Mercoledì, 17 Luglio 2019

OLTREPÒ PAVESE - VOGHERA - ECOPROGRAM, 30 ANNI DI SUCCESSI

Percorrendo la Strada Statale tra Voghera e Casei Gerola, ritengo personalmente impossibile non notare quel gigantesco piazzale denso di centinaia di autoveicoli, di ogni target, parcheggiati in bella vista sotto l’egida dei Marchi Ecoprogram, Arval ed Ariel Car. è semplice pensare si tratti di un’immensa concessionaria di automobili... ma dal semplice al semplicistico il passo è breve. Si tratta di molto di più, e ve lo raccontiamo in occasione del 30mo compleanno di questa straordinaria Azienda, direttamente dalle parole dell’Amministratore Delegato, il Dott. Gianluca Barabino.

Come dice il titolo, 30 anni di costante successo, ampliamenti e realizzazioni in vari campi dell’imprenditoria e dei servizi. Ecoprogram nasce nel 1989, quando Gianluca Barabino era impegnato a...

«Studiare (sorride dolcemente). In realtà, mi ero appena laureato in giurisprudenza ed avevo svolto un giorno, ma proprio un giorno di pratica presso lo studio Balossino, in Tortona, dal caro amico Marco... ma ho immediatamente capito che non era quella la mia strada».

Lei è classe...?

«‘63... e pensai di tuffarmi, sull’esempio paterno, nell’imprenditoria. Mio padre Anchelito (Presidente Ecoprogram, n.d.r.), nome particolare ereditato dal fratello della nonna nata in Uruguay, all’epoca aveva un’Azienda che produceva prefabbricati leggeri e seguiva i cantieri in giro per tutto il mondo. Ricordo soprattutto Arabia Saudita, nord-Africa, Sud America, e via dicendo. Io mi laureai nel 1988, veramente, e subito presi un incarico da una società inglese che ricercava in centro-Italia terreni per strutturare un campo da Golf: lavoro bellissimo perchè giravo ricercando appunto questo spazio, e poi volavo a Londra a raccontare cosa avessi trovato! Direi, lavoro-vacanza! Nello stesso periodo, papà cominciò a consigliarmi di occuparmi di manutenzione, di facility, sostenendo che il mondo ne avrebbe sempre avuto più bisogno: intuizione/premonizione azzeccatissima, devo dire! Io, con il mio liceo classico e la laurea in giurisprudenza, non sapevo neanche bene avvitare una lampadina, ma così ho fatto. Ho costituito nell’89 Ecoprogram insieme a mio padre, ed ancora oggi siamo gli unici soci, raccogliendo attorno a noi un po’ di manutentori...».

Mi scusi se la interrompo: papà e figlio unici soci... come sono i rapporti umani e professionali? Discutete, litigate, siete sempre in accordo?

«Beh, certo discutiamo, ma mai fino alla lite vera e propria, comunque. Devo dire che ho avuto la fortuna che mio padre, oltreché mentore sempre entusiasta e mai domo, non è neppure mai stato padre-padrone, ma mi ha sempre dato la possibilità di percorrere tutte le intuizioni che ho avuto, negli anni... Siamo sempre rimasti fianco a fianco».

Ritorniamo alla nascita di Ecoprogram nel 1989...

«Dicevo... con quella prima squadra di dipendenti siamo entrati in sub-appalto  nel consorzio che lavorava per la Linea 3 della Metropolitana milanese, dando il via agli impianti elettrici, idraulici, di condizionamento, etc. Poi seguirono Linate, l’ospedale Fatebenefratelli, il Policlinico di Pavia, gli ospedali genovesi... ed intanto la piccola azienda che avevamo costituito iniziò ad avere i requisiti per poter partecipare da sola alle gare d’appalto pubbliche».

Partendo da che numero di dipendenti ed arrivando ad oggi che sono?

«La prima squadra dell’89 furono 6 o 7 dipendenti. Oggi siamo attorno ai 1.000, ma abbiamo avuto anche punte più alte, ad esempio quando gestivamo l’Inter-porto di Rivalta Scrivia. Le dicevo di quegli inizi... poi passammo a Torino, quando trasformarono il Lingotto da stabilimento a Polo culturale, di eventi ed oltre. Abbiamo iniziato con questo concetto di Global Service, concetto oggi forse addirittura abusato, ma all’epoca siamo stati vicini al pionierismo, in qualche modo. Cioè, essere il fornitore unico della manutenzione completa del building. Nel 1994 entriamo allo Stadio milanese di San Siro, a seguito dell’appalto vinto da un imprenditore milanese, occupandoci dal prato alle luci, dall’idraulica alle pulizie, e tutto ciò che ottimizza il funzionamento dell’impianto. Nel 2000 poi entrarono direttamente Inter e Milan che ci appaltarono direttamente tutta la parte Servizi fino al 2034, compresi Appiano Gentile e Milanello. Ritornando al 1994, è stato l’anno dello switch dal settore pubblico al privato, con forte indirizzo sportivo! Oltre a San Siro prendemmo in carico anche gli Stadi di Genova, Udine, Verona, ed altri, fino ad arrivare anche in Arabia Saudita allo Stadio di Jeddah»

Tutte queste strutture sono ancora in carico ad Ecoprogram?

