Martedì, 25 Giugno 2019

OLTREPÒ PAVESE - CENTROPADANA: VENTI DI GUERRA SPIRANO SU LODI. LA BANCA IN OLTREPÒ HA 8 FILIALI, BRONI, CASTEGGIO, CODEVILLA, LUNGAVILLA, RETORBIDO, RIVANAZZANO TERME, STRADELLA E VOGHERA

In seguito all'articolo da noi pubblicato due giorni fa relativamente alla situazione di Banca Centropadana, è giunta in redazione una nota firmata da Sebastiano Cavalli, esponente della lista guidata dal sindaco di Meleti, Mario Rocca, candidata a prendere la guida dell'istituto creditizio con le elezioni di domenica 26 maggio. Una risposta che aspettavamo e pubblichiamo, giacché può aiutare i soci a vederci più chiaro sulle vicende interne alla loro banca, in vista dell'assemblea ormai incipiente. Riportiamo dunque in coda il comunicato stampa, a beneficio dei diretti interessati.

Ma prima, un commento.

È ormai chiaro che venti di guerra spirano su Lodi: e non è una novità. Già durante le ultime assemblee dei soci la voce di Rocca si era fatta sentire, una delle poche, per denunciare presunte carenze amministrative e la situazione a livello generale preoccupante della banca.

Secondo la ricostruzione che abbiamo pubblicato ieri, ai consiglieri uscenti è stata vietata la ricandidatura. Fino a qualche giorno fa pareva esserci in lizza la sola lista Rocca (membri, oltre al capolista: Pietro Losi, Sebastiano Cavalli, Andrea Itraloni, Rinaldo Onesti, Luigi Maggi, Gianfranco Lavelli, Alessandra Stragliati, Arduino Quintini, Giovanni Pagani, Antonio Sidoli).

Ma lunedì 20 maggio il C.d.A. aveva di fatto consentito ad altre due liste di partecipare al confronto elettorale. Una capeggiata da Antonio Baietta, attuale presidente della Cooperativa Santangiolina, e composta anche da Ambrogio Abbà, Elia Bergamaschi, Ennio Andrea Bonvissuto, Luca Cambié, Andrea Fedele, Paolo Fontana, Luciano Fugazza, Alberto Noro, Dario Raimondo Cominesi e Mauro Vignola. Sodalizio, quest'ultimo, più vicino all'amministrazione uscente. Una con il solo candidato indipendente Paolo Giovanni Ramaioli, il cui nome circolava già da diverse settimane.

La decisione di implementare il numero di candidati era già stata ventilata nel precedente C.d.A del 13 maggio, non prima che fosse finita a ramengo l'ipotesi di una lista unica che comprendesse tutte le varie anime della compagine societaria. E i legali della gruppo guidato da Rocca, il 19 maggio, avevano inviato una diffida all’Organo amministrativo di Banca Centropadana (con opportuna conoscenza a Banca Italia, ICCREA e Collegio sindacale), annunciando che, in caso di vittoria della lista n.1, essi “impugneranno senza indugi gli esiti elettorali innanzi alla competente Autorità Giudiziaria e adotteranno ogni più opportuna iniziativa nei confronti di coloro che, col loro voto, abbiano violato le norme statutarie e regolamentari.”

A norma di regolamento, infatti, le candidature debbono essere presentate almeno 60 giorni prima della scadenza elettorale. La lista Rocca è stata effettivamente formalizzata il 27 febbraio, all'interno dei termini previsti.

Gli sfidanti asseriscono che questo termine non avrebbe potuto essere rispettato da loro, giacché il niet alla ricandidatura dei consiglieri uscenti è giunto in tutta la sua insindacabilità soltanto il 18 aprile. Dunque ogni possibile via alternativa sarebbe stata potuta esser presa in considerazione con  oltre 20 giorni di ritardo.

Non spetta certo a noi stabilire un giudizio inequivocabile circa l'operato delle parti in causa: competerà ai controllori preposti ed eventualmente all'autorità giudiziaria invocata da Rocca e dai suoi sodali pronunciarsi circa il reale svolgimento dei fatti e dunque la legittimità di tutte le fazioni in campo.

