Domenica, 05 Aprile 2020

OLTREPÒ PAVESE - AMBULANTI IN CRISI: «PIÙ CONTROLLI PER VERIFICARE CHI È IN REGOLA E CHI NO»

Se il commercio fisso in Oltrepò vive da anni una situazione di crisi, quello ambulante versa se possibile in condizioni ancora più critiche. Reduci da uno dei Natali peggiori degli ultimi anni, gli ambulanti chiedono un aiuto concreto: «servono più controlli per garantire a chi lavora seriamente la possibilità di offrire qualità e a un prezzo adeguato». A parlare è Domenico Nicodemo, commerciante “di piazza” fin da quando era bambino e oggi unico erede di una tradizione di famiglia. Non aderisce a nessuna associazione di categoria ma negli ultimi mesi ha raccolto gli umori di almeno un centinaio di colleghi sparsi tra i mercati di Voghera, Broni, Stradella, Rivanazzano Terme e Varzi. Ad aprile tenterà l’avventura politica candidandosi per il consiglio comunale di Voghera tra le fila del movimento civico Italia del Rispetto nel tentativo di portare dentro le istituzioni le istanze di una categoria che si sente «sempre più bistrattata».

Nicodemo, perché il commercio ambulante è così in crisi?

«I fattori sono tanti, sicuramente il più importante è che negli anni è venuta a mancare la qualità. Troppa roba usata, di poco valore, venduta per altro a prezzi ridicoli con cui non è possibile competere per chi invece lavora con prodotti di livello. Questo fatto disincentiva automaticamente le persone dall’andare al mercato e a orientarsi sempre di più verso i centri commerciali».

La qualità è importante, d’accordo, ma come è possibile intervenire “dall’esterno” per garantirla?

«Innanzitutto servono più controlli da parte degli organi competenti per accertare che tutti lavorino seguendo le regole. Si cominci dal verificare il rispetto di semplici regole basilari come la verifica che sul posto ci sia il proprietario della carta d’esercizio con relativa foto e l’obbligo dell’esposizione di cartelli per chi vende prodotti usati. In secondo luogo si faccia attenzione anche ad altri aspetti che possono sembrare dettagli ma che non lo sono, come il rispetto dell’obbligo degli spazi tra i banchi e la verifica delle assenze da parte di fissi e spuntisti. Soprattutto, che questi controlli riguardino tutti allo stesso modo».

Rivendicazioni precise, ma secondo lei il problema è tutto qui?

«Certo che no, ma si comincia dalle basi. Dobbiamo affrontare una concorrenza che, visti certi prezzi, è quantomeno sospetta. Se poi risulta tutto regolare va bene, però che almeno si facciano i controlli del caso. Lavorare a bassi prezzi e bassa qualità penalizza tutta la categoria».

Ci sono altri aspetti che vorreste migliorare?

«Su tutti direi la sicurezza. La quantità di furti nei mercati è impressionante e colpiscono tutti, dagli anziani cui viene scippato il portafoglio agli stessi ambulanti cui viene indebitamente sottratta della merce. Questa sensazione di insicurezza si percepisce ed allontana ulteriormente la clientela. Dovrebbero essere intensificati i controlli dei vigili che ad oggi sono insufficienti».

Uno dei rappresentanti della vostra categoria, Rocco del Conte di Apva, ha polemizzato con alcuni commercianti fissi del centro che si sarebbero lamentati per la presenza di bancarelle che, nel periodo natalizio, avrebbero ridotto in maniera eccessiva i parcheggi a disposizione delle auto. Lei condivide?

«Su questo devo dire che non capisco certe lamentele, sinceramente non vedo come la presenza di oltretutto pochi banchi in piazza possa creare un vero danno a chicchessia. Bisogna che i commercianti si uniscano e solidarizzino di più. Siamo sulla stessa barca e solo se stiamo insieme possiamo ottenere qualche risultato».

Come sono andati gli affari lo scorso Natale?

«Sono stati i peggiori degli ultimi anni, avremo fatto un quarto degli incassi del Natale precedente».

Le amministrazioni comunali potrebbero fare qualcosa per aiutarvi?

«Non esiste la bacchetta magica, però ci potrebbero sicuramente venire incontro in tanti modi: uno su tutti abbassare i prezzi dei plateatici. I nostri incassi diminuiscono, ma gli abbonamenti che dobbiamo pagare sono sempre gli stessi.  Un altro aiuto sarebbe l’introduzione del parcheggio gratuito nelle zone vicine alle piazze nelle ore concomitanti al mercato».

A Voghera i costi per la partecipazione a fiere importanti, come ad esempio quella dell’Ascensione, sono spesso stati oggetto di discussione. Che ne pensa?

«Che sono assolutamente troppo alti. Per questo che poi gli ambulanti del territorio non partecipano più. Pagare certe cifre vorrebbe dire lavorare in perdita».

La Sensia non è una bella occasione per fare affari?

«Non direi proprio, ci sarà anche tanta gente,  ma se non compra… con certi costi poi davvero non conviene. A Tortona ci sono prezzi molto più ragionevoli».

di Christian Draghi

 

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