«Si, compresi gli immobili Pirelli e Mondadori, per uscire dal settore sport. Ed ancora, il curriculum è lungo (sorride), nel 1995 iniziamo la parte di logistica, iniziando con l’Azienda di Trasporti Arcese di Trento, il maggior trasportatore di Fiat, che oltre alla manutenzione dei suoi interporti ci richiede la gestione dei magazzini! è completamente un altro lavoro, ma... perchè no?! Torino, Milano, poi scendiamo a Nola, e pian piano li abbiamo presi tutti. Grazie a lui siamo entrati in Rinascente, e poi Bennet, finché ci accorgemmo che la logistica era diventata un’altra branca gigantesca. A quel tempo arrivammo ad impiegare circa 2.000 lavoratori! E così, circa nel 2002, sempre per la logistica, la Banca BNP Paribas mi richiese un progetto per la sua Arval, Azienda del noleggio a lungo termine, le flotte automobilistiche. Così preparammo un progetto, che piacque, sul ritiro-stockaggio-consegna-approntamento etc. Abbiamo quindi nuovamente declinato in altra maniera il concetto di facility, in questo caso, inserendo nel mondo della logistica il servizio completo, vendita compresa, per la mobilità delle auto, inserendo anche il servizio di call-center e back-office. Nasce così Ariel car, nostra Società che compra e rivende».

Quindi, per non perdermi, mi scusi: tutto ciò è Ecoprogram...

«Abbiamo due mondi Ecoprogram: la parte servizi e la parte flotte. Ci stiamo ora anche occupando di car-sharing, di condivisione delle autovetture: abbiamo una società informatica che si sta occupando di ciò, ed a breve usciremo con una App per smartphone e pc, etc. Ecoprogram Flotte si occupa anche di Officine Mobili, altro grosso impegno che stiamo seguendo. Vogliamo cambiare il mondo del servizio: non andremo più noi in officina per tagliandi, cambio-pneumatici, etc. ma verrà un’officina mobile a casa nostra per tutto ciò che serve, facendo ovviamente anche magazzino, ad esempio, per i pneumatici estivi ed invernali... Ne abbiamo già circa una 50na di officine mobili che girano tutta Italia, cambiando già al momento, se non erro, 17.000 treni di gomme. Al momento la nostra Società Net&Com, che ha in carico tutto ciò, ha un call-center preposto a ciò, ma a brevissimo avvieremo il servizio tramite, appunto, applicazione sul telefonino. Così come il montaggio delle “scatole nere” sulle autovetture che forniamo a costruttori, noleggiatori, ed a tutti quelli che necessitino di questo sevizio».

Ecoprogram ha altre strutture come quella di Casei Gerola, se non erro...

«A Rivalta Scrivia abbiamo un piazzale molto ben attrezzato, più grande ancora di quello di Casei Gerola, dove stockiamo tutte le Peugeot e Citroen che arrivano in Italia, che noi prepariamo e poi inviamo ai concessionari su territorio nazionale. Ed ancora, abbiamo circa una 20na di sedi a livello nazionale: la Sede madre è a Milano, operativa a Casei Gerola, e poi Bologna, Firenze, Roma, Macomer in Sardegna, Alcamo e Palermo in Sicilia, Polignano, Taranto, Napoli, Lanciano, e così via».

Riassumendo quindi brevemente, se possibile, i vari settori operativi...

«I settori, che definirei “mondi”, sono 4: mondo dei servizi/facility, come abbiamo detto  manutenzione etc., mondo-flotte automobilistiche con stock, movimentazione, etc., mondo-digitale con EcoNet e Net&Com per lo sviluppo dei progetti chiamiamoli informatici, e poi c’è un’altra nostra società, Anemotech, che da circa 4 anni produce, vende e distribuisce una cosa molto particolare: un tessuto, che si chiama “The Breath”, inventato da un ingegnere di Eni che ricercava un solvente per il petrolio nell’acqua: ha invece scoperto che i carboni contenuti in “The Breath” disintegrano gli inquinanti derivati dagli idrocarburi! A me è interessata questa ricerca: ci siamo trasferiti all’Università di Ancona e poi al Politecnico di Milano per completare questo processo, dimostrando la funzionalità del prodotto. L’indimenticabile Prof. Veronesi si innamorò della scoperta e ci fece da “padrino”. Basta un piccolo “quadretto” di tessuto per disintegrare fino al 30 per cento gli inquinanti! Lo si può utilizzare sia in interni sia in esterni, come spazi delle maxi-affissioni, per esempio, che già stiamo realizzando. Senza dimenticare la parte immobiliare: abbiamo costruito a Courmayeur, case in Costa Azzurra, avviato ristrutturazioni varie, il Golf di Tassarolo, etc. Questa Società si chiama Bleu Stars, che attualmente non costruisce ma gestisce gli immobili del Gruppo».

Ha in vista novità da inserire?

«Effettivamente sì. Abbiamo fondato una nuova società, che si chiama Wil Power, con la quale abbiamo progettato una particolare caldaia a vapore che con effetto-pirolisi essicca i fanghi, ad esempio dei depuratori, facendo evaporare l’acqua! Si può utilizzare anche in altri modi, ma il focus che abbiamo desiderato è proprio questo: riducendo la massa tramite evaporazione, i costi dello smaltimento-fanghi diminuiscono sensibilmente! Stiamo testando il tutto proprio in questi giorni con l’Università di Pavia e la Società Pavia Acque. Un altro dato importante che voglio segnalare, con orgoglio, è la partecipazione in “Engie program” del colosso francese dell’energia “Engie”, che ci ha richiesto di fondare  una società insieme sul modello della nostra gestione delle facilities. Con un fatturato di 60 miliardi circa annuali, 3 dei quali in Italia, la proposta ricevuta, che due anni fa abbiamo messo in campo, la leggo come un plauso al metodo con il quale da sempre lavoriamo».

di Lele Baiardi

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