Mercoledì, 19 Febbraio 2020

VOGHERA - IL 2019 PER IL COMMERCIO NON PASSERÀ ALLA STORIA COME UN ANNO DA RICORDARE

Il 2019 per il commercio vogherese non passerà alla storia come un anno da ricordare. Al netto delle feste e dell’inizio dei saldi, il bilancio per gli operatori non è di quelli che fanno stappare la bottiglia, dato che i numeri si confermano grosso modo quelli dell’anno precedente. Tuttavia, considerando che la crisi non accenna a mollare la presa, c’è chi preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno. Se a Pavia gli acquisti natalizi hanno fatto registrare incoraggianti numeri di ripresa, il trend positivo non sembra aver riguardato Voghera: la capitale dell’Oltrepò mantiene uno standard piuttosto basso.

A tenere è il settore delle calzature e dell’abbigliamento, con l’eccezione di un picco nelle vendite di libri, quest’anno tra i regali più gettonati.

Ascom non ha ancora elaborato dati concreti, ma la presidente Cristina Palonta, titolare di un negozio di calzature in piazza Duomo, può effettuare una prima stima: «Gli incassi, miei e dei colleghi con cui ho avuto modo di confrontarmi, sono grosso modo simili a quelli dell’anno passato. Ci siamo salvati negli ultimi giorni con gli acquisti last minute. Per quanto riguarda i saldi, c’è stato un buon afflusso il primo sabato e la domenica, grazie al fatto che l’Epifania quest’anno cadeva il lunedì prolungando il weekend».

Sui social c’è chi ha criticato il Comune per non aver organizzato iniziative che contribuissero a ravvivare il centro, ma ci hanno pensato i commercianti stessi autotassandosi. «Per la nostra amministrazione non è un momento felice, ma non vedo ragioni per sentirci abbandonati» spiega Palonta.

Un po’ più pessimista è la visione del presidente di Acol Marco Pagani. La sua associazione, che conta circa 60 iscritti, ha al suo interno numerosi ambulanti. «L’anno non è stato brillante ma quello che preoccupa è che, nel complesso, il lavoro cala seppur di poco ogni anno. Goccia dopo goccia, per quanto lentamente accada, il bilancio è sempre in discesa, per cui ragionando a lungo termine c’è poco da sorridere». Riguardo la partecipazione del Comune il numero uno di Acol è serafico: «Ogni volta che si parla di manifestazioni ci viene sempre ripetuto che non ci sono soldi, quindi che cosa si può programmare?». Tra le problematiche che invece sarebbero risolvibili, Pagani individua quella dei parcheggi: «Da quando abbiamo perso piazza Castello per noi è stato un problema. Non ci sono posteggi gratuiti in centro e questo finisce per favorire i centri commerciali che offrono tutti i comfort in questo senso. Credo che con un piccolo sforzo il Comune potrebbe mettere il parcheggio gratuito, magari con disco orario di un’ora, nelle aree di sosta vicine alla piazza nei giorni di mercato».

Passando dalle associazioni che li rappresentano ai commercianti stessi, pessimista è anche Fabio Aquilini della Cartaria Vogherese. «Il Natale è storicamente sempre stato un periodo di lavoro intenso per il mio settore. Da anni però le forniture che richiedono i miei clienti sono in calo costante. Solo per fare un esempio, se negli anni novanta una panetteria di paese mi chiedeva 2 quintali di sacchetti di carta al mese, oggi me ne prende 50 chili. I primi ordini per il Natale mi arrivavano con largo anticipo, alcuni già a giugno. Quest’anno sono iniziati l’8 dicembre.

Per quello che ho potuto appurare, nel complesso il lavoro è calato mediamente del 15 se non del 20% quest’anno».

Al Comune secondo Aquilini non andrebbero attribuite responsabilità: «Il problema serio è la concorrenza della grande distribuzione, la tassazione elevatissima che costringe i piccoli commercianti ad applicare prezzi più alti, che non possono competere né con quelli dei supermercati, né con quelli delle vendite online».

