero undici anni».

Aveva trovato qualcosa di bello e aveva dato un senso a tutto ciò che faceva giusto?

«Sì e sono felice di aver vissuto grandi esperienze di empatia e tutte creative e questo perché ho sempre messo il desiderio di comunicare ed aiutare gli altri al primo posto nei miei valori».

Lei ha avuto modo di lavorare anche nelle carceri, che tipo di esperienza è stata?

«Ho avuto la possibilità di lavorare sempre come insegnante di arte nel carcere di San Vittore a Voghera e sinceramente in un primo momento ho avuto delle perplessità, comprensibili, ma considerandomi una persona senza pregiudizi vedevo i carcerati innanzitutto come esseri umani e come tali con errori commessi alle spalle o con percorsi di vita estremamente complicati e difficili che li aveva portati a scelte sbagliate, ma sicuramente si prospettava loro una seconda chance e la possibilità di fare altro e di migliore nella vita. È stato molto bello per me vedere i detenuti che non vedevano l’ora che io arrivassi...Sono una persona gioiosa e la gioia è contagiosa e produce speranza con loro potevo ridere e scherzare e mandare a quel paese, se necessario, senza remore»

Un episodio che le è rimasto impresso di quel periodo?

«Un giorno fui mandata ad insegnare nel sesto raggio, il settore più difficile della struttura carceraria,  arrivata lì mi vengono incontro alcuni ragazzi e poco distante da loro un giovane titubante, vedendolo capisco che ha un aria familiare ma non riuscivo a ricordare dove avessi visto quel viso. Alla fine lo riconosco nell’attimo in cui mi chiama “prof”. Mi si è gelato il sangue: era un mio ex alunno. Da quel dì seguì il mio corso con grande soddisfazione, la mia in primis».

Lei ha disegnato, restaurato, dipinto, cucito vestiti, organizzato sfilate... Si può definire la stilista locale?

«In effetti ora che ho più tempo faccio un po’ di tutto e voglio scoprire cosa piace di più alla gente quali sono i loro bisogni».

A conclusione cosa le ha insegnato questa esperienza?

«A dare il giusto valore ad ogni cosa e capire che ciò che poteva essere artistico può essere ora oggetto di uso primario per sopperire l’emergenza, si può creare riciclando tantissime cose non solo belle ma soprattutto utili».

di Stefania Marchetti

Con oltre 4 milioni di capi, pari a circa il 50% del totale italiano, la Lombardia si conferma la prima regione italiana per numero di maiali allevati. È quanto afferma Coldiretti nel commentare positivamente il via libera dell’Unione Europea all’etichetta Made in Italy su salami, mortadella, prosciutti e culatello per smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana, come chiede il 93% dei cittadini che ritiene importante conoscere l’origine degli alimenti, secondo l’indagine on line del Ministero delle Politiche agricole. 

Ad annunciare il via libera europeo è la Coldiretti, che ha fortemente sostenuto il provvedimento, dopo la scadenza del cosiddetto termine di “stand still”, il periodo di “quarantena” di 90 giorni dalla notifica entro il quale la Commissione avrebbe potuto fare opposizione allo schema di decreto nazionale interministeriale (Politiche Agricole, Sviluppo Economico e Salute) che introduce l’indicazione obbligatoria della provenienza per le carni suine trasformate. 

Una novità importante per garantire trasparenza nelle scelte ai 35 milioni di italiani, di cui 6 milioni di lombardi, che almeno qualche volte a settimana portano in tavola salumi, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, ma anche per sostenere i 5mila allevamenti nazionali di maiali messi in ginocchio dalla pandemia e dalla concorrenza sleale, per salvare il prestigioso settore della norcineria che in Italia, dalla stalla alla distribuzione, vale 20 miliardi. 

Secondo un’analisi Coldiretti, dall’inizio dell’emergenza sanitaria le quotazioni dei maiali tricolori si sono quasi dimezzate e scese a poco più di un euro al chilo, mettendo a rischio le imprese e, con esse, la prestigiosa norcineria Made in Italy a partire dai 12,5 milioni di prosciutti a denominazione di origine (Dop) Parma e San Daniele prodotti in Italia. A preoccupare è l’invasione dei cosce dall’estero per una quantità media di 56 milioni di “pezzi” che ogni anno si riversano nel nostro Paese per ottenere prosciutti da spacciare come Made in Italy. 

