Martedì, 17 Settembre 2019

OLTREPÒ PAVESE – VALLE VERSA - «LO SLOGAN DEGLI ANNI SCORSI “PICCOLO È BELLO” ORMAI NON HA PIÙ SENSO»

Per decenni l’agricoltura è stato il volano dell’economia della Valversa. La giusta remunerazione delle uve e le sempre maggiori vendite di vino garantivano l’esatta ricompensa al settore agricolo e vinicolo.

In Valversa, una delle principali attività ad avere un ruolo importante in questo campo è certamente stata “Agricoltura e Zootecnia”, società commerciale privata fondata da Vittorio Fraschini e Mario Maini, che si occupava di fornire gli agricoltori di tutto ciò che riguardava la coltivazione e la viticultura: concimi, pesticidi, fitosanitari, fertilizzanti, materiale per impianti e sementi.

Dopo 59 anni di gloriosa attività l’azienda ha raggiunto un accordo con Terrepadane, maxi consorzio agrario nato nel 2014 dalla fusione di diversi consorzi del nord Italia. Un primo passo che porterà nei mesi futuri alla totale cessione dell’azienda e alla completa operatività di Terrepadane in Valversa.

Abbiamo intervistato Mario Maini, classe 1935 fondatore dell’azienda insieme al compianto Vittorio Fraschini.

Mario, dopo 59 anni è arrivato l’accordo con Terrepadane. è giunto il momento di andare in pensione?

«Sì, era giunta l’ora. Ormai il peso degli anni si fa sentire ed inoltre tutte le “novità” burocratiche introdotte negli ultimi anni hanno reso il lavoro molto più farraginoso, quindi è giusto che siano giovani forze, più orientate alla gestione di queste novità, ad occuparsi del futuro dell’azienda».

Com’è nato l’accordo con il colosso Terrepadane?

«è stata una scelta naturale, dettata dal buon senso e dall’amore verso la mia Valle. Volevo che il punto vendita, riferimento per molti, restasse anche in futuro e quindi ho scelto di allearmi, per poi fondermi, con una realtà già presente sul territorio e di dimensioni tali da poter garantire la permanenza del punto vendita anche negli anni a venire. Un altro negozio chiuso a Santa Maria della Versa sarebbe stato un ulteriore passo verso il declino che ha colpito la valle negli ultimi anni. Ormai le “piccole” attività sono destinate a scomparire per lasciare posto a strutture più grandi ed organizzate, in grado di poter affrontare in modo efficace le sempre più pressanti richieste dei consumatori. Lo slogan degli anni scorsi “piccolo è bello” ormai non ha più senso; è con rammarico che lo dico, ma è così».

Quindi, Terrepadane garantirà la giusta copertura in Valversa?

«Assolutamente sì: è la loro missione e sono focalizzati sul far crescere la loro presenza in viticoltura, per cui un punto vendita in Val Versa, territorio con una grande vocazione vitivinicola, è per loro un fiore all’occhiello e un ulteriore passo verso il raggiungimento dei loro obiettivi».

In questi quasi 60 anni com’è cambiata l’agricoltura in Oltrepò?

«Radicalmente, come il resto del mondo, d’altronde. Se in meglio o in peggio sarà la storia a dirlo».

Sono molte le aziende che si forniscono da lei e che negli anni hanno deciso di ridurre l’utilizzo di prodotti chimici più “invasivi”?

«Sì, alcune aziende, non molte, si sono convertite al bio e altre a misura di coltivazione a ridotto impatto ambientale, riducendo quindi l’utilizzo dei prodotti “invasivi”».

Negli ultimi anni la Valversa ha subito duri colpi a livello economico e cooperativistico. Anche la sua azienda ne ha risentito?

«Sì, è in corso ormai da un decennio almeno, un impoverimento generale, la cui origine è sia nel basso prezzo a cui in nostri agricoltori possono vendere le uve, che nello scarso appeal mediatico dei nostri vini, che quindi vengono commercializzati ad un valore assai più basso, a parità di qualità, rispetto al benchmark nazionale. La combinazione di questi due fattori sui prodotti che sono la fonte principale fonte di reddito della valle ha avuto effetti negativi su tutte le aziende commerciali del territorio, compresa ovviamente la mia. Quindi una ragione in più per allearsi ad una realtà di grosse dimensioni e strutturata per poter affrontare questo periodo difficile».

Come vede l’Oltrepò del futuro?

«Il futuro è dei giovani, a cui spetta il compito di costruire un domani che si foriero di benessere per la valle, evitando gli errori del passato: servono spirito di iniziativa e sacrifici, ma il potenziale c’è… quindi buon lavoro e largo ai giovani!».

di Manuele Riccardi

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