Martedì, 11 Dicembre 2018

VOGHERA - NATALE “TRISTE” PER GLI AMBULANTI «MERCATO ABBANDONATO A SE STESSO»

«Non si può sempre chiedere e basta». Rocco del Conte, responsabile di Apva, una delle associazioni dei venditori ambulanti vogheresi, spiega così il senso della lettera inviata al Comune in cui le quattro associazioni di categoria (Apva, Acol, Ascom e Artigiani) hanno messo le mani avanti in vista del Natale, facendo sapere a Palazzo Gounela che per le tradizionali luminarie non metteranno a disposizione neppure un euro. Del Conte, tra i quattro responsabili, è sicuramente quello con il dente più avvelenato: «Il mercato cittadino è in costante declino e il Natale che arriva per la mia categoria sarà triste» attacca il numero uno di Apva.

Del Conte, cosa non funziona?

«Il mercato è abbandonato a se stesso, non c’è controllo su chi espone, ci sono banchetti cui mancano le certificazioni per le merci ma nessuno lo verifica, si vedono due vigili alle 8 e basta.  Non c’è neppure sicurezza: l’altro giorno un ambulante ha parcheggiato il furgone nel cortile della Caserma e al ritorno non l’ha più trovato, gli è stato rubato. Per non parlare di quando si prova a organizzare qualcosa, uno sforzo per lo più vano».

Cosa vorreste organizzare che non si riesce invece a fare?

«Visto che Natale quest’anno cade di martedì abbiamo chiesto al Comune il permesso per fare un mercatino che copra l’intero weekend precedente e resti in piazza Duomo fino al 25. Ci hanno detto che si riuniranno per decidere a metà novembre ma è troppo tardi, queste non sono cose che si organizzano premendo un bottone, serve più tempo. Senza contare la faccenda dei costi che Asm e Comune richiedono per plateatico e cauzione luci».

Troppo alti?

«Certamente. In ottobre volevo organizzare un mercatino europeo in piazza Duomo ma Asm e Comune hanno chiesto cifre spropositate e logicamente gli ambulanti non hanno accettato. Soprattutto tenendo conto che quei soldi che si devono anticipare li vedranno restituiti magari in otto mesi o più. In questo modo la gente si fa scappare da Voghera anziché portarcela».

E così avete dato picche al Comune per le luminarie…

«Non si può sempre chiedere o aspettarsi che i commercianti collaborino se non ci vengono incontro loro per primi. Fossi un Amministratore, e lo sono stato, mi chiederei perché la gente da Voghera se ne va».

Usa toni più concilianti il numero uno di Acol Giancarlo Maconi, anche se il senso dell’«abbiamo già dato» riferito alla missiva per il Comune resta invariato.

«Visto che l’anno passato per il discorso luminarie alla fine qualcuno aveva detto che i commercianti si erano “tirati indietro”, quest’anno abbiamo preferito essere meno ingenui e mettere le mani avanti. Una grossa mano al Comune – spiega Maconi – l’abbiamo già data questa estate organizzando e finanziando i giovedì sera in città che altrimenti non si sarebbero neppure fatti. Delle luminarie, che sono per tutti i cittadini e non solo a beneficio del commercio, si faccia carico il Comune».

La crisi è proprio nera?

«Diciamo che oggi spendere soldi a Voghera è un grosso problema, per cui non è possibile per i commercianti, nonostante la buona volontà, poter anticipare per le manifestazioni soldi che tra l’altro sarebbero restituiti mesi dopo. Per cui se decideremo di raccogliere dei fondi come associazione lo faremo solo per progetti fatti dai commercianti per i commercianti».

La categoria intende comunque organizzare delle manifestazioni nel periodo natalizio?

«La nostra apertura a collaborare con il Comune resta e siamo aperti a proposte. Per quanto riguarda l’associazione ci saranno delle singole iniziative e dei progetti che coinvolgeranno negozi che vendono magari articoli di uno stesso genere, cose che però al momento sono in fase di definizione e quindi non si possono ancora presentare. Singole iniziative che comunque cercheremo di finanziare per quanto possibile».

Crede che le iniziative dell’Amministrazione per aiutare il commercio, come ad esempio l’istituzione dei parcheggi liberi il sabato, siano efficaci?