Non tutti i settori hanno denunciato sofferenza. Per chi vende libri il Natale 2019 si è rivelato più positivo del solito. «Per tutte le attività commerciali il periodo natalizio è ovviamente molto importante, ma per il mondo del libro è davvero fondamentale» spiega Francesco Orsi della libreria Ubik.

«Nel nostro caso specifico quest’anno gli incassi sono andati molto bene, addirittura meglio degli ultimi anni, quindi siamo estremamente soddisfatti». Che cosa hanno richiesto maggiormente i vogheresi? «Alla Ubik di Voghera il libro più venduto è stato l’ultima fatica di Isabella Allende, “Lungo petalo di mare”, seguito a ruota dal vero caso editoriale dell’anno che ha dominato le vendite fin da quest’estate: “I leoni di Sicilia” di Stefania Auci. A chi ci chiedeva consiglio abbiamo proposto “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valerie Perrin e la meravigliosa ristampa de “La promessa” di Durrenmatt, che sono andati bene anche loro». Riguardo al “mancato apporto” del Comune sul fronte manifestazioni, Orsi è lapidario: «Direi niente di nuovo sotto il sole. Francamente in tutti questi anni non ho ricordi di particolari iniziative comunali durante il periodo natalizio, né per quel che riguarda l’organizzazione di eventi né per eventuali interventi di “miglioramento estetico” della città in vista delle feste. Ormai siamo abituati così». C’è anche chi pur non avendo registrato picchi negli affari preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno.

è il caso di Fabio Tordi, con il suo negozio di abbigliamento in via Cavour. «Non c’è stato alcun boom, gli affari restano in linea con quelli dell’anno precedente. Nonostante la crisi continua e le difficoltà varie posso però dire che è andata bene. Noi piccoli commercianti cerchiamo di mettercela sempre tutta per inventarci cose nuove e offrire sempre maggiore qualità e servizi. Lavorare per costruire un rapporto di fiducia con il cliente è l’unico sistema per contrastare le grandi catene non specializzate e la vendita online».

Chi ha avuto una parte attiva nell’organizzazione di eventi in occasione delle feste natalizie è la neonata associazione “Voghera da Scoprire”, cui aderiscono oltre 70 commercianti vogheresi.

«L’associazione ha organizzato tre eventi che hanno animato le strade di Voghera nelle due domeniche prenatalizie» spiega il presidente Maria Teresa Figini.

«La slitta di Babbo Natale che riceveva le lettere dei bambini, i clown truccabimbi  grazie anche alla all’’Associazione Naso a Naso in collaborazione con “Il Sogno Antico” e, come ultimo evento, il sabato prima di Natale un’esibizione di artisti sui trampoli che hanno percorso le strade del centro con i costumi natalizi. In collaborazione con Spazio53, in Piazza Duomo è stata inoltre allestita a cura delle attività aderenti una postazione per le foto con sfondo natalizio.

Un altro appuntamento già previsto, con momenti musicali in vari angoli della città, è poi saltato causa pioggia ma sarà recuperato».

Considerando che si trattava del primo esperimento e pertanto non ci fossero aspettative precise, l’associazione è soddisfatta della partecipazione ottenuta: «Abbiamo avuto ottimi riscontri e questo ci ha fatto un enorme piacere. La gente era nelle strade del centro per assistere agli eventi e soprattutto i bambini, veri protagonisti delle iniziative prenatalizie, erano davvero felici».

Dire se queste iniziative abbiano avuto una reale ricaduta sugli affari è difficile per una associazione che non è strutturata per raccogliere numeri, anche se l’impressione è positiva. «La sensazione è che le iniziative messe in cantiere abbiano influito positivamente, anche se il nostro intento non è stato solo questo» spiega Figini: «Abbiamo innanzitutto voluto creare un’inversione di tendenza che vedeva inesorabilmente svuotarsi le strade di Voghera destinate allo shopping e al passeggio».

 di Christian Draghi

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