Lunedì, 20 Gennaio 2020

Da qualche tempo a questa parte a Godiasco Salice Terme, si fa un gran parlare di alcune scelte discutibili prese, o che doveva o che stava o che vorrebbe prendere l’amministrazione comunale. Naturalmente questo ha scatenato una ridda di voci, alcune veritiere, altre frutto del più classico “gossip” condito in salsa godiasco-salicese che mai è mancato in simili circostanze ogni qualvolta qualche “mal di pancia” ha alimentato le sorti del primo cittadino e della maggioranza. Verrebbe da definirlo un classico, se non fosse che questa volta c’è qualcosa di particolare che merita di essere discusso. Infatti il capogruppo di minoranza (Unità e Progresso in Comune) Luca Berogno, insieme ad altri due membri della minoranza, Martina Frattini e Damiano Deantoni, ha richiesto un consiglio comunale straordinario. Il quarto componente della minoranza, Alberto Bina, è al momento nel limbo, sospeso tra la minoranza e la maggioranza e l’equidistanza...  gli sviluppi futuri ci diranno, ma soprattutto diranno ai cittadini di Godiasco Salice Terme cosa farà.Nel frattempo il sindaco ha convocato per questa sera , lunedì 20 Gennaio, il consiglio comunale.

Berogno, avete richiesto un consiglio comunale straordinario

«Si, è prevista da un articolo del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale. L’art.25 prevede, infatti, che se un quinto dei consiglieri chiede questa convocazione al sindaco indicando anche gli argomenti da trattare, il sindaco è tenuto a convocare il Consiglio ».

Qual è il primo argomento proposto in questa richiesta di convocazione?

«Il primo è il recente concorso tenuto per l’assunzione di due vigili urbani. Lo scopo, pur essendoci 45 candidati ammessi alle prove scritte, non è stato raggiunto. Abbiamo un solo candidato che ha superato le prove; e gli altri? Tutti inadeguati in così grande numero?  La cittadinanza è perplessa. Noi abbiamo chiesto di istituire una commissione d’indagine, come prevede l’articolo 12 dello Statuto Comunale, su quanto è successo».

Che cosa non vi quadra?

«Intanto il concorso è stato svolto da tre funzionari interni del Comune, che costituivano la commissione la quale, come costi, ha avuto solo il tempo sottratto al lavoro e dedicato alle varie fasi del concorso stesso. La commissione ha adottato e scelto il sistema della correzione a cascata  (ovvero la prova successiva viene valutata solo se nella precedente si consegue il punteggio da 21 a 30) che ha ridotto a 6 il numero delle seconde prove corrette e a 3 il numero dei candidati ammessi all’orale. La prima prova era a risposta chiusa (crocette). In genere, per queste prove, si fa un pre-test per valutarne la validità, l’adeguatezza, l’efficienza e l’efficacia. Non si sa se la prova è stata “testata” con modelli similari. La seconda prova era “aperta”. Quali conoscenze, competenze e capacità si volevano riscontrare? Quali sarebbero stati gli indicatori e i descrittori della presenza delle abilità di cui sopra? Insomma, era stata elaborata una griglia di valutazione? Non si sa. La terza prova, orale, aveva a sua volta, al di là dell’indicazione degli ambiti, criteri e metodi di valutazione?  Non si sa».

Al di là dei risultati del concorso, cosa ne pensa della candidatura del figlio del vicesindaco Luisella Piedicorcia?

«Non penso che ci siano motivi di illegittimità conclamati della candidatura, semmai motivi di opportunità».

Cosa avrebbe dovuto fare secondo voi il vicesindaco per “legittimare” la candidatura del figlio?

«Le dimissioni sarebbero state opportune ed eticamente corrette».

Qualche maligno vi punzecchia dicendo che voi della minoranza non fate davvero “opposizione”…

«L’opposizione è sempre legata a ciò che la maggioranza di un’amministrazione fa, e svolge una funzione di critica, anche di stimolo e costruttiva. Però se si fa poco o nulla è difficile opporsi al nulla. Abbiamo assistito al tramonto di Salice Terme e anche di Godiasco, dei suoi negozi e di molte attività, al fallimento dello stabilimento termale che ha messo in mezzo alla strada tanti lavoratori, tranne pochissimi fortunati che si sono o sono stati sistemati subito, e da parte dell’amministrazione non si è fatto e neppure detto nulla».

Avete denunciato situazione di scarsa trasparenza anche in merito alla situazione relativa alle casse comunali: esiste a Godiasco un problema relativo alla mancanza di introiti dovuti a tasse non pagate?

«Circa un anno fa, il gruppo di minoranza ”Unità e Progresso in Comune” chiese la convocazione del consiglio comunale in seduta segreta proprio perché le cifre di mancato pagamento e di morosità  emersa in merito alla Tari e all’Imu durante la discussione del bilancio di previsione erano a dir poco allarmanti: Tari 435.035 euro e Imu 623.035 dal 2013 al 2017. Ora, dopo oltre 18 mesi da quella seduta, chiediamo l’aggiornamento sulla situazione anche perché, nel frattempo, si sono verificate alcune iniziative come il richiamo della Corte dei Conti della Regione Lombardia e le nuove misure di inasprimento nei confronti dei morosi contenute nella Legge bilancio dello Stato 2020 molto importanti e significative. Vogliamo sapere quali azioni saranno intraprese e i risultati raggiunti per far pagare le tasse ai cittadini morosi che non pagano da anni. L’evasione si è ridotta o è aumentata? I cittadini che non pagano danneggiano tutti noi che con sacrifici paghiamo regolarmente. Come intende affrontarle la nostra amministrazione? Non certo nel senso che ha indicato nel “Documento unico di programmazione semplificato 2019-2021” approvato dalla maggioranza in consiglio comunale che prevede un “recupero”, nelle tre annualità, di euro 26 mila, euro 10 mila, ed euro 10 mila per l’Imu e un recupero annuo di ben 5 mila euro per la Tarsu-Tari».

