Martedì, 26 Maggio 2020

OLTREPÒ PAVESE - LIRIO - ARENA PO - CIGOGNOLA – MONTESCANO – ZAFFERANO DELL’OLTREPÒ E EMERGENZA CORONAVIRUS. «SIAMO COMPLETAMENTE FERMI, PERCHÉ I NOSTRI CANALI DI VENDITA ERANO I PICCOLI NEGOZI, I RISTORANTI, GLI AGRITURISMI”

Anche coloro che coltivano prodotti di nicchia sono in difficoltà. Lo zafferano locale, per esempio, che negli ultimi anni ha incontrato un grande successo di pubblico e di critica. Ormai non è più soltanto una “moda”, ma una delizia per tutti i palati fini. Abbiamo chiesto a Gianni Colombi, della società “Zafferano dei Colli Pavesi SSA”, con sede a Lirio ma siti produttivi anche ad Arena Po, Cigognola e Montescano.

Come sta procedendo la vostra attività in questo momento di emergenza?

«Siamo completamente fermi, perché i nostri canali di vendita erano i piccoli negozi, i ristoranti, gli agriturismi. Avevamo programmato un inizio 2020 perfetto, nel senso che avevamo acquisito nuovi clienti, e avevamo confermato la nostra partecipazione a feste, eventi e tante belle cose.»

Pensa che ci sarà modo di recuperare nei prossimi mesi?

«No. Porto un esempio banale, che però rappresenta la realtà. Pensiamo al produttore di vino: se questo vendeva una bottiglia sul tavolo di un ristorante perché lo aveva in carta vini, non essendoci in questo periodo alcun commensale la bottiglia non sarà stata venduta. Ma alla riapertura non ne venderà due, ne venderà una sola. O forse mezza… Per quanto riguarda lo zafferano è la stessa cosa.»

Quindi per voi è venuta meno un’importante canale di distribuzione.

«Sì, la ristorazione sicuramente è penalizzata. L’emergenza è arrivata in un brutto momento. È con la primavera che si mette in moto la macchina commerciale, quello che hai perso non lo recuperi con l’estate. A parte che ci sarà un’estate anomala…»

In che termini?

«Io penso che per molte persone, penso al classico milanese, non ci sarà la possibilità di andare al mare o in montagna per farsi qualche giorno di ferie. I movimenti saranno limitati. Quindi sono in molti a sperare che si muova qualcosa per i nostri territori al momento della riapertura. Ci sarà un km0 anche a livello dello svago.»

Vi state attrezzando con qualche proposta particolare? Vendite telematiche, consegne domiciliari…

«Nei nostri programmi c’è l’apertura di un e-commerce, ma anche qualcosa che sponsorizzi un po’ il territorio dell’Oltrepò. Bisogna rimboccarsi le maniche, perché la situazione è pesante. Io abito a San Damiano, e vedo che qui intorno ci sono tante piccole aziende condotte dal pensionato, magari con il figlio che gli dà una mano: non sono attrezzate per distribuire porta a porta. Si basano ancora sul milanese che viene qui e porta a casa la damigiana. E hanno ancora la cantina piena. Cosa fai? Svendi il prodotto? La situazione è gravissima.»

Di Pier Luigi Feltri

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