Mercoledì, 24 Aprile 2019

OLTREPÒ PAVESE - «CHIUSURE OBBLIGATE? LA GENTE FA LA FILA PER LAVORARE LA DOMENICA…»

Ci sono abitudini che oggi ci sembrano ovvie, e ci chiediamo perché in passato non solo non fossero radicate nella vita quotidiana, ma neppure fossero venute in mente a nessuno. In realtà, molte di quelle abitudini non possono “funzionare” in assenza di condizioni che, anche quelle, ci sembrano ovvie ma non lo sono affatto. è il caso di quell’attività un tempo tipicamente femminile oggi più equamente distribuita tra i sessi che si chiama “fare la spesa”. Agli inizi degli anni ’60 la casalinga di Voghera  faceva la spesa al mercato e nei negozi di alimentari presenti in gran numero in città. Ma nel 1964 con l’apertura del primo supermercato in via Mazzini, il “Vegè” le modalità di acquisto dei generi alimentari iniziarono a subire dei profondi cambiamenti.

Abbiamo incontrato Linda Lugano che, dopo una prima esperienza fatta sul campo presso il supermercato Gulliver di Godiasco, fa ora  parte dell’ufficio category e comunicazione dei Supermercati Gulliver,  per fare il punto sull’andamento dei consumi alimentari in Oltrepò Pavese.

Franco Lugano, il fondatore, è stato il primo 55 anni fa ad introdurre il supermercato a Voghera, una grande intuizione visti i risultati ottenuti poi dalla vostra azienda negli anni, ci vuole raccontare un po’ la storia?

«Il nostro primo supermercato si chiamava “Vegè “ dal nome di una centrale di acquisto nata in Europa e sbarcata in Italia nel 1959, anno in cui la nostra azienda aderì per il mercato nazionale. La successiva apertura di supermercati di più ampie superfici aveva fatto nascere sempre a Voghera in via Cavour il primo punto vendita in Italia di affiliazione con la Standa, all’epoca primario gruppo nazionale nel mondo del tessile e del casalingo. Per facilitare la comunicazione univoca nelle varie città, la doppia insegna Vegè e Standa aveva creato problematiche di riconoscimento per i nostri supermercati e così, negli anni ’80, abbiamo avuto la necessità di creare un marchio proprio. Nasce così l’insegna “Gulliver” con l’immagine del gigante buono, Gulliver appunto, che difende il consumatore nella vita quotidiana».

Quanti supermercati avete aperto da allora sul territorio dell’Oltrepò pavese?

«Nel territorio dell’Oltrepò siamo presenti a Voghera con 8 punti vendita, Broni (2 punti vendita), Stradella, Casteggio, Montù Beccaria, Bressana Bottarone, Lungavilla, Godiasco Salice Terme. Ma partendo dal territorio dell’Oltrepò, ci siamo espansi anche in Lombardia e nelle regioni limitrofe come il Piemonte, la Liguria e l’Emilia Romagna. Attualmente abbiamo 90 punti vendita: 72 diretti e 18 affiliati e contiamo solo in Oltrepò circa 250 dipendenti».

Siete riusciti negli anni a conquistare la fiducia di quella che ai tempi  era  la “casalinga di Voghera” e che oggi si identifica di più con una donna che lavora e che spesso e volentieri ha poco tempo per fare la spesa. Quali sono i vostri punti di forza?

«Devo dire prima di tutto che i nostri punti vendita si distinguono per qualità dei prodotti, correttezza nei confronti del cliente e convenienza. Abbiamo cercato pur nelle grandi dimensioni di mantenere il contatto diretto con il cliente, di farlo sentire a proprio agio mentre fa la spesa. I nostri punti di forza sono il reparto freschi: ortofrutta, macelleria e gastronomia».

Attualmente il consumatore è diventato più esigente, sempre più incline a ricercare il prodotto  di qualità, a Km0, vuole sapere la provenienza di ciò che mangia. Il cliente oltrepadano  è orientato a questo genere di acquisti?