Un altro punto su cui chiedete lumi riguarda la bocciofila. Che cosa ne è della struttura?

«è quello che vorremmo sapere. Sono ormai più di due anni che la struttura “Bocciofila Piero Fontana” di proprietà del comune di Godiasco è chiusa al pubblico. Soltanto un gruppetto di 5 – 6 appassionati, negli ultimi mesi, ed a proprie spese, si è preso l’impegno di mantenere i campi-giochi agibili. è una struttura per cui le passate amministrazioni hanno speso notevoli somme, per cui vogliamo sapere che ne sarà adesso che il contratto per l’ultimazione dei lavori, già oggetto di proroga, è scaduto il 31 dicembre».

Se doveste indicare qualche buona azione/attività di questa amministrazione?

«Tema: alla finestra in un giorno di pioggia vedi. Svolgimento: Ombrelli, ombrelli, ombrelli, pardon: dossi, dossi, dossi. Miracolosamente alcuni, in luoghi strategici, sono quasi normali; altri sono a rischio gomme e balestre, pure a velocità ridotta…ma per fortuna ora, un semaforo giallo presso alcuni di essi, intermittente, aiuta a cogliere il pericolo imminente di sfasciare l’auto… mentre si attendono, inutilmente , i due vigili che non sono stati varati dal concorso appena concluso».

 di Silvia Colombini

Arrivando da Viale Frascati, il Castello di Rovescala colpisce immediatamente per la sua imponenza e si rimane tentati a farvi una visita. Purtroppo però questo non è possibile, in quanto l’attuale struttura seicentesca  non è aperta al pubblico per il turista occasionale, ma solo per eventi speciali. La villa e il suo complesso sorgono su quelle che erano le fondamenta dell’antico fortilizio medievale, distrutto più volte dai piacentini (come tutti i castelli della Valversa) tra il 1215 e il 1220 e ancora, una volta riedificato, nel 1290. Dal 1415 il feudo venne concesso a Galeazzo Sforza, il quale lo succedette al casato dei Pecorara, che ne rimasero titolari fino al 1786. Successivamente la proprietà passò a diverse famiglie, tra le quali i Valle e i Beretta fino ad arrivare agli attuali Perego. Del castello originario rimane solo la torre risalente al ripristino operato nel 1371 da Galeazzo Visconti, interamente coperta da intonaco. All’interno della villa seicentesca, costruita dai Pecorara nel XVIII secolo nel perimetro del castello originario, sono presenti grandi stanze affrescate con opere di Giovanni Angelo Borroni (1684-1772) ancora in ottimo stato di conservazione. Abbiamo intervistato Giorgio Perego, titolare dell’”Azienda Agricola Perego & Perego”, la cui famiglia è l’attuale proprietaria della struttura.

Perego, quando la vostra famiglia è entrata in possesso del Castello di Rovescala?

«Il castello è stato ereditato da mia madre nel 1996 e prima apparteneva a mio zio, deceduto in quell’anno, che ne era diventato proprietario nel dopoguerra. Quindi sono almeno 70 anni che è di proprietà della nostra famiglia».

Perego non è un cognome tipico dell’Oltrepò...

«Perego è un cognome originario della zona di Lecco ed è una delle famiglie più antiche della Lombardia. Mia mamma è originaria di Rovescala, ma ha sempre vissuto a Milano dove insegnava. Anch’io sono nato e cresciuto in città ma nel 2001 mi sono trasferito in Oltrepò riaprendo l’azienda agricola del mio bisnonno».

Vi siete sempre occupati di viticultura?

«Ho iniziato nel 2001 appunto, con poco meno di un ettaro di terreno per poi arrivare agli attuali dodici, di cui sette vitati e due e mezzo con noccioleti piantati nel 2016».

La struttura è sempre stato funzionante?

«Il castello è sempre stato abitato e la cantina è stata funzionante fino ad una ventina di anni fa, in quanto era stata affittata a terzi per la vinificazione, ma attualmente è dismessa. Io produco vino in una struttura situata sempre a Rovescala, a pochi metri dal castello. Si tratta di una cantina di fine ‘700 completamente ristrutturata a cui è stata aggiunta una parte più moderna. Spero in un prossimo futuro di riuscire a rimettere in utilizzo la cantina del castello, non tanto per la vinificazione ma solo per l’invecchiamento dei vini in botte».

Il Castello di Rovescala è custode di una testimonianza importante per la storia dell’enologia oltrepadana e italiana. Per quale motivo?