Sarà nostra cura dare notizia di ogni eventuale evoluzione.

Ma al momento la situazione rimane, da ogni punto di vista, intricata, incerta.

E dobbiamo rilevare che, nel bene e nel male, un'ampia fetta di elettorato si riconosce ancora nell'amministrazione uscente, e vorrebbe avere la possibilità di dare fiducia al gruppo che si è venuto a creare nel segno della continuità.

Perché allora, ci chiediamo, non annullare la consultazione elettorale e riaprire i termini per le candidature, così da consentire una competizione cristallina, con il medesimo punto di partenza, e soprattutto l'occasione, finalmente, di coinvolgere tutti i soci in un sano dibattito democratico?

Forse perché la macchina elettorale, e i “Signori delle deleghe”, si sono ormai messi in moto.

Forse perché, dopo tutto, a qualcuno il caos non dispiace.

Forse perché il tentativo di proporre una sola lista c'è stato. E ha fallito.

Forse perché rimandare ogni decisione a settembre significherebbe perdere ogni possibilità di recuperare, almeno in parte, il recuperabile dell'anno 2019, in vista della chiusura del prossimo bilancio.

Forse perché entrambi gli schieramenti sono convinti delle proprie ragioni, e non intendono indietreggiare proprio ora.

Ci sono vicende in cui gli avvenimenti che si susseguono non sono mai quelli giusti, non finiscono a modino in nessun caso.

Questa è una di quelle.

Perché la frattura societaria, comunque vadano le cose, non si comporrà certo domenica.

In riferimento al nostro articolo, ci viene poi segnalato che nella lista Rocca sono presenti due candidati espressione della provincia di Pavia. È una buona notizia. Tuttavia, ci è d'obbligo precisare che, nel nostro cumulo di osservazioni, abbiamo fatto riferimento ad un unico candidato dell'Oltrepò - Andrea Fedele, candidato nella lista Baietta - e non abbiamo parlato dell'intera provincia. Questo perché “Il Periodico” è il giornale dell'Oltrepò Pavese. Da ormai 13 anni ci occupiamo di questo lembo del territorio dimenticato dai poteri forti ma non da Domineddio, e non ci risulta che siano presenti altri candidati da qui provenienti.

Non ce ne vogliano quindi gli amici di Lodi, Piacenza e dintorni: facciamo il tifo per la più positiva delle risoluzioni, a maggior vantaggio della forse più eminente fra le nostre banche territoriali. Ma abbiamo il dovere di raccontare i fatti con riferimento particolare al nostro territorio di riferimento. Territorio presso il quale hanno sede 8 filiali (Broni, Casteggio, Codevilla, Lungavilla, Retorbido, Rivanazzano Terme, Stradella, Voghera), e i cui soci, a causa forse della lontananza territoriale dalla sede centrale, non sono certo ben informati delle vicende societarie.

Non sono informati circa la provenienza dei vari candidati, circa i loro curricula, circa i loro programmi per l'amministrazione futura.

Non sono informati della situazione dei crediti deteriorati, che abbiamo raccontato ieri.

Non sono informati, o non lo sono sufficientemente, degli investimenti immobiliari avvenuti nell'ultimo triennio (cui anche abbiamo parzialmente fatto cenno ieri).

Non sono informati circa l'elevato “cost/income ratio”, ovvero il rapporto fra i costi operativi e i margini di intermediazione, ovvero l'indicatore che espone quanto una banca sia efficiente e redditiva. Più basso è il valore, più efficiente è la banca. Nel caso di Centropadana si attesta intorno al 96%. La situazione apparet id quidem... etiam caeco

Riportiamo di seguito il comunicato emesso dai candidati della lista numero 3 , nella lista c’è anche commercialista piacentino Sebastiano Cavalli (nella foto)