Si stima, infatti, che tre prosciutti su quattro venduti in Italia siano in realtà ottenuti da carni straniere senza che questo sia stato fino ad ora esplicitato in etichetta. 

Cosce provenienti in larga parte – denuncia Coldiretti - dai grandi mattatoi dei paesi del Nord, come ad esempio la struttura di Rheda-Wiedenbrück, nel distretto di Guetersloh, nel NordReno Westfalia, balzata all'attenzione delle cronache perché più di 1.550 lavoratori sono risultati positivi ai test per il Covid-19. 

Il decreto sui salumi, che dovrà essere presto pubblicato in Gazzetta Ufficiale per essere operativo, prevede – spiega Coldiretti – che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali). 

Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”.

La dicitura “100% italiano” è utilizzabile dunque solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.  

Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE”. 

L’etichettatura dei salumi è l’ultimo capitolo della storica battaglia per la trasparenza condotta dalla Coldiretti che, con la raccolta di milioni di firme, ha portato l’Italia all’avanguardia in Europa. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro era arrivato grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 è entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. 

A livello Ue – conclude la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, mentre la Commissione Europea ha recentemente specificato che l’indicazione dell’origine è obbligatoria anche su funghi e tartufi spontanei.

 

 

Federdoc - anche in merito al Patto per l’Export, progetto con il quale il Governo prevede uno stanziamento straordinario di un miliardo e 336 milioni di euro a favore del rilancio del Made in Italy nella fase post emergenza Covid – sottolinea, in una nota, l’importanza di un confronto immediato atto a definire al meglio il ruolo fondamentale dei Consorzi di Tutela del Vino a Denominazione in questo processo di ripartenza che fa seguito a uno dei momenti più difficili mai affrontati dal settore.

“Pur riconoscendo l’impegno del nostro Governo – spiega Riccardo Ricci Curbastro, Presidente della Federdoc, Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari di Tutela dei Vini a Denominazione di Origine italiani – e valutando in modo estremamente positivo molti degli obiettivi del progetto, avevamo ritenuto necessario ricordare come diversi degli elementi cardine del piano dovessero a nostro giudizio prevedere il coinvolgimento di realtà, come appunto Federdoc, che già da anni operano in prima linea su temi quali la promozione e l’internazionalizzazione”.

E pronta è stata, come riferisce la Federdoc in una nota, la risposta del Governo e in particolare del Ministero degli Affari Esteri, dicastero che ha lavorato al Patto per l’Export e che, nella figura del Sottosegretario di Stato Manlio Di Stefano, ha voluto incontrare il Presidente Ricci Curbastro per un colloquio nel corso del quale sono stati affrontati i temi centrali del settore vitivinicolo.“Ho trovato nell’Onorevole Di Stefano un interlocutore attento e preparato – racconta Ricci Curbastro – e molto sensibile alla realtà dei Consorzi, volano imprescindibile per la crescita del vino italiano, dentro e fuori dai confini nazionali. E’ stato un incontro propedeutico a un’attività sinergica, indispensabile per la ripresa di un settore in evidente sofferenza. Temi come cultura del vino, promozione dei territori e protezione delle nostre Indicazioni Geografiche sono stati affrontati con la promessa di un prossimo incontro che renda possibile approfondire il discorso e, soprattutto, definire una strategia vincente per la rinascita del patrimonio vitivinicolo del nostro Paese”.