«I parcheggi gratis il sabato sicuramente una mano l’hanno data, ma in generale di grandi cose il Comune non può farne di fronte a una crisi generalizzata.

I commercianti devono fare fronte comune e usare l’inventiva per restare a galla. Il Comune potrebbe aiutare di più nelle piccole cose, come ad esempio snellire la burocrazia, rinnovando i regolamenti. Faccio un esempio. Chi in estate vuole far suonare all’esterno del proprio bar ha il limite alle 23:30 e ogni volta bisogna chiedere il permesso per andare avanti fino a mezzanotte. Ci sono alcune regole ferme agli anni 70 che potrebbero essere svecchiate e dare una pur piccola mano concreta, ascoltando le esigenze, anche “piccole” ma concrete, delle associazioni».

La viabilità cittadina vi soddisfa?

«La viabilità di Voghera, per essere una cittadina piccola, è piuttosto caotica ma è un problema annoso. Io vedo certi paradossi, come quello di via Bidone che dovrebbe essere chiusa al traffico mentre invece le auto sfrecciano».

Chi punta molto sul Natale per aumentare il giro d’affari sono gli iscritti di Ascom, rappresentati da Cristina Palonta. «Solitamente per il comparto del commercio le vendite natalizie rappresentano una buona fetta del bilancio annuale, a seconda dei generi merceologici offerti la variazione oscilla tra il 30 e il 70% dei volumi».

Per il Natale 2018 vi aspettate sempre questi numeri?

«è ancora presto per prevedere gli andamenti, in quanto negli ultimi anni si è visto concentrare il giro di affari negli ultimi 10-15 giorni antecedenti le festività».

Quest’anno non contribuirete alle spese per le luminarie natalizie. Come mai? Polemica con il Comune o crisi nera?

«Essendo a contatto giornalmente con la realtà commerciale cittadina in questi ultimi anni è molto diminuita la propensione ad una partecipazione economica da parte degli esercenti per vari motivi, quindi si è voluto comunicare subito all’Amministrazione la non intenzione a partecipare, tutto qui».

Ci saranno però delle manifestazioni a fare da contorno alle feste? Pensate di organizzare qualcosa?

«A seguito della non disponibilità comunicata per la gestione delle luminarie ci siamo resi disponibili nei confronti dei Commercianti a valutare proposte di organizzazione eventi ed animazioni a corollario dello shopping natalizio».

Parcheggi e viabilità vi soddisfano?

«L’Amministrazione ci ha concesso già da tempo il parcheggio gratuito il sabato pomeriggio in piazza Duomo, facilitando così l’accesso al centro. Per quanto possiamo dire noi la situazione complessiva dei posteggi cittadini soddisfa l’utenza. Per quanto riguarda invece la viabilità non è facile accontentare tutti, tenendo conto che non ci sono solo le esigenze del comparto commercio ma anche quelle degli altri servizi cui occorre facilitare l’accesso come ospedale, poste e uffici vari».

Mario Campeggi, presidente dell’Associazione Artigiani Oltrepò Lombardo è un altro dei firmatari della missiva che però, tiene a specificare, «non aveva nessun intento polemico nei confronti dell’Amministrazione». Secondo Campeggi, che rappresenta una categoria che conta circa 650 iscritti, la situazione in città è sì critica, ma deve esserci la consapevolezza che il Comune «non ha la bacchetta magica per risollevare le sorti del commercio» e che una richiesta di grandi operazioni pro-commercianti assomiglierebbe oggi alla classica letterina a Babbo Natale.

«L’unica manovra che potrebbe dare una svolta alla situazione potrebbe essere un deciso intervento sulla fiscalità locale, per ridurre le tasse sulle attività, ma d’altra parte se i trasferimenti statali sono in perenne diminuzione è logico che per il Comune è impossibile pensare di intervenire in tal senso in maniera netta».

Ci sarà pure però un piccolo “regalo” che la sua categoria si aspetterebbe sotto l’albero…

«Quello che abbiamo già chiesto anche alla giunta precedente e che chiederemo anche ai prossimi candidati sindaco: un pass per le emergenze che consenta agli artigiani di poter arrivare con il loro veicolo all’interno dell’area pedonale del centro quando richiesto per interventi straordinari».

di Christian Draghi

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