«Parte dell’importanza storica di Rovescala è contenuta in un atto datato 22 marzo 1192 in cui il Conte Anselmo, signore di Rovescala, vende a dei “forestieri” provenienti dal nord alcuni congi (congio, unità di misura romana equivalente a  3,283 l ,ndr) di vino, specificando “della miglior qualità”, prodotto nelle cantine del castello. Si tratta di uno dei primissimi documenti che attestano una vendita di vino dell’Oltrepò, che fino ad allora era prodotto in gran parte per uso personale e non commerciale».

è rimasta ancora qualche testimonianza enologica tangibile quel periodo storico?

«Nelle cantine del castello c’era fino a poco tempo fa uno dei più antichi torchi risalenti a quell’epoca, con il  basamento costituito da una grossa rovere tagliata. La pietra usata per pressare è ancora visibile qui in castello, mentre il basamento è custodito alla Certosa di Pavia.Per quanto riguarda invece il territorio di Rovescala in passato erano stati fatti degli scavi archeologici nel fondo valle, dove sono stati rinvenuti strumenti utilizzati per produrre vino già nell’epoca romana. Di questi la scoperta più interessante riguarda un pentolino che fungeva da unità di misura per la miscelazione del garum, che era una sorta di poltiglia prodotta all’epoca romana con interiora di pesce e vino. In base alla qualità con il quale veniva costruito questo utensile si può sapere a chi era destinato il garum miscelato: quello rinvenuto qui a Rovescala era in argento, quindi il garum era destinato ad un nobile edi conseguenza si può affermare che il vino prodotto qui era uno dei migliori in assoluto. Ci sono poi anche documenti che attestano che qui già all’epoca romana la vite cresceva autoctona qui a Rovescala».

Avete dovuto sopportare elevati costi di ristrutturazione per rendere visitabile il castello?

«Il castello si trova in stato di conservazione originale e lo stiamo ristrutturando poco per volta. Ci sono stati movimenti di assestamento negli anni scorsi che hanno causato qualche danno. Nel corso del prossimo anno faremo  innanzitutto degli interventi di carattere strutturale, per stabilizzarlo meglio. Successivamente ci concentreremo sul recupero della cantina».

Organizzate visite guidate presso la vostra struttura?

«Al momento il castello viene utilizzato come locale degustazione dell’azienda. Non è aperto al pubblico ma su richiesta effettuiamo visite scolastiche e istituzionali. Lo scorso marzo, durante la “Primavera dei Vini”, abbiamo avuto come ospiti l’allora Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio e l’Assessore Regionale al Turismo Lara Magoni».

Fate già rete con altre strutture simili o fate parte di qualche associazione?

«No, come castello non facciamo parte di nessuna associazione».

La vostra azienda produce vini bio e vegan. Quando avete iniziato questo tipo di produzione?

«La nostra azienda è associata alla Fivi, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, e a Vinnatur. Nel 2001 abbiamo iniziato con vini più convenzionali, ma sempre di qualità con la pratica della lotta integrata. Nel 2011 abbiamo deciso di concentrare la produzione su un settore più di nicchia, quello dei vini vegan e senza solfiti aggiunti, rispettando il disciplinare di produzione di Vinnatur. Bisogna avere pochi accorgimenti ma nei momenti giusti: non servono né chimica né pratiche invasive, ma solo sapere cosa si sta facendo perché è molto più complesso che vinificare dei vini convenzionali».

I vostri vini li definireste quindi “naturali”?

«Il termine “vini naturali” è ormai inflazionato e spesso utilizzato in modo errato: il disciplinare Vinnatur stabilisce che in vigna non si possa utilizzare nulla di chimico, solo rame e zolfo in quantità minime; in trasformazione viene solo ammessa 30mg\l di solforosa per i rossi e 50mg\l per i rossi, vietando chiarifiche, filtraggi sotto i 50 micron e pratiche fisiche invasive. Il principio ispiratore sin dai primi anni di vinificazione è stato quello di creare un’azienda che producesse solo prodotti di qualità elevata, non di fare del vino qualsiasi. Da allora stiamo lavorando in quella direzione…».

Tornando al turismo, come vedreste un circuito di promozione dei castelli e delle dimore storiche dell’Oltrepò Pavese?

«Io sono decisamente favorevole per un’iniziativa del genere: queste strutture vanno valorizzate e per fare ciò la gente deve essere spinta a visitarle. Una cosa che manca secondo me all’Oltrepò, che invece esiste in tantissime altre zone d’Italia, è la capacità di far venire il turista qui da noi, in campagna o in cantina. Incrementando il turismo si incrementa anche il valore dei terreni, degli immobili e delle aziende, sempre se si producono vini di una certa qualità e venduti a prezzi adeguati».

di Manuele Riccardi

Il giovane maître e barman stradellino Benito Langella, 29enne originario di San’Angelo Lodigiano ma cresciuto tra Broni e Stradella da sempre, si è aggiudicato un importante premio durante un concorso a Roma, dove si è aggiudicato il primo posto nella categoria “sparkling” per il miglior cocktail a livello nazionale utilizzando le bollicine. Cresciuto accanto alla nonna ai fornelli, fin da piccolo voleva fare il cuoco. Dopo tre anni al Santa Chiara di Stradella passa al Cossa di Pavia per completare i cinque anni, e nel 2009  si diploma come ‘operatore di sala’ e, nel frattempo, fa un corso da barman a Pavia.

