Martedì, 26 Maggio 2020

OLTREPÒ PAVESE - STRADELLA - VINO E EMERGENZA CORONAVIRUS - “IN GENERALE LE VENDITE SONO IN CALO, IL CLIMA DI INCERTEZZA CHE C’È NON AIUTA NEMMENO CHI VORREBBE ACQUISTARE”

Matteo Maggi, titolare dell’Azienda Agricola “Colle del Bricco” di Stradella sottolinea come Il Lavoro in vigna si sia dovuto adattare all’emergenza: «Sicuramente ci siamo dovuti adattare alle normative e alle variazioni che le diverse attività hanno subito. Acquistare prodotti e attrezzature necessarie ai lavori in vigneto non è semplice come prima del lockdown: sono cambiate tempistiche e modalità di acquisto. Prima bastava recarsi in negozio, ora molti fanno consegne a domicilio oppure orari ridotti».

Reclutamento lavoratori stagionali e gestione lavoratori dipendenti ...

«Non ho lavoratori dipendenti, ma penso che come prima cosa sia necessario tranquillizzare i propri collaboratori e fornire loro tutti i dispositivi necessari alla loro sicurezza. Per fortuna nella nostra attività è difficile creare assembramenti».

Vendita diretta e consegne a domicilio. Come sta andando?

«Sono tutti servizi che già utilizzavo e/o fornivo, ma in maniera molto ridotta: ora sono diventati essenziali per poter vendere. Parlo soprattutto di vendita diretta e consegne a domicilio: prima erano molto marginali, ora sono la percentuale maggiore di vendita. Aiuta molto la comunicazione attraverso i social che permette di raggiungere un pubblico che prima era di gran lunga inferiore».

Le vendite e gli ordini dai Paesi esteri hanno subito un forte calo?

«Purtroppo si, in generale le vendite sono in calo, il clima di incertezza che c’è non aiuta nemmeno chi vorrebbe acquistare».

Anche lei crede che una riduzione delle rese potrebbe essere la miglior soluzione per affrontare l’emergenza?

 «Credo che la miglior soluzione sia la diminuzione delle rese per la nuova annata. Con una gestione oculata si riuscirebbe a gestire perfettamente il mercato: ovviamente i contributi saranno fondamentali. Una distillazione volontaria su vini generici e IGT sicuramente aiuterebbe, ma non gestisce una potenziale remissione dei vini a denominazione. Mentre una deroga sul taglio dei vini lascerebbe invariati i quantitativi stoccati, oltre a poter portare a problemi commerciali di svariato genere».

Lo scorso mese abbiamo ascoltato alcuni titolari di attività di Santa Maria della Versa per sapere come avevano affrontato l’inizio dell’epidemia e come si erano adattati alle misure imposte dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Nell’ultimo mese quasi nessuna delle attività sottoposte a chiusura temporanea ha potuto rialzare la saracinesca, ma ce ne sono altre che non si sono praticamente fermate, come nel caso delle aziende vitivinicole.

Sebbene con alcune limitazioni per quanto riguarda la vendita diretta e le attività agrituristiche, queste aziende hanno avuto la fortuna di essere autorizzate a poter proseguire il proprio lavoro, mantenendo la possibilità di poter consegnare i propri prodotti a domicilio. Ma non è tutto oro ciò che luccica… La chiusura di bar, ristoranti, circoli e mense, il divieto del turismo e dell’enoturismo, ma soprattutto il blocco dell’esportazione all’estero causerà un’enorme perdita per i produttori di vini, i quali temono di ritrovarsi con maggiori quantità di vino invenduto rispetto la media degli anni precedenti. Ai tavoli di lavoro si sta cercando di trovare una soluzione per poter consentire alle cantine una migliore gestione dello stoccaggio dei vini, in quanto le previsioni di mercato sono tutt’altro che rosee.

Assoenologi, per voce del Presidente Cotarella, suggerisce una distillazione volontaria di vini generici e IGT, mentre altre proposte riguarderebbero l’aumento del taglio dei vini di quest’annata fino al 30% con quella precedente o la diminuzione delle rese dei vigneti attraverso il diradamento sostenuto da contributi statali o regionali.

Abbiamo intervistato alcuni titolari di aziende vitivinicole dell’Oltrepò orientale per sapere come hanno affrontato l’emergenza, quali sono i principali problemi constatati e, a loro parere, quali sono le migliori misure da adottare per affrontare la crisi che si verificherà a breve.

di Manuele Riccardi

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