Il periodo emergenziale appena trascorso ha visto, tra gli altri, il particolare coinvolgimento di tutto il personale dei reparti di Terapia Intensiva così come quello delle Medicine Interne. Il Direttore Generale di Asst Pavia, con deliberazione n. 257 dell’08.06.2020 ha disposto, a seguito di concorso pubblico, l’assunzione dei n. 3 Dirigenti Medici specialisti, risultati vincitori, destinati rispettivamente all’UOC di Medicina Interna dell’Ospedale Civile di Voghera, diretta dal dott. Luigi Magnani, anche Direttore del Dipartimento aziendale di Area Medica, all’UOC di Medicina Interna dell’Ospedale SS. Annunziata di Varzi, diretta dal dott. Vittorio Perfetti e presso l’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Medicina Generale a Bassa Intensità di Cura dell’Ospedale di Casorate Primo.

I compiti cui è chiamata a rispondere un’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna, ad esempio, quella dell’Ospedale Civile di Voghera, sono rivolti ad attività di diagnosi e cura e si articolano in:

• Attività di ricovero ordinario (Reparti di degenza);

• Attività di Day Hospital;

• Macroattività Ambulatoriale Complessa (MAC);

• Attività ambulatoriali.

Nella Unità Complessa di Medicina Interna vengono ricoverati principalmente pazienti con patologie acute o con riacutizzazione di patologie croniche, provenienti soprattutto dal Pronto Soccorso ma anche trasferite da altri reparti dello stesso Ospedale. Le patologie più frequentemente rappresentate fra i ricoverati riguardano l'apparato cardiocircolatorio, l'apparato respiratorio, le infezioni ma comprendono anche affezioni di tipo oncologico, ematologico, nefrologico, gastroenterologico ed epatologico. I pazienti ricoverati sono nella maggior parte dei casi polipatologici, complessi, politrattati e necessitano di un approccio che consenta una presa in carico globale della persona, quale è appunto l’approccio caratteristico della Medicina Interna. L’attività ambulatoriale è rivolta all’utenza esterna ed eroga prestazioni nell’ambito di quasi tutte le specialità dell’area medica (Macroattività Ambulatoriale Complessa -MAC- rivolta in particolare all’erogazione di prestazioni in ambito oncologico, medicina interna, oncologia, diabetologia, endocrinologia, pneumologia, gastroenterologia, epatologia, ematologia, geriatria, reumatologia, terapia anticoagulante orale -TAO, ecografia internistica, ecocolordoppler vascolare). Presso la UOC sono attivi ambulatori in “cobranding” con l’ IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, che prevedono la compresenza negli ambulatori di Ematologia, Oncologia e Reumatologia di specialisti di ASST e del San Matteo, il che consente una proficua collaborazione fra i professionisti ed una ottimale gestione del paziente.

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Sono iniziati i lavori di completamento e messa in sicurezza della rotonda che si trova di fronte al PalaOltrepò di Voghera, al fine di migliorare la viabilità in un’area che presenta la presenza di significativa incidentalità. «Un’opera progettata per rendere più bella la via d’accesso alla nostra città e contemporaneamente aumentare la sicurezza - spiega il sindaco Carlo Barbieri - limiterà la velocità della macchine che transitano e garantirà la sicurezza agli studenti che frequentano l’istituto Maserati». Dalla statistica realizzata dall’ufficio lavori pubblici sono stati riscontrati un decina di incidenti nel triennio 2015-1017.

«L’obiettivo era aggiungere più sicurezza e piacevolezza estetica nel punto di ingresso della città - aggiunge il vice sindaco Daniele Salerno - Dopo il lockdown stiamo correndo per aprire il maggior numero di cantieri. Tutto era già pronto per marzo, siamo stati fermati dall’emergenza, ma ora ripartiamo. Con questa opera vogliamo creare una porta di accesso a Voghera da ovest che vada a sostituire la semplice tracciatura della rotonda».

Ampliando le isole spartitraffico esistenti e creandone di nuove si prevede che venga ridotta la velocità delle automobili che si immettono grazie ad una più “accentuata deflessione” delle corsie di immissione all’anello di scorrimento della rotatoria. «Entro poche settimane anche questo intervento sarà ultimato. Un’opera che limiterà la velocità dei veicoli in entrata per la sicurezza dei pedoni che attraversano e degli studenti che raggiungono la palestra», conclude il vicesindaco Salerno. La banchina era già stata oggetto di ampliamento negli scorsi mesi per favorire l’avvicinamento al palazzetto.

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