Sabato, 14 Dicembre 2019

OLTREPÒ PAVESE – SANTA MARGHERITA DI STAFFORA - VARZI - «RIFORNIAMO DI CIPPATO L’OSPEDALE DI VARZI PULENDO I BOSCHI»

Cegni, tanto piccolo ma tanto interessante e forte della volontà dei propri abitanti: 35 in tutto. Luciano Zanocco presidente della cooperativa Contagri nata nel 1977 voluta dai numerosi agricoltori di quel tempo lontano racconta personalmente quella che è la storia del suo paese natale e della realtà di oggi. «Gli agricoltori sono rimasti pochi purtroppo molti se ne sono andati in cerca di un lavoro alternativo e di una migliore qualità della vita». La cooperativa si occupa di allevamento di bovini e dispone di 150 fattrici, mucche della razza francese Limousine per la produzione di carne. In passato la cooperativa aveva anche acquistato un impianto per la produzione di biogas ma non è stato mai possibile utilizzarlo a beneficio della popolazione in quanto il cippato che dovrebbe far funzionare l’impianto non è adatto allo scopo e non si può raffinarlo poiché nelle condizioni attuali l’impianto non soddisfa questo requisito.

Il suddetto cippato viene quindi venduto all’ospedale di Varzi. Intanto la cooperativa provvede alla manutenzione delle strade intorno al paese ripulendo i fossi tagliando le erbacce. In estate il paese si ripopola grazie ai vacanzieri che desiderano aria buona e tranquillità ma anche d inverno nonostante la vita si complichi per la neve e il ghiaccio qualcuno ama tornare per le feste di paese che certo non mancano. Gli abitanti con età media intorno ai 70 anni sperano che Cegni, piccola frazione di Santa Margherita Staffora, non venga mai abbandonato ma piuttosto valorizzato e magari riscoprire gli usi e costumi tramandati fino ad ora.

Zanocco, come fu creata la cooperativa?

«Fu creata da un’associazione di agricoltori che possedevano piccoli appezzamenti di terreno e ogni famiglia allevava mucche da latte e si dovevano attrezzare ,ma già all’ epoca si era capito che non aveva senso che tutti spendessero nelle attrezzature per gestire quelle piccole aziende quindi l idea di una cooperativa e la possibilità di usufruire tutti quanti della stessa attrezzatura. Col passare degli anni qualcosa cambia: nessuno va più a ritirare il latte. Allora gli agricoltori decidono di allevare mucche da carne. Mio padre acquistò venticinque mucche Limousine».

Quante ne contate oggi?

«Centocinquanta fattrici. Negli anni scorsi era stata fatta domanda per di tenere il pascolo pulito e così viene utilizzato anche il pascolo».

Attualmente chi fa parte della cooperativa?

«I soci fondatori ormai non ci sono più, sono morti. Sono rimasti i figli dei soci. Uno sono io e qualche amico mi aiuta, siamo quattordici in tutto».

Vi state occupando della manutenzione Delle strade e dei fossi intorno al paese, ricevete aiuti in questo senso dall’ amministrazione comunale?

«No, perché come tutti i piccoli comuni di soldi non ne ha abbastanza e pagare una persona per tagliare erbacce costa tanto! Quindi lo facciamo noi. Mi spiego: l’agricoltura in questi anni è stata aiutata e sovvenzionata, ma in quale modo l’ha fatto l’ente pubblico?! Per l’acquisto di un trattore  o attrezzature piuttosto che per fare una stalla o un impianto ma, invece di dare un trenta quaranta per cento per l acquisto di un trattore (e lo devo comprare nuovo) così il contributo non lo vedo nemmeno in quanto lo giro direttamente all’ industria! Invece se il finanziamento fosse concesso per le mucche poi decido se comprare il trattore o altro. La strada da percorrere sarebbe questa. L’ente pubblico ha speso soldi per l agricoltura ma sono finiti all’ industria».

In passato la cooperativa aveva acquistato un impianto per la produzione di biogas. Funziona oggi?

«Lo abbiamo fatto funzionare per circa due anni e funzionerebbe ma purtroppo non rende ed è un peccato perché produrrebbe energia elettrica. Viene alimentato con il cippato che è composto da diversi tipi di legname e quindi il gas che ne esce non è adeguato, dovrebbe essere raffinato e questo comporta dei costi in quanto nelle condizioni attuali l’impianto non soddisfa questo requisito».

L’ospedale di Varzi viene rifornito del vostro cippato, è corretto?

«C’è da dire a proposito di questo che il cippato è un legname povero a basso costo, lo vendiamo da circa sette anni ad una società che rifornisce l’ospedale che appunto è dotato di un impianto adeguato».

Al momento qual è una rendita?

«Il cippato. Noi ripuliamo i boschi e l’industria compra il cippato. Ma speriamo di poter far ripartire il nostro impianto».

A conclusione cosa vorrebbe dire?

«Speriamo che a qualcuno interessi davvero la manutenzione del territorio che qualcuno rimanga dopo di noi. Un tempo quassù vivevano quattrocento persone e tutto era tenuto bene e pulito!ora in paese vivono circa quaranta persone con un età che si aggira sui settanta! Chi fa agricoltura ha bisogno di un reddito dignitoso che gli consenta di vivere e di non abbandonare la propria terra per cercare un alternativa chissà dove».

 

                                di Stefania Marchetti

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