Martedì, 26 Maggio 2020

VARZI «OGGI C’È POCA ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE, BISOGNA REINVENTARSI DI CONTINUO»

Regione Lombardia ha recentemente allargato il novero delle attività storiche sul territorio. Varzi ne vanta diverse e da questo mese in avanti dedicheremo loro una pagina, per raccontarsi e farsi conoscere. La prima fermata in questo particolare viaggio è al civico 72 di via Luigi Mazza, dove ha sede, fin dal giorno della sua apertura, la Crosina Impianti. Qui ad oggi hanno lavorato quattro generazioni di idraulici: Agostino (bisnonno), Mario (nonno), Roberto (padre) e Daniele (figlio). Tra diciotto anni magari toccherà a Cesare dato che proprio Daniele, con i suoi 32 anni il più giovane della famiglia, diventerà padre tra pochi mesi.

Daniele quando e chi ha fondato l’impresa e di cosa si occupa esattamente?

«L’attività artigiana trova le sue radici nell’esperienza maturata dal mio bisnonno Agostino arrivato dal Trentino. Mio nonno Mario,  dopo un breve periodo di attività con suo fratello Cesarino, apre il negozio di idraulica in via Luigi Mazza, dove si trova ancora oggi, nel 1972. Mio padre Roberto e mio zio Fausto hanno iniziato a lavorare appena raggiunta la maggiore età, siamo negli anni ’80.  Io ho iniziato nelle vacanze estive delle scuole superiori».

Chi ci lavora oggi?

«Ad oggi lavoriamo nella Crosina impianti io mio padre e mio zio; ognuno di noi è specializzato in un settore specifico ad esempio io ho sono frigorista con patentino f-gas, mio zio si occupa della parte burocratica e delle energie rinnovabili».

Roberto com’è cambiato il lavoro rispetto a quando avete iniziato? Quali sono le differenze principali tra ieri e oggi?

«Nel lavoro si è sicuramente più facilitati di una volta, a livello di manualità, è diventato più leggero. Certo, richiede più tecnica e necessita di continui aggiornamenti per le nuove regolamentazioni e richiede più responsabilità (abilitazioni per tutto, anche per l l’aspetto burocratico). Ad esempio il multistrato, utilizzato oggi, rende il lavoro più semplice e rapido nell’esecuzione, mentre il ferro richiedeva di essere filettato e saldato. Quando una volta era l’esperienza sul campo a farti imparare il mestiere, ora è necessario essere specializzati in ogni ambito dell’idraulica».

I vostri clienti sono soltanto in Valle Staffora?

Daniele C.«I clienti sono principalmente della zona, lavoriamo per privati e per la PA, ma ci capita anche di andare oltre, dal mare della Liguria (Arenzano, Diano marina) alle grandi città come Milano. Il tipo di intervento è molto vario, tutto ciò che riguarda idraulica».

Che cosa distingue un idraulico davvero bravo da uno... meno?

Roberto C. :«L’idraulico bravo sa che l’acqua calda si mette a sinistra quella fredda a destra (dice ridendo, perché anche l’idraulico può scarso lo sa)!».

Quali devono essere le caratteristiche di una impresa idraulica per “resistere” negli anni?

Roberto C.: «L’esserci costruiti, nel tempo, un nome che potesse garantire lavoro di qualità e una grande passione: siamo sempre disponibili e cerchiamo di rispondere ad ogni esigenza del cliente».

Come avete visto Varzi cambiare negli anni?

Roberto C.: «Rispetto ad un tempo, e penso riguardi tutte le attività, c’è poca attività imprenditoriale: per l’artigiano è difficile tirare avanti. Una volta la nostra zona era ricca di imprenditori e artigiani che creavano una piccola economia locale in grado di autosostenersi, ora non è più così bisogna e reinventarsi costantemente. Abbiamo perà fiducia nei giovani, sono in tanti quelli che hanno deciso di continuare l’attività dei genitori o iniziarne di nuove».

Sono tante le “leggende” sugli idraulici…Raccontate un aneddoto riguardo al vostro lavoro che vi è rimasto impresso nella memoria…

Roberto C.: «Beh, nella nostra carriera abbiamo vissuto la classica situazione dell’idraulico nell’immaginario collettivo: ci è capitato di essere accolti in casa da una signora in abiti succinti… ma dall’età un po’ troppo avanzata!».

di Christian Draghi

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