Sabato, 17 Agosto 2019

55 “NUOVI” ELETTI IN OLTREPÒ CAMBIERÀ QUALCOSA? L’OLTREPÒ SPERA...

Poco più di un mese fa sono stati eletti 55 nuovi e/o riconfermati sindaci in 55 dei 76 paesi dell’Oltrepò.

è facile capire dai numeri che è stato un voto importante. Molti sindaci correvano da soli mentre, in alcuni paesi, nonostante il basso numero di elettori, c’era più di una lista. Un Oltrepò variegato!

Nei comuni a lista unica, anche con un numero di votanti alto, la scelta della popolazione è stata comunque quella di premiare il candidato raggiungendo il quorum. In altri, che invece contavano più liste, è stato confermato il sindaco uscente. In altri ancora c’è stata una sorta di… “ribaltone”.

Il punto è che ci sono 55 sindaci, 55 “nuovi” eletti. Val la pena di sottolineare l’aggettivo “nuovi”, siano essi sindaci riconfermati, perché la “novità” porta con sé la speranza.

La speranza che sia i riconfermati che quelli nuovi di fatto, pur non “buttando a mare” tutto quello che di buono è stato fatto, capiscano che… l’Oltrepò avanti così non può andare.

L’Oltrepò non può andare avanti così perché al di là dei proclami, delle enunciazioni, dei contributi che arrivano e dei selfie costanti che stanno “colpendo” anche molti nuovi sindaci oltrepadani, la realtà è che l’Oltrepò è in ginocchio.

In ginocchio perché abbiamo delle strade che fanno “pietà”;

in ginocchio perché abbiamo ponti che son peggio delle strade;

in ginocchio perché tante aziende hanno chiuso o stanno chiudendo;

in ginocchio perché il mondo del vino non ha ancora imboccato una strada univoca, qualunque essa sia, della quantità o della qualità.

L’Oltrepò è in ginocchio perché il turismo non decolla. E… non decolla perché? Pur con tutta la buona volontà di molti imprenditori, a livello strutturale e politico, i fondi che arrivano in Oltrepò , nella stragrande maggioranza dei casi ,non vengono sempre destinati a progetti che portano ad una valorizzazione del territorio dal punto di vista turistico.

Ecco: i nuovi sindaci hanno davanti 5 anni di lavoro! Alla luce dei problemi sopracitati, si spera in molti meno selfie, meno cene per spartirsi qualche poltrona, meno cabine di regia o tavole rotonde o quadrate, che esse siano. Al contrario si spera che questi sindaci in questi 5 anni, ognuno per conto loro e se possibile per macro aree, diano un’indicazione precisa. Indicazione precisa vuol dire: non andiamo a prendere contributi statali, regionali o para pubblici per fare delle cose di scarsa utilità per il territorio, ma prima di fare una rotonda in più mettiamo a posto le strade e mettiamole a posto come si comanda!

Quando arrivano i finanziamenti ai vari enti, dalla montagna alla pianura, ci si augura che non avvenga la solita spartizione… un po’ a ciascuno! Perché con la teoria dell’accontentare un po’ tutti, alla fine, si gode “così così”.

Bisognerebbe investire meglio su quei pochi capi saldi che potrebbero essere fondamentali per il rilancio turistico.

Capi saldi veri, non idee buttate lì della durata di un battito d’ali e/o di ciglia, e poca valenza tattico - strategica dal punto di vista turistico.

Per quanto riguarda il lavoro, i sindaci possono far ben poco, perlomeno in riferimento al comparto industriale, mentre invece potrebbero fare qualcosa in più per quella che è l’incentivazione dell’artigianato; ed ancor di più affinché si arresti lo spopolamento della parte alta dell’Oltrepò.

Spopolamento dovuto in parte ai normali ricorsi economici storici ma anche ad una politica assistenzialistica che ha trovato e garantito posti fissi, anche a chi lavorava tutto il giorno nelle campagne che poi ha smesso… avendo avuto uno stipendio pubblico o para-pubblico…. la pensione….anticipata o di pseudo-invalidità …l’accompagnamento, il tutto garantito da politici oltrepadani per assicurarsi un voto in più.

Ecco i nuovi sindaci dovrebbero perlomeno cercare di fare qualcosa di concreto e tangibile in tal senso: sarebbe un bel segnale per l’Oltrepò.

Come fare? I modi sono tanti e in tante parti del mondo e dell’Italia ce l‘hanno fatta, in zone meno avvantaggiate e più impervie della nostra.

Ripeto, i modi sono tanti e un sindaco potrebbe dire: dimmelo tu.

Eh no caro sindaco! io potrei ribadire che nel momento in cui hai deciso di metterti in lista, sei tu che hai fatto delle promesse elettorali, dovresti avere tu la ricetta e soprattutto dovresti essere in grado di capire che le ricette usate sino ad ora non hanno funzionato e sono risultate anche un po’ indigeste.

L’Oltrepò è lì da vedere!

  di Nilo Combi

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