Langella, come mai la scelta di operatore di sala, rispetto al sogno iniziale di diventare cuoco?

«Il cambiamento è dovuto ad un amico di famiglia: suo figlio, mio carissimo amico, ha scelto ‘sala bar’…io con il professore di ‘sala bar’ non ci andavo molto d’accordo ed è stata questa persona a farmi capire di cambiare atteggiamento con il professore, di prendere le cose da un altro punto di vista, perché questo percorso poteva essere giusto per me. Piano piano sono riuscito a fare questo cambiamento e sono riuscito a conquistarmi la fiducia del professore e ad essere scelto per questo percorso».

Dopo le scuole superiori cosa ha fatto?

«Ho iniziato a lavorare da subito. Mi sono diplomato a luglio e a settembre già lavoravo, nel bar del paese a Belgioioso, grazie ad amici di famiglia che avevano necessità di assumere qualcuno e hanno scelto me. Poi ho lavorato a Stradella, a Santa Maria della Versa e poi ancora a Pavia, in un bar prima e in un ristorante poi. Successivamente ho deciso di fare il ‘salto’».

Quindi?

«Ho iniziato a mandare curriculum vitae a destra e a sinistra, fino a quando mi ha chiamato il Trussardi alla Scala. Qui ho fatto un anno e poi lo chef, cambiando location, ha voluto che lo seguissi a Palazzo Parigi, che è un locale 5 stelle lusso in zona Brera. Poi mi sono preso un anno sabbatico e ho deciso di diventare un ‘extra’…stavo quindi dietro a ristoranti e alberghi che mi chiamavano».

Come mai questa scelta?

«Perché volevo capire da più persone come lavoravano, approfondire di più il mio livello di preparazione».

è servito?

«Assolutamente sì, perché ogni settimana vedevo diversi responsabili di sala lavorare…e da ognuno di loro prendevo qualcosa».

E poi?

«A gennaio del 2018 mi ha contattato questo posto di Sannazzaro, dicendomi che avevano bisogno di una figura di responsabile di sala per un progetto interessante: ho deciso di accettare questa sfida, insieme allo chef con cui avevo lavorato a Milano».

E come è andata?

«Direi bene per il momento, visto che sono ancora lì! Il percorso è sicuramente lungo, perché si è a Sannazzaro e ci vuole tempo per farsi conoscere bene, però sta andando bene».

Attualmente di che cosa si occupa?

«Sono responsabile di sala in questo ristorante gourmet di recente apertura, è una struttura importante perché messa all’interno di un hotel con 75 camere e io mi occupo del servizio ai tavoli, degli ordini, della gestione dei ragazzi e dell’organizzazione della cantina e della carta dei vini».

Ha fatto molti concorsi?

«Li faccio dal 2007 in realtà. Prima come emergente e poi come barman a tutti gli effetti. Sono andati sempre abbastanza bene, l’apice l’avevo raggiunto due anni fa a Roma, dove avevo vinto la semifinale e in finale avevo raggiunto il ventiduesimo posto.

Ultimamente ne ho fatto uno a Merano come emergente responsabile di sala e infine di nuovo a Roma pochi giorni fa».

Risultato?

«Era il settantesimo concorso nazionale Aibes (associazione italiana barman e sostenitori)…su 56 partecipanti alla semifinale passavano in 16 e io sono passato in finale nazionale…e ho vinto la categoria sparkling! Poi i primi classificati delle otto categorie presenti si sfidavano per andare al mondiale…io sono arrivato a solo due punti dal podio, ma è stata comunque una soddisfazione davvero enorme».

Non le chiediamo la ricetta del cocktail vincente, ma almeno può indicarci gli ingredienti?

«Sciroppo di fragole, sciroppo di cranberry, vodka, succo di lime tutto nello shaker. Poi si completa tutto con champagne blanc de blanc».

Il fatto di arrivare da un paese dell’Oltrepò ha rappresentato un ostacolo alla sua carriera?

«No, assolutamente. In questo lavoro serve tanta voglia di lavorare e tanta pazienza. Se non si ha la passione dopo due giorni si torna a casa: io ho avuto tanta passione e tanta determinazione».

 di Elisa Ajelli

Anche se non sono lo strumento più trendy per le nuove generazioni, i fiati restano una tradizione per la città di Voghera, che vanta un Corpo Musicale storico con quasi 130 anni di attività (certificati dall’archivio storico). Ha sede al 30 di via Covini ed è aperto a chiunque desideri imparare uno strumento, a chi vorrebbe riprendere un vecchio hobby lasciato nel cassetto, o anche solo per ascoltare della buona musica. A dirigerlo è il maestro e direttore Franco Garbarini.

Maestro, quando è nato il Corpo Musicale Città di Voghera? Ci racconti un po’ le origini e ci parli della sua formazione professionale…

«Le prime testimonianze, datate 1886, si trovano presso l’archivio storico del Comune di Voghera. In quell’anno veniva emesso il bando di concorso per la nomina del direttore della Scuola di Musica, al quale veniva affidato anche il compito di dirigere la banda. La banda rimane così legata alla Scuola di Musica fino al 1910, quando venne sciolta per dissidi interni. Rifondata l’anno seguente, fra varie interruzioni dovute agli eventi bellici, svolge regolarmente la propria attività fino agli anni ‘50.

