Martedì, 26 Maggio 2020

OLTREPÒ PAVESE - SALICE TERME -RIVANAZZANO TERME - «LA SITUAZIONE È E SARÀ PESANTISSIMA»

Rivanazzanese, 72 anni portati con grande smalto, si è diplomato Geometra, in gioventù, ma da sempre, in rispetto al prestigioso cognome anche, sinonimo di successi in terra oltrepadana ed oltre nei decenni, è imprenditore nel settore turistico e del divertimento, più in generale. Abbiamo raggiunto Franco Santinoli.

Emergenza pandemica mondiale: quale la sua sensazione e visione?

«Sono, come tutti, in casa e naturalmente sento in TV tutto ed il contrario di tutto. Credo che nessuno al mondo sappia in effetti affrontare il problema con certezza e, di conseguenza, avere soluzioni immediate. Certo alla fine di tutto, sarebbe opportuno che ONU o chi per esso facesse un’ analisi mondiale seria sull’accaduto dandone, se possibile, responsabilità a chi di dovere..».

Il mondo imprenditoriale è praticamente bloccato, in maggioranza: quali effetti, in ricaduta generale, teme per il prossimo futuro?

«Anche in questo caso, ognuno esprime le proprie opinioni: aprire le aziende, ed inevitabilmente aumentare a dismisura il numero dei decessi, ma salvare per quel che si può l’economia. O rimanere chiusi ed affossare tutto».

Le sue attività in Salice Terme, cioè La Buca, il Lido e l’Hotel Clementi, sono interamente basate sulla, chiamiamola, “libertà di circolazione della popolazione”: teme ne soffriranno anche “come scia”, in caso di prossima riapertura estiva?

«Non essendovi precedenti è difficile fare previsioni. Per la verità mio papà, che faceva il mio stesso lavoro, mi raccontava che alla fine dell’ultima Guerra la maggior parte della popolazione, pur essendo in gravi difficoltà economiche, aveva voglia di svago e di divertimento, ma... credo che oggi si dovranno affrontare momenti ancora più duri e più tristi... Per quello che riguarda la mia attività attuale, e per quelle che ho seguito in passato che sono per la maggioranza situate in Salice Terme, la situazione è e sarà pesantissima. Salice vive, o meglio dire viveva, di due anime: una turistica mirata ad una clientela non giovane collegata al termalismo che è morta e sepolta, a mio parere, già da qualche anno prima che le Terme di Salice fallissero, affossando con se la gran parte delle strutture alberghiere e strutture collegate; adesso, la già difficile situazione, con l’arrivo di questa pandemia, è a mio parere agonizzante. Tutte le prenotazioni di privati, gruppi, congressi, etc. sono azzerate. Quando si potrà ripartire, si vedrà... Ed anche per l’altra anima turistica di Salice Terme, quella mirata ad un pubblico sia diurno con piscine, sport vari, etc., sia serale, riferito a dancing, discoteche, pub, disco bar... nessuno sa quando e come si potrà ripartire. E quale, in quel momento, sarà l’umore e la voglia del pubblico».

Si poteva fare qualcosa di più agli inizi, intendo dal punto di vista politico e/o governativo?

«Non voglio esprimere giudizi in merito: già si sprecano le troppe opinioni di illustri personaggi amanti dei Social».

Il Governo avrebbe, secondo lei, dovuto, o potuto, preferibilmente fare un passo indietro ed affidarsi ad esperti delle emergenze?

«Sì, se ci fossero esperti certificati, ma... dove sono? Sinceramente non mi ricordo un politico con l’umiltà di fare un passo indietro davanti a situazioni per lui ingestibili...».

Le associazioni di categoria alle quali fanno riferimento le sue attività stanno rispondendo in maniera adeguata all’emergenza, a suo parere?

«Non ho notizie in merito. Posso solo dirle che alcuni operatori con coscienza hanno deciso di chiudere i battenti ancora prima dei vari decreti, forse arrivati troppo tardi, per salvaguardare il proprio personale e le loro famiglie»

Qual è la sua personale previsione per il nostro territorio oltrepadano?

«Si dovrà ripartire a fatica, con gran forza d’animo e soprattutto tanto coraggio. Ma prima di parlare di “fare sistema” o simili, ognuno dovrà curare il proprio orticello».

 di Lele Baiardi

 

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