«Certamente, i nostri clienti richiedono,  soprattutto per i prodotti freschi, le produzioni del territorio e, nel corso degli anni posso dirle che abbiamo attivato diverse collaborazioni con produttori locali.  Da più di 40 anni abbiamo rapporti di collaborazione con stalle selezionate del nord-ovest di Italia che allevano per conto nostro le migliori razze bovine. Solo dopo un’attenta selezione macelliamo i capi migliori e grazie al nostro sistema di tracciabilità il cliente può sapere da dove proviene la carne acquistata, razza età sesso dell’animale e nome dell’allevamento d’origine. La frutta e la verdura in stagione provengono da tanti piccoli produttori locali e per quanto riguarda il pane e i prodotti da forno giornalmente piccoli laboratori della zona consegnano le loro migliori produzioni quali pane, pizza, focacce e biscotti. Anche per i formaggi tipici, collaboriamo con un caseificio di Rivanazzano Terme ed uno di Stradella che ha come obiettivo la valorizzazione della filiera casearia oltrepadana, producendo con latte da fieno 100% italiano. Dal territorio provengono poi parte dei vini, prodotti dolciari, insomma tutto quello che di meglio viene prodotto in zona».

Negli ultimi anni la concorrenza è diventata sempre più agguerrita e sono stati aperti grandi supermercati e discounts in Voghera e sul territorio. Come vi siete organizzati per affrontare questo tipo di problema?

«Certo è diventato sempre più importante sia il posizionamento del prezzo di vendita sia una costante attività promozionale. Abbiamo perciò dato vita ad un progetto molto importante il “Salvaspesa” con prodotti scontati tutti i giorni, intrapreso attività di fidelizzazione quali lo sconto 10% ai pensionati proposto tutti i mercoledì e altre convenzioni aventi per oggetto sconti personalizzati con enti e/o amministrazioni locali. Nel 2016 abbiamo avviato un progetto importante con l’ingresso nel gruppo di acquisti “Sun” che ha permesso, con il marchio Consilia, di puntare sullo sviluppo dei prodotti a marchio che rappresentano un settore fondamentale per la crescita del fatturato ed una leva di marketing per aumentare la fidelizzazione dei clienti».

I vostri punti vendita sono inseriti principalmente nei centri storici delle città ormai purtroppo aperti in un tessuto urbano sempre più svuotato dalle chiusure di negozi colpiti da una crisi irreversibile e dai grossi centri commerciali fuori città. Qual è il vostro punto di vista sulle chiusure domenicali?

«La nostra preoccupazione per le ricadute del provvedimento sulle chiusure domenicali deciso dal governo è molto importante  anche perché il mondo del commercio vive una transizione tutt’altro che facile, con consumi stagnanti e l’e-commerce che guadagna terreno. Chiediamo solo di avere la libertà di aprire non l’obbligo, le parlo di Gulliver: su 72 supermercati oggi la domenica ne teniamo aperti il 90%, la domenica rappresenta il secondo giorno per fatturato della settimana. Sappiamo fari i conti e sappiamo del resto che aprire costa però vogliamo offrire in un mondo in continua evoluzione  ai consumatori un servizio dove c’è domanda e dove genera ricchezza. Dati nazionali ci danno ragione e il 65% dei consumatori lo hanno capito. Mi chiedo allora: la rovina delle famiglie sono i supermercati aperti nei festivi o la mancanza di lavoro? C’è gente che fa la fila per lavorare la domenica, perché quei 200€ in più a fine mese su uno stipendio medio da 1200€ non sono pochi; non c’è imposizione, c’è la rotazione, nei nuovi contratti la domenica è un giorno lavorativo come un altro, retribuito con una importante maggiorazione del 30%. Se dovessimo chiudere la domenica, le persone non sono noccioline: rischiamo a livello nazionale fino a 40.000 licenziamenti. Mettendo in difficoltà i clienti dando un ulteriore vantaggio all’online e danneggiare a chi ha investito e chi vorrebbe farlo ancora».

Quali progetti avete per il futuro? Pensate ci sia ancora spazio per l’espansione?

«Nel corso del 2019 abbiamo dato vita ad un importante progetto di ristrutturazione che vedrà coinvolti una decina di punti vendita e l’apertura di due nuovi supermercati. In questi punti vendita ad esempio Via Carlo Emanuele a Voghera e Godiasco, sono state apportate sostanziali modifiche nel layout generale del supermercato con particolare attenzioni ai reparti ortofrutta, gastronomia e macelleria con l’inserimento dei banchi take-away  per agevolare le esigenze di una spesa più veloce. Inoltre questo  ha permesso di allargare la nostra proposta di assortimento nelle categorie di forte crescita, quali ad esempio tutto il mondo dei salutistici, biologici, prodotti della cura della persona di alta qualità, il mondo del baby food e del pet food».

di Gabriella Draghi

IL-PERIODICO-MEZZA-PAGINA-enel-coghera Il-periodico-FASTCON ADORNO-aprile Verde-Ferrari_mezza-01-copy-copia
  1. Primo piano
  2. Popolari