Dopo qualche decennio di completo silenzio, in occasione del centenario dalla fonda-zione, nel 1989 ho proposto la creazione di un gruppo di strumenti a fiato, con l’intento di riprendere, sostenere e valorizzare la tradizione bandistica vogherese.

Dal 2002, con l’avvio dei corsi di orientamento bandistico, è nata la sezione giovanile del Corpo Musicale Città di Voghera, che si è affiancata ai veterani del gruppo, diretta dal Maestro Albina Sambusseti.

Oggi dirigo il Corpo Musicale Città di Voghera, costituito da circa 30 strumentisti di età compresa tra i 14 e gli over 70.

La mia formazione si è svolta presso il Conservatorio G. Nicolini di Piacenza. Dopo il conseguimento del diploma, ho fatto parte di varie orchestre sinfoniche e liriche e ho ricoperto l’incarico di docente presso la Civica Scuola di Musica a Voghera. 

Attualmente insegno alle scuole medie inferiori di Bressana Bottarone».

Quanti iscritti conta il Club?

«Il Club conta 50 iscritti, anche se solo 25 svolgono attività musicale e hanno seguito una formazione specifica».

Da chi è composto l’organico?

«Il Direttivo è composto da me sottoscritto (Direttore, Fondatore e Consigliere), Andrea Olezza (Vice Presidente), Maria Cristina Gangale (Segretaria e Consigliere), Dino Roccuzzo (Consigliere), Lucia Agnelli (Consigliere)».

A che pubblico vi rivolgete?

«Il nostro pubblico è vario. Quando partecipiamo alle parate, siamo molto seguiti dai sindaci, dall’Arma dei Carabinieri e da cittadini.

Quando organizziamo i concerti, il nostro pubblico è di vario genere, in prevalenza non giovane».

Ci sono anche giovani che si avvicinano alle vostre attività?

«Posso dire che siamo una banda composta da giovani, anche se attualmente stiamo passando un periodo un po’ morto, perché i giovani d’oggi si avvicinano molto poco agli strumenti a fiato….

è presente, a livello generale, una mancanza di cultura musicale, soprattutto a livello scolastico e accademico».

Che categorie comprende il vostro repertorio?

«Suoniamo marce da sfilata, marce militari, inni solenni, musiche religiose, trascrizioni di musica classica, colonne sonore, brani originali per banda, musica operistica, musica leggera».

è prevista una quota di iscrizione all’associazione?

«La quota associativa chiede un minimo di 5 Euro e permette di sostenere il Corpo nell’impegno musical-sociale. La stessa, inoltre, permette di partecipare alle attività, con l’opportunità di mantenere viva la tradizione musicale bandistica, poco nota in provincia».

Che corsi organizzate e come sono strutturati?

«I corsi (strumento flauto, clarinetto, tromba e trombone, bassa tuba, saxofono e percussioni ) prevedono una lezione settimanale, sia individuale che collettiva, che comprende teoria e pratica. L’associazione fornisce lo  strumento e l’intero materiale didattico. Alla fine del percorso, di durata triennale, è previsto un esame finale, che attesta l’entrata nel Corpo Musicale. In passato organizzavamo anche il saggio finale, anche se attualmente non lo stiamo più facendo per carenza di iscritti.

Si organizzano anche lezioni, concerti e workshop presso scuole di ogni grado, teatri e auditorium con lo scopo di far conoscere la banda, la musica e gli strumenti a fiato».

Dove vi ritrovate per le prove?

«Le prove si svolgono ogni mercoledì sera dalle 21:00 alle 22:30 presso la sede in Via Covini, 30».

Dove vi esibite e per quali eventi?

«Suoniamo ai carnevali, alle commemorazioni e valutiamo la partecipazione a eventi privati».

Tra gli eventi ai quali avete partecipato in passato in tema Oltrepò, quale ricordate con più affetto?

«Ricordo con piacere la partecipazione a una trasmissione tv su Antenna 3, nella quale eravamo gli unici musicisti a esibirci dal vivo».

Collaborate con le scuole vogheresi?

«In passato abbiamo collaborato con la Scuola Media Plana.

Attualmente, portiamo avanti l’attività con la Scuola Primaria di Rivanazzano Terme, sezione di Retorbido».

Eventi futuri?

«Abbiamo in programma la partecipazione alla Festività di Santa Cecilia, nel mese di Dicembre».

di Federica Croce

Arriverà a Casei Gerola uno dei campi di tiro sportivo più grandi del nord Italia. L’apertura della nuova struttura è attesa dagli appassionati di armi da fuoco per la prossima estate. La sua realizzazione avviene grazie all’investimento che il Conrad Shooting Club, società dilettantistica vogherese, ha fatto su un’area di ben quattro ettari che è oggi adiacente al maxi “cimitero” dell’ex zuccherificio. Il progetto nasce dalla passione di un imprenditore vogherese, Corrado Montagna, che ne è anche ideatore e realizzatore. Montagna è un artigiano ed elettricista vogherese, da anni agonista di tiro dinamico che partecipa al campionato italiano di varie discipline di tiro, Idpa e Ipsc. è anche il proprietario del campo di tiro e il presidente dell’associazione sportiva Conrad Shooting Club che lo gestirà.

«Quello che vedrà la luce nel nostro territorio è una struttura innovativa atta ad ospitare discipline di tiro dinamico e tiro difensivo».

Il disegno progettuale, ideato due anni fa, è condiviso e appoggiato dalla precedente ed attuale amministrazione comunale e trova la sua ubicazione nei pressi dell’ex area zuccherificio, lungo la strada che conduce verso Alzano Scrivia, su quarantamila metri quadri di terreno in zona riqualificata e sottratta al degrado. La previsione è di realizzare un’area ad uso sportivo dove si svolgeranno non solo le attività di tiro, ma anche altre ludico-ricreative e socio-aggregative e che sarà possibile frequentare in qualsiasi periodo dell’anno, anche in presenza di condizioni meteo avverse grazie ad una struttura del campo realizzata con materiali drenanti.

«I lavori – spiega sempre Montagna – sono già iniziati con il movimento terra ma ora sono stati interrotti a causa maltempo e riprenderanno appena possibile. L’obiettivo sarebbe quello di riuscire ad aprirlo in tarda primavera, a maggio o giugno, in modo da poter sfruttare la bella stagione». La presenza di un poligono di tiro nella vicina Stradella non scoraggia affatto l’imprenditore, che anzi specifica: «Non si tratta di un poligono ma di un campo di tiro all’aperto con ventuno linee di tiro, protette da ampie tettoie in legno  dove gli agonisti e gli appassionati tiratori si potranno cimentare, seguiti da istruttori federali nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, nella disciplina sportiva del tiro dinamico Ipsc, tiro difensivo Idpa o il tiro classico da piazzola».

La struttura del campo prevede argini in terra battuta che permetteranno il contenimento del rumore entro i limiti stabiliti dalle perizie fonometriche e dovranno garantire inoltre la sicurezza come stabilito dagli studi tecnici in materia di balistica.

«Lungo tutto il perimetro di circa 800 metri – aggiunge Montagna – è prevista per fini squisitamente ornamentali la piantumazione di alberi autoctoni ad alto fusto che daranno all’intero complesso posizionato al crocevia dell’autostrada Milano-Genova e Torino-Piacenza una maggiore visibilità per i tiratori che decideranno di convergere al campo di Casei per i loro allenamenti settimanali e per le competizioni».

 Conrad Shooting Club mira infatti ad ampliarsi anche alle gare internazionali, con atleti da tutta Italia e Europa e sarà anche a disposizione delle Forze dell’Ordine che potranno utilizzarlo per le esercitazioni.

di Christian Draghi 

Ipsc e Idpa: il glossario del tiratore 

L’International Practical Shooting Confederation è l’associazione mondiale che riunisce tutte le Federazioni Nazionali (Region), tra cui la nostra Federazione (FITDS).

Iscrivendosi alle varie Federazioni Nazionali si diventa membro dell’IPSC. Per iniziare questo sport è sufficiente iscriversi in una qualsiasi delle centinaia di Associazioni Sportive Dilettantistiche affiliate alla FITDS e frequentare successivamente un apposito corso di tiro tenuto da uno dei tanti istruttori Federali. L’International Defensive Pistol Association (IDPA) è uno sport di tiro che simula divertenti scenari  accessibili sia ad esperti tiratori ma anche da chi si affaccia come “novice” a questo sport stimolante ed in continua crescita. Una persona interessata nell’iniziare IDPA può spendere una somma minima per l’equipaggiamento ed essere immediatamente competitiva.

La Provincia di Pavia intende appaltare i lavori di messa in sicurezza della Tangenziale “Casteggio – Voghera”. Il termine per l’invio delle offerte è stabilito per il giorno 21 febbraio 2020 alle ore 11:00. La procedura di gara è individuata sulla piattaforma con il seguente codice ID 120294674

I lavori consistono in sintesi:

-          nella riqualificazione del corpo stradale;

-          nella rimozione e nella posa di nuove barriere di sicurezza, nella riprofilatura e nel consolidamento di cunette, banchine e scarpate stradali, nel rifacimento e nell’adeguamento della segnaletica, nel riposizionamento di guardrail esistenti e nella sostituzione di parti ammalo rate;

-          nel rifacimento di giunti di dilatazione in corrispondenza della testata dei manufatti;

-          nella realizzazione di gabbionate, quali opere di ingegneria naturalistica, per il miglioramento della scarpata stradale.

Il valore complessivo dei lavori è pari ad Euro 1.122.700,00 I.V.A. esclusa, di cui Euro € 1.090.000,00 soggetti a ribasso d’asta ed € 32.700,00 quali oneri della sicurezza (non soggetti a ribasso d’asta).

Durata dell’appalto: 120 giorni naturali e consecutivi decorrenti dalla data del verbale di consegna.

Il contraente sarà individuato mediante una procedura di gara aperta con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo.

La documentazione posta a base di gara è liberamente disponibile sulla piattaforma S.IN.TEL. di Regione Lombardia.

Di Terapia del Dolore e di dolore cronico si parla ancora troppo poco, sottodimensionandone l'impatto sulla salute pubblica. Il seminario "Capire per curare – Medicina e Terapia del dolore: un percorso formativo", in programma per le ore 21 di mercoledì 22 gennaio presso la sede della Croce Rossa di Voghera, ha proprio l'obiettivo di promuovere la conoscenza e incentivare la diffusione di questo approccio diagnostico e terapeutico all'interno del mondo medico. Interverranno il dottor Cesare Bonezzi (consulente dell'Unità Operativa di Medicina del Dolore presso la Fondazione Maugeri di Pavia e tra i pionieri della Terapia del Dolore in Italia), la dottoressa Laura Demartini (responsabile del Centro di Terapia del Dolore di II livello presso il medesimo istituto), la dottoressa Chiara Bonezzi (founder di Ceoformazione s.r.l.) e il dottor Alessandro Rubino (medico chirurgo).

Organizzato dalla stessa Cri iriense in collaborazione con la onlus "Liberi dal dolore", Pavia Pain School e Ceoformazione srl, l'evento permetterà di esporre gli esiti del progetto "Rete Pavese del Dolore", che ha coinvolto 16 medici di Medicina Generale grazie al contributo dell'associazione "Liberi dal dolore". «I risultati – spiega in proposito la dottoressa Bonezzi – sono stati molto incoraggianti, forse superiori alle aspettative. Il percorso formativo, strutturato in blended learning, prevedeva la frequentazione di tre corsi online e due workshop pratici, nonché la creazione di una community 4.0 riservata ai partecipanti. Ai medici di base è stato chiesto di contribuire alla definizione di linee guida condivise, compito al quale si sono dedicati con entusiasmo. In otto mesi abbiamo riscontrato un tasso di presenza superiore all'80%, dato che con altre modalità di apprendimento sarebbe stato inimmaginabile».

Ora questa esperienza sarà presentata come modello replicabile. Sullo sfondo c'è l'esigenza di dare visibilità al dolore cronico, di cui la Medicina Generale è destinata a farsi carico. La legge 38 del 2010, "Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore", rappresenta un grande risultato, limitato però dalla mancanza di una formazione specifica relativamente alla Terapia del Dolore. Da qui la necessità di costruire un gruppo di medici di Medicina Generale opportunamente formati. «La Terapia del Dolore, a differenza delle cure palliative, non tratta il malato terminale – precisa Bonezzi – ma ha lo scopo di aiutare chi soffre di alcune patologie ad avere una vita migliore. A volte riguarda casi semplici, come dolore articolare artrosico, tendinopatie, infiammazione dei legamenti, contrazioni muscolari. Situazioni comuni che impongono un maggior dialogo tra strutture ospedaliere e territorio: da qui l'esigenza di fornire ai medici di Medicina Generale una formazione specifica a livello di diagnosi e cura».

Contestualmente al seminario, al quale potranno partecipare liberamente tutte le persone interessate, sarà annunciato l'avvio di un corso specialistico di "Lingua inglese in emergenza urgenza", offerto gratuitamente da Ceoformazione al Comitato di Voghera della Croce Rossa. Le lezioni, in parte online e in parte frontali, avranno una durata complessiva di 16 ore distribuite in circa due mesi e andranno a formare un team di 20 soccorritori. «Padroneggiare l'inglese è oggi fondamentale per prestare un servizio di qualità – commenta Ondina Torti, presidente della Cri vogherese – perché non è così improbabile, durante l'attività di soccorso, dover utilizzare questo idioma per poter comprendere le esigenze delle persone assistite. Personalmente sono orgogliosa di presiedere uno dei primi comitati di Croce Rossa ad avviare un percorso di formazione linguistica per soccorritori. Sono infinitamente grata alla dottoressa Chiara Bonezzi, titolare di Ceoformazione, per la grande opportunità messa a disposizione della nostra realtà, oltre che a Michela Montagnoli, responsabile dell'area linguistica della stessa società».

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Dopo la pausa dovuta alle festività, riprendono gli appuntamenti che la Biblioteca Civica “Paolo Migliora” di Rivanazzano Terme, presieduta da Renata Di Caccamo, dedica alla promozione della lettura. Sabato 25 gennaio sono previsti due appuntamenti presso la Sala Manifestazioni della Biblioteca.

Alle 10,30 si riunirà il Gruppo di Lettura per discutere e riflettere insieme sul nuovo romanzo di Elena Ferrante “La vita bugiarda degli adulti”. Dopo l’enorme successo della quadrilogia “L’amica geniale”, le aspettative nei confronti di questa nuova opera sono davvero alte e lo scambio di opinioni sarà senz’altro interessante. Come di consueto l’invito è esteso anche a coloro che non hanno letto il testo proposto ma che fossero interessati ad accogliere o condividere consigli e spunti di lettura.

Alle ore 16,00 prenderanno il via gli incontri mensili dedicati ai più piccoli con la presentazione del libro “Ben e Oscar alla scoperta dei 4 elementi” di Deborah Maggioncalda. Grazie alle avventure dei due protagonisti e ad alcuni divertenti esperimenti i bambini potranno scoprire le incredibili proprietà di aria, acqua, terra e fuoco.

Deborah Maggioncalda, autrice del libro, è specializzata nel campo della protezione dell’ambiente e della gestione dei rifiuti. Progetta e realizza laboratori di divulgazione scientifica per bambini e ragazzi con lo scopo di avvicinarli alla scienza in modo interattivo e divertente. La partecipazione è gratuita ma è obbligatorio prenotarsi perché ci sono solo 25 posti. Per informazioni ed iscrizioni: 0383.91565 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Da lunedì 20 Gennaio il Comune di Voghera potenzia l’attuale piattaforma che gestisce i pagamenti del Servizio di ristorazione scolastica. Il pagamento del buono pasto per gli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado potrà avvenire, in aggiunta all’attuale sistema di ricarica con Carta Bancomat presso tutti gli sportelli del gruppo Intesa San Paolo, anche sulla piattaforma PagoPA. PagoPA é il sistema di pagamenti elettronici nazionale realizzato per rendere più semplice, sicuro e trasparente qualsiasi pagamento verso la Pubblica Amministrazione secondo le direttive di AgID (Agenzia per l’Italia Digitale). Il sistema consente ai cittadini di pagare in modalità elettronica i servizi della Pubblica Amministrazione e garantisce al cittadino sicurezza e affidabilità nei pagamenti, semplicità nella scelta delle modalità di pagamento e trasparenza sui costi di commissione.

Il pagamento dei buoni pasto tramite PagoPA può essere effettuato secondo le seguenti modalità dal portale School Card (sul sito del Comune di Voghera www.comune.voghera.pv.it è disponibile il link per accedere al portale) o da una specifica applicazione per dispositivi mobili smartphone e tablet, scaricabile gratuitamente (APP Spazio Scuola): - ricarica tramite un pagamento online scegliendo tra i metodi disponibili (carta di credito, conto corrente o altri metodi). In caso di pagamento con carta di credito, dopo aver inserito i dati della propria carta, il sistema proporrà il prestatore di servizi di pagamento (PSP) che offre le condizioni più vantaggiose. In caso di pagamento con conto corrente, si dovrà scegliere la propria banca (se presente tra quelle proposte e accreditate da AgID) e poi seguire il percorso proposto. In caso di pagamento con altri metodi (es. Pay Pal, Satispay, ecc.) si dovrà scegliere tra i metodi proposti e poi proseguire il percorso proposto. - creazione di un “avviso di pagamento” contenente il codice identificativo del pagamento indispensabile per portare a termine la ricarica presso uno dei Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) dislocati sul territorio.

I PSP sono enti finanziari autorizzati da AgID per l’accettazione di pagamenti da parte dei cittadini, ad esempio Banche, Tabaccai, Ricevitorie SISAL, LOTTOMATICA, PAYTIPPER (il cittadino può utilizzare un qualunque PSP scegliendolo in base al costo di commissione più conveniente o alla ubicazione più comoda). Con l’avviso di pagamento sarà possibile pagare anche dal proprio internet banking, se abilitato ai pagamenti PagoPA. L’App Spazio Scuola è l’applicazione per dispositivi mobili smartphone e tablet scaricabile gratuitamente su App Store o Google Play, che consente la verifica della situazione dei consumi relativamente al servizio di ristorazione scolastica e i costi generati per uno o più figli contemporaneamente. Per utilizzare correttamente l’App Spazio Scuola è necessario: - inserire il codice di attivazione del Comune di Voghera: 8314051201 - essere in possesso delle credenziali di accesso fornite dal Comune Per ulteriori informazioni: Comune di Voghera Servizio Ristorazione scolastica tel. 0383/336424

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Il Circolo di Voghera del Partito Democratico conferma come candidato sindaco Ilaria Balduzzi.  "Si è conclusa mercoledì sera l’assemblea degli iscritti ed è stata ufficializzata la candidatura di Ilaria Balduzzi per il Partito Democratico. Pieno mandato a lei e alla segreteria - scrive Alessandra Bazardi segretario PD Voghera, Torrazza, Codevilla - per un confronto a 360° in tempi rapidi con le forze progressiste, democratiche e moderate sia politiche che civiche, il mondo dell’associazionismo e di categoria, comitati e movimenti per trovare punti di unione sul programma, che sia di vero cambiamento della città, supportato e condiviso da una coalizione amplia e inclusiva da opporre alla proposta populista della destra. È stata confermata la volontà di costruire un nuovo progetto attrattivo e al contempo è emerso il grande senso di responsabilità del partito nei confronti in primis della città e dell’elettorato del centrosinistra, che ci chiede a gran voce di far rinascere Voghera e quindi la decisione di farsi carico per l’ennesima volta di un passo di dialogo costruttivo atto a trovare una soluzione di unità programmatica. Differenziandosi da chi invece con personalismi e strappi si è dimostrato divisivo, ha posto veti e rotto la coalizione, senza mai fare passi avanti e confrontarsi umilmente. Il livello politico va alzato, va aperto il recinto in cui si rischia di chiudersi, riducendo il tutto a una contrapposizione in cui un metodo di selezione inclusiva e di apertura alla città come le Primarie rischia di diventare solo una sfida di consenso personale da mettere in bacheca. Chi ha l’ambizione di voler amministrare - conclude la Bazardi -deve anche capire quando è il momento di anteporre il bene della città al proprio a priori. Dialogo, dialogo, dialogo. Noi da domani parleremo e ci confronteremo con tutti coloro che lo vorranno. A partire proprio da chi lo ha interrotto.

INVIATE I VOSTRI COMUNICATI LE VOSTRE NEWS INERENTI ALL'OLTREPÒ A "IL PERIODICO NEWS" , ALL'INDIRIZZO MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

  1. Primo piano
  2. Popolari