Lunedì, 01 Giugno 2020

OLTREPÒ PAVESE - CONSORZIO VINI, GIORGI, PRESIDENTE TERRE D’OLTREPÒ: " SI DEVE CAMBIARE MARCIA" “TERRE D'OLTREPÒ NON SI VEDE PIÙ RAPPRESENTATA DALL'ATTUALE PRESIDENTE GATTI”

Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese si esprimerà domani, alle 16, nel corso di un CDA, sulla modifica dello statuto in modo da consentire una più ampia partecipazione alla vita associativa. Un tema particolarmente caldo, di cui si parla da mesi. Sulla questione interviene il presidente di Terre d'Oltrepò e La Versa, Andrea Giorgi.
"Sarà chiesta ai componenti del CDA la ratificata della modifica allo statuto. Ribadisco, come più volte ho già accennato nelle sedi istituzionali, l'importanza dell'inclusività di più soggetti nelle scelte decisionali dell'ente in quanto vedo lo stesso consorzio come un'istituzione indispensabile che deve stare più vicino ai viticoltori e deve costituire per loro un valore aggiunto". Andrea Giorgi entra nel merito di come vede il futuro del consorzio.  "La  tanto declamata filiera – spiega il presidente - parte da lì e deve essere considerato il primo ente di questo processo e la nostra cantina ne è consapevole in quanto la superficie media degli associati è sotto i 6 ha. Mi rammarica il fatto che, nell'ultimo anno, abbiamo invano cercato di portare avanti questi interessi, ostacolati però da persone che sul territorio predicano bene ma razzolano male. Oggi questi comportamenti non sono più ammissibili. E la nostra cantina non è più disposta a questi doppi giochi che fanno male all'Oltrepò".
Giorgi si rammarica del fatto che qualcuno è rimasto completamente sordo a quanto proposto dalla cantina in termini positivi e di crescita del Consorzio stesso. "Nei mesi scorsi – spiega - abbiamo cercato di intervenire più volte con proposte costruttive sulla gestione ma non siamo stati ascoltati. Ci hanno accusati di avere l'egemonia decisionale nel consorzio. A questo punto abbiamo fatto un passo indietro, abbiamo assecondato le richieste, ma anche questo non è stato apprezzato. E' giunto il momento di cambiare profondamente l'ente a favore dei viticoltori. Lo ribadisco, ora più che mai, in questo delicato momento storico per il mondo della viticoltura, che non possiamo più ammettere l'immobilismo che ha caratterizzato questa gestione. Mi spiace ma è tempo di una riforma radicale anche in seno al consiglio di amministrazione. Proprio per questo, come ho già fatto in passato, Terre d'Oltrepò non si vede più rappresentata dall'attuale presidente Luigi Gatti".

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