Martedì, 26 Maggio 2020

OLTREPÒ PAVESE – ZAVATTARELLO – “NON SIAMO TUTELATI IN NIENTE: LA GENTE VA AL SUPERMERCATO, E NON C’È SCRITTO CHE IL MIELE È CINESE”

Miele - Anche i mielicoltori stanno affrontando momenti di difficoltà. La distribuzione del prodotto è certamente complicata, ma anche in questo caso i problemi derivanti dall’emergenza Covid-19 si sommano a quelli preesistenti, determinati da un mercato sfavorevole soprattutto per i piccoli produttori. Ne abbiamo parlato con Enrico Baldazzi, produttore di Zavattarello e presidente dell’Associazione Mielicoltori dell’Oltrepò Montano.

Qual è la situazione in questo momento del vostro comparto?

«Noi cominciamo a smielare domani il tarassaco. La campagna del miele, quindi, comincia adesso. In questo momento sembra che l’annata sia ottima, ma bisognerà vedere il meteo.»

Per quanto riguarda la commercializzazione?

«Per il resto siamo fermi. Noi abbiamo anche un’azienda alimentare, produciamo biscotti, risotti, ravioli, ma siamo completamente fermi anche qui. È una situazione drammatica, per un sacco di motivi. Noi a Zavattarello siamo un po’ tagliati fuori dal mondo, non vedo passare una macchina in tutta la giornata. Speriamo che il 4 maggio si riapra, per vedere che il mondo si muove ancora. Poi abbiamo in corso il premio letterario (il premio “L’oro di Zavattarello”, che dovrebbe svolgersi a settembre, ndr), e ci stiamo chiedendo: si potrà fare? Ci potremo riunire? Non sappiamo come sarà.»

Per quanto riguarda il vostro comparto, quali sono i problemi da risolvere per arrivare ad una ripartenza che poggi su basi sicure?

«Il problema mi sembra questo: il miele viene importato per il 62% dalla Cina. La Cina non ha più le api, quindi il miele non è miele. Report ha fatto una trasmissione su questo spiegando molto bene quello che succede. Non siamo tutelati in niente: la gente va al supermercato, e non c’è scritto che il miele è cinese. Non siamo difesi, eppure qui si fa un prodotto di grandissima qualità. Zavattarello, ad una premiazione a Bologna (Grandi Mieli d’Italia, ndr), ha preso due premi principali… abbiamo una situazione ideale, non abbiamo a che fare con gli anticrittogamici…  Non tutti sanno che i conti Dal Verme sono stati i primi apicoltori italiani, nell’Ottocento: ci sono nel Castello di Zavattarello le prime arnie.»

C’è la qualità, c’è la storia, ma manca la tutela. Dal momento che molti piccoli produttori avranno problemi a vendere il proprio prodotto nei prossimi mesi, c’è spazio per aspettarsi qualche contributo governativo?

«Il problema è che l’anno scorso il miele non si è fatto. Quelli che sono i grandi produttori avranno dei contributi, noi come associazione abbiamo tra tutti meno di 40 alveari, che è il limite per i contributi, quindi non possiamo nemmeno fare domanda. Vorremmo costituire una cooperativa.»

Questa potrebbe essere una bella risposta alla crisi: mettersi insieme per guardare a mercati più ampi.

«L’idea di costituire una cooperativa era già pronta a gennaio, abbiamo già la bozza dello statuto, dovevamo andare davanti al notaio… poi con questa chiusura abbiamo dovuto rimandare il tutto.»

Di Pier Luigi Feltri

 

  1. Primo piano
  2. Popolari