Martedì, 25 Giugno 2019

COS’È LA FLAT TAX CHE VUOLE SALVINI? ECCO QUANTE TASSE PAGHEREMO CON LE NUOVE ALIQUOTE

In arrivo la nuova flat tax per privati e famiglie: come reso noto recentemente dal ministro Salvini, a breve tutti potranno beneficiare della tassazione agevolata del 15%, non solo imprese e professionisti.

La flat tax (letteralmente: “tassa piatta”) fa parte del pacchetto di misure proposte dalla Lega, e dovrebbe assicurare una ripresa dell’economia, grazie alla tassazione applicata, fortemente ridotta rispetto all’Irpef; la misura richiede lo stanziamento di circa 30milioni di euro, come annunciato dallo stesso Salvini.

Ma come funziona la tassazione agevolata del 15%? Quali sono i pro e i contro? Cos’è la flat tax che vuole Salvini? Conviene veramente?

Per capirlo, dobbiamo innanzitutto comprendere come funziona l’Irpef, l’imposta sul reddito per le persone fisiche, per poi passare ad analizzare la nuova tassazione agevolata, considerando, comunque, che ad oggi non è stato emanato alcun provvedimento in merito. L’attuale proposta potrebbe dunque essere modificata.

Quanto si paga oggi?

Ad oggi, la generalità dei contribuenti paga l’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche: si tratta di un’imposta diretta, cioè che si applica sul reddito prodotto, e personale, in quanto è tassato il singolo contribuente, non il nucleo familiare.

L’Irpef non è calcolata applicando un’aliquota unica (cioè un solo importo in percentuale) a tutto il reddito, ma è determinata applicando aliquote diverse a seconda delle fasce di reddito nelle quali ricade il contribuente:

sino a 15.000 euro di reddito, l’imposta è pari al 23%;

da 15.0001 a 28.000 euro, la tassazione ammonta al 27%;

da 28.001 a 55.000 euro, l’imposta è pari al 38%;

da 55.001 a 75.000 euro, si applica il 41%;

da 75.001 euro in poi, l’aliquota da applicare è il 43%.

In pratica, se il contribuente incassa 20mila euro l’anno, deve corrispondere allo Stato il 23% sui primi 15mila euro di reddito, pari a 3,450 euro, ed il 27% sui restanti 5mila euro, pari a 1.350 euro, per un totale Irpef di 4.800 euro.

Come funzionano deduzioni e detrazioni?

L’importo calcolato applicando le aliquote al reddito corrisponde, però, alla tassazione lorda: il contribuente può aver diritto alle deduzioni, cioè a beneficiare di importi che abbassano il reddito (ad esempio per il pagamento dei contributi previdenziali) e alle detrazioni, degli importi che abbassano direttamente l’imposta dovuta. Spettano delle detrazioni, ad esempio, per aver prodotto redditi di lavoro dipendente, o autonomo, o redditi di pensione, per i familiari a carico e per determinate spese (ad esempio mediche, per la ristrutturazione della casa, per l’affitto…).

In sostanza, quasi mai il contribuente sconta sul reddito l’imposta piena, grazie all’applicazione delle deduzioni e delle detrazioni.

Con la flat tax di Salvini, il calcolo di quanto dovuto dal contribuente è molto più semplice: al reddito prodotto, difatti, si deve applicare un’aliquota unica del 15%. In pratica, se il contribuente incassa 20mila euro l’anno, deve corrispondere allo Stato il 15%, pari a 3mila euro, anziché i 4.800 euro previsti con l’attuale Irpef: nel caso di specie, parliamo di 1.850 euro di tasse in meno all’anno.

Il risparmio diventa molto più elevato al crescere del reddito: chi incassa 30mila euro, ad oggi paga 7.720 euro lordi di Irpef, 8.449 euro considerando anche le addizionali. Con la flat tax pagherebbe solo 4.500 euro. Non è stato però chiarito che fine faranno e come saranno trasformate l’addizionale regionale e comunale all’Irpef.

Bisogna però considerare che, in base alle ultime proposte, la flat tax sarà applicata sul reddito di tutta la famiglia (che non potrà superare i 50mila euro, altrimenti la tassa piatta non si applicherà), e si potrà beneficiare di una deduzione di 3mila euro per ogni componente del nucleo (ad esempio, 2 genitori più 2 figli darebbero luogo a una deduzione di 12mila euro, 4 membri per 3mila euro ciascuno).

In particolare:

i nuclei familiari con reddito compreso tra zero e 35mila euro avrebbero diritto a una deduzione fissa di 3mila euro per ciascun membro del nucleo familiare;

per redditi da 35mila euro a 50mila euro la deduzione sarebbe ammessa soltanto per i carichi familiari;

i redditi superiori ai 50mila euro non avrebbero diritto ad alcuna deduzione.

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