“Nonostante tre anni di perdite che hanno quasi dimezzato il patrimonio della banca, una situazione di redditività quasi inesistente e il recente provvedimento di Bankitalia che ha richiesto un generalizzato ricambio dei vertici aziendali, il 13.05 u.s. l’Avv.  Bassanetti ed i suoi consiglieri (con voto contrario di Madonini, ndr.), in violazione degli artt. 28 - 28 bis – 30 e 35 dello Statuto e degli artt. 19 e 21 del vigente Regolamento elettorale, hanno arbitrariamente e quindi illegittimamente candidato una nuova lista di nominativi, con capofila il Sig. BAIETTA e composta dagli ulteriori seguenti nominativi: AMBROGIO ABBA’, ELIA BERGAMASCHI, ENNIO ANDREA BONVISSUTO, LUCA CAMBIE’, ANDREA FEDELE, PAOLO FONTANA, LUCIANO FUGAZZA, ALBERTO NORO, DARIO RAIMONDO COMINESI E MAURO VIGNOLA.

In considerazione della irritualità delle candidature delle persone su esposte, il 19.05 i legali della lista con capofila Rocca, in relazione al prossimo rinnovo delle cariche sociali, hanno inviato una diffida all’Organo amministrativo di Banca Centropadana (con opportuna conoscenza a Banca Italia, ICCREA e Collegio sindacale) al rispetto delle norme di Legge, di Statuto e regolamentari, invitando inoltre il Collegio Sindacale e la Capogruppo ICCREA a vigilare sul corretto svolgimento della competizione elettorale del prossimo 26 maggio 2019.

Con tale diffida i legali hanno fin d’ora reso edotto il CDA uscente che, qualora la lista da questo proposta venisse nominata: “impugneranno senza indugi gli esiti elettorali innanzi alla competente Autorità Giudiziaria e adotteranno ogni più opportuna iniziativa nei confronti di coloro che, col loro voto, abbiano violato le norme statutarie e regolamentari.”

Il 20.05, a soli sei giorni dall’assemblea dei soci, sempre il medesimo CDA uscente e dichiarato da Bankitalia incandidabile (e sempre con voto contrario di Madonini, ndr.), nonostante i solleciti di ICCREA e la nostra diffida, ha proseguito imperterrito nella illegittima proposta di candidatura di nominativi incredibilmente dallo stesso organo indicati.

Tutto ciò posto, ci preme avvertire tutta la base sociale che, l’eventuale nomina della lista proposta dal Consiglio d’amministrazione uscente con capofila Baietta è illegittima e verrà resa nulla dalla successiva azione giudiziaria che, senza indugio, noi intraprenderemo il giorno successivo alle elezioni, per tutelare tutta la base sociale (e di fatto la nostra Banca) da un pregiudizio imminente e irreparabile quale sarebbe quello della elezione di un siffatto nuovo organo amministrativo, essendo il medesimo rappresentativo di una palese violazione della Legge, dello Statuto, del Regolamento elettorale, dei provvedimenti di Banca d’Italia e di quanto indicato dalla Capogruppo, esponendo ulteriormente l’istituto ad ulteriori danni reputazionali.

Non esiste nel comune diritto civile né che un consiglio d’amministrazione possa proporre una lista di candidati di propria emanazione né che tale lista possa essere candidata senza il minimo rispetto dello statuto e del Regolamento elettorale al quale la nostra lista si è attenuta sin dal 27 febbraio 2019.

La banca è dei soci e non dell’attuale CDA. Queste situazioni devono finire.

Non temiamo smentite perché è tutto contenuto in documenti ufficiali (oltreché sulla stampa) che saranno sottoposte alle autorità competenti nel caso l’Assemblea non si svolga correttamente ovvero nel rispetto della Legge, dello statuto e del Regolamento elettorale.

Ci attendiamo che i soci della nostra Banca, resi consapevoli delle predette azioni compiute dal CDA uscente del Presidente Bassanetti, assumano responsabilmente la propria scelta di voto per il bene dell’Istituto.”

Il-periodico-FASTCON Verde-Ferrari_mezza-01-copy-copia
  1. Primo piano
